Riflessione sul tema “Destinazione Assisi”, così Antonio Lunghi

 
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Riflessione sul tema “Destinazione Assisi”, così Antonio Lunghi

Riflessione sul tema “Destinazione Assisi”, così Antonio Lunghi

da Antonio Lunghi
Ho letto con attenzione il testo: “Analisi delle performance e Destination Management: Il Caso Assisi” Apparso su “Rapporto sul turismo italiano 2019-2020 a cura di Stefania Berardi, Paolo Desinano e Nello Fiorucci Oderisi che descrive il lavoro svolto dalla Società “Incipit” per conto del Comune di Assisi dal 2018 in avanti e che è stato oggetto di una comunicazione del Sindaco la scorsa settimana in cui sono stati invitati gli operatori del settore.

Il rapporto, presentato ad una platea di esperti, da sicuramente delle indicazioni importanti per un approccio non approssimato che l’Amministrazione Comunale dovrebbe assumere nell’affrontare il settore dell’accoglienza.

Sicuramente l’introduzione dell’Imposta di soggiorno avvenuta nel 2017 è stato l’atto “spartiacque” che ha determinato un punto di svolta in questo settore cruciale dell’economia della nostra città considerando che la fetta del gli arrivi e delle presenze nel settore turismo rappresentano il 25 % dell’intera Regione.
Vorrei qui riportare alcune indicazioni che scaturiscono dalla lettura del documento e da quello che è stato fatto in questi ultimi anni.
  1. La Regione ha avuto per delega dallo Stato la responsabilità di gestire il settore Turismo”; lo ha svolto in maniera insufficiente soprattutto se rapportato alla nostra realtà che ha fatto da traino a tutto il turismo della nostra Regione ed invece è stata sempre trattata in maniera non congrua per quel vecchio discorso del “riequilibrio” caro a tanta cultura della sinistra italiana. Anche se ci sono le attenuanti delle situazioni drammatiche di questi due anni questa situazione perdura, a mio parere, anche con l’Amministrazione a guida Donatella Tesei.
  2. Il Comune di Assisi si deve strutturare con un comparto autonomo nel Settore turismo, distinto dal settore cultura, con personale e risorse adeguate.
  3. Occorre individuare un soggetto che con continuità predisponga un Modello di Destination Management e di conseguenza una progettazione di una organica gamma di prodotti turistici. Senza andare troppo lontano, ritengo che ci siano le risorse umane, nella nostra Regione per fare ciò. D’altra parte vorrei ricordare a tutti, anche se questo genera una serie di mal di pancia, che l’Economia del Turismo in Italia come disciplina autonoma è nata ad Assisi grazie alle intuizioni ed al lavoro del prof. Giuseppe Peroni.
  4. Il progetto complessivo deve essere costruito dall’Amministrazione Comunale e non direttamente dai tecnici e condiviso in Consiglio Comunale annualmente prima dell’approvazione del Bilancio di esercizio.
  5. L’Amministrazione inoltre deve condividere il progetto con gli operatori direttamente interessati ed organizzati in Gruppi di interesse: La Chiesa di Assisi, Le Famiglie Francescane, le organizzazioni legate al settore dell’accoglienza sia alberghiera che extra alberghiera, tutto il settore del commercio legato al turismo che in questi due anni ha vissuto una crisi senza precedenti.
  6. Il progetto deve coinvolgere anche le società che gestiscono servizi fondamentali legati all’accoglienza: La società Saba, Umbria Mobilità, la SASE e le Ferrovie dello Stato che devono essere coinvolte in maniera diretta perché hanno dei ritorni importanti per le loro attività dalla “DESTINAZIONE ASSISI”.
  7. L’Amministrazione Comunale non può risolvere tutti i problemi che si presentano, deve comunque interessarsi innanzitutto delle infrastrutture necessarie alla crescita dei PRODOTTI TURISTICI” che si intende promuovere.
Per concludere vorrei segnalare un problema concreto, di cui mi sono fatto più volte portavoce ma non sono riuscito a risolvere: I bagni pubblici sotto la piazzetta di Chiesa Nuova. Ci sono andato da poco per vedere la loro condizione che rimane quella di cinque anni orsono quando ho tentato, non riuscendoci, di introdurre almeno uno scambiatore di di monete per poter accedere ai bagni.
Comprendo che occorre investire i denari per fare i servizi all’altezza della nostra città. Critichiamo i Frati ma, sia i Conventuali che i Francescani a S. Maria degli Angeli gestiscono i servizi pubblici in maniera eccellente. Il Comune di Assisi deve avere un servizio di bagni pubblici all’altezza di quello che rappresenta. Questa è una infrastruttura necessaria al servizio del settore dell’accoglienza.

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