Roberto Sannipola per ConfrontiAssisi, “L’incontro con il lebbroso”

 
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Roberto Sannipola per ConfrontiAssisi, "L’incontro con il lebbroso". Una diversa versione per il rilancio della città di Assisi

Roberto Sannipola per ConfrontiAssisi, “L’incontro con il lebbroso”

di Roberto Sannipola

sintesi dell’articolo pubblicato su www.ConfrontiAssisi.it

Le elezioni amministrative si avvicinano, esse si basano su una democrazia di tipo rappresentativa.

Il momento delle votazioni è uno dei momenti più significativi nella vita di una società.

Senza entrare in una valutazione di merito se possano esistere sistemi migliori o peggiori, anche se io, ad esempio, non sono un vero e proprio fan della democrazia diretta elettronica, detta anche e-democracy.

Affinché una democrazia rappresentativa funzioni bene serve una compagine di governo, si spera all’altezza, una opposizione democratica che faccia bene il suo lavoro, ma serve soprattutto la partecipazione attiva dei cittadini sia al momento del voto che dopo. Ecco perché auspico una presa di coscienza sempre più consapevole delle problematiche della città, ma soprattutto delle sue soluzioni. Auspico che si formi un comitato di cittadini, provenienti da ogni settore: artigiani, artisti, imprenditori, dipendenti pubblici, disoccupati ecc. sia del centro storico che delle frazioni. Cittadini che amano questa città e che partoriscano idee e le realizzino.

Il presente contributo, strutturato sotto forma di racconto, elenca le varie problematiche della città e individua alcune soluzioni da adottare; di fatto diventa una chiamata a raccolta dei cittadini di buona volontà, perché credo che un gruppo ben nutrito di cittadini e di cittadine determinati non possano essere fermati da nessun ostacolo.

Non si può trovare sempre un alibi a tutto, demandando le responsabilità all’incapacità degli altri, al destino baro e assassino, alla classe politica…

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Un corpo sociale omogeneo, una collettività, un Popolo, ha un istinto di conservazione e di perpetrazione della propria identità e della propria specie che deve andare oltre le fatalità, la rassegnazione di un determinismo tecnologico, scientifico, istituzionale, burocratico, ecc.

Al contrario, tutte le volte che una comunità ha trovato la forza interiore per volgere al positivo la propria infelice situazione ha posto le condizioni per invertirne il processo.

Un individuo, da solo, non può nulla: ci vuole una nuova compattezza, una nuova società civile che si rimetta in moto e che sopravanzi tutti questi ostacoli e cambi modi di vedere, paradigmi culturali, sociali, economici, con chiarezza di prospettiva e unità di intenti.

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