Fasulo chiede gli atti e critica la scelta della maggioranza
📌 FLASH NEWS – Assisi, bocciata la mozione di Francesco Fasulo sulla rottamazione dei debiti. Il capogruppo di Forza Italia contesta il no della maggioranza e deposita una richiesta urgente di accesso agli atti per conoscere dati contabili.
La mancata adesione del Comune di Assisi alla rottamazione-quinquies dei debiti apre un nuovo confronto politico tra maggioranza e opposizione. Il capogruppo di Forza Italia Francesco Fasulo contesta la decisione assunta dall’amministrazione guidata dal sindaco Valter Stoppini e ha presentato una richiesta urgente di accesso agli atti per conoscere gli elementi tecnici e contabili utilizzati dal Comune per motivare la scelta.
La vicenda prende le mosse dalla mozione depositata da Fasulo il 28 maggio 2026, con protocollo numero 32131, e successivamente discussa durante la seduta del Consiglio comunale del 30 luglio. La maggioranza ha respinto la proposta. Il consigliere di opposizione considera quella decisione una scelta politica penalizzante per famiglie e attività economiche e ora chiede che siano resi disponibili i dati alla base del voto contrario.
La proposta sulla definizione agevolata dei debiti
La misura richiamata nella mozione avrebbe consentito, per i carichi ammessi e affidati alla riscossione nel periodo dal 2000 al 2023, il pagamento del capitale e delle spese previste, con l’abbattimento degli accessori stabiliti dalla normativa e una possibilità di dilazione fino a 54 rate bimestrali.
Per quanto riguarda le sanzioni amministrative non tributarie, comprese quelle relative al Codice della strada, l’agevolazione avrebbe interessato interessi e aggio, lasciando invece invariato l’importo originario della sanzione. L’accesso alla definizione non sarebbe stato automatico: il contribuente avrebbe dovuto presentare domanda e rispettare le condizioni previste per il pagamento.
Secondo Francesco Fasulo, dunque, la questione non riguardava una cancellazione generalizzata dei debiti. Il capogruppo di Forza Italia sostiene che si trattasse piuttosto di uno strumento previsto dalla normativa e affidato alla scelta dei singoli enti territoriali.
Fasulo richiama le decisioni adottate in altri enti
Nel documento, il consigliere mette a confronto la posizione assunta ad Assisi con le decisioni adottate da altre amministrazioni. Vengono richiamati il Comune di Perugia, con la deliberazione consiliare numero 116 del 22 giugno 2026, il Comune di Foligno, con deliberazione numero 30 del 23 giugno, Roma Capitale, con la deliberazione dell’Assemblea Capitolina numero 98 del 4 giugno, e il Comune di Terni, che avrebbe formalizzato l’adesione entro la scadenza prevista a luglio.
Fasulo richiama inoltre la decisione della Regione Umbria, guidata dalla presidente Stefania Proietti, che il 30 luglio avrebbe aderito alla misura relativamente alla tassa automobilistica regionale.
È proprio questo confronto a rappresentare uno degli elementi centrali della contestazione politica. Secondo il capogruppo di Forza Italia, la scelta compiuta ad Assisi sarebbe in contrasto con quella adottata da altri enti locali e dalla stessa amministrazione regionale.
Il confronto sui contribuenti che hanno già pagato
Un altro punto della discussione riguarda il rapporto tra la definizione agevolata e i contribuenti che hanno regolarmente rispettato le proprie scadenze. Fasulo respinge l’interpretazione secondo la quale la rottamazione avrebbe necessariamente favorito chi non aveva pagato.
Secondo la posizione espressa dal consigliere, il capitale non sarebbe stato cancellato e la procedura non avrebbe prodotto alcuna liberazione automatica dal debito. L’obiettivo, nella sua lettura, sarebbe stato quello di creare un percorso regolamentato attraverso il quale recuperare almeno una parte delle somme difficilmente riscuotibili.
I possibili effetti sulle casse comunali
Nel documento vengono indicati anche quelli che, secondo Fasulo, avrebbero potuto essere gli effetti finanziari dell’adesione. Il consigliere sostiene che la definizione agevolata avrebbe potuto favorire la trasformazione di crediti vecchi e di difficile riscossione in entrate effettive, aumentando i flussi di cassa.
La misura, sempre secondo la ricostruzione del capogruppo di Forza Italia, avrebbe potuto contribuire anche alla riduzione del contenzioso, delle spese legali e dei costi collegati alle procedure di riscossione.
Fasulo collega inoltre l’eventuale incremento della capacità di riscossione agli equilibri del bilancio comunale e al Fondo crediti di dubbia esigibilità, precisando tuttavia che questi possibili effetti dovrebbero essere verificati sulla base dei dati contabili effettivi dell’ente.
Il richiamo alla posizione dei commercialisti
A sostegno della propria posizione, Fasulo richiama anche l’intervento dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Perugia. Nel documento viene ricordato che il 14 luglio l’Ordine aveva invitato gli enti locali a valutare positivamente l’adesione alla misura.
La motivazione indicata riguardava, tra gli altri aspetti, la presenza nei bilanci degli enti di residui affidati da tempo alla riscossione e caratterizzati da ridotte probabilità di recupero. Secondo quanto riportato, una definizione capace di incentivare il pagamento del capitale avrebbe potuto aumentare le possibilità di incasso e, qualora consentito dai dati contabili, incidere sul fabbisogno di accantonamento.
Il nodo dei circa due milioni di euro
Uno dei passaggi più rilevanti dello scontro riguarda le cifre indicate dal sindaco Valter Stoppini. Nel documento viene riferito che il primo cittadino avrebbe quantificato in circa due milioni di euro le somme alle quali il Comune non avrebbe voluto rinunciare, sostenendo inoltre che l’attività dell’Agente della riscossione starebbe già producendo flussi costanti e rilevanti.
Fasulo chiede però che questi elementi vengano documentati attraverso l’accesso agli atti. Il consigliere vuole conoscere la composizione delle somme indicate, distinguendo il capitale da sanzioni, interessi e aggio, e verificare l’anzianità e l’effettiva possibilità di riscossione dei crediti.
Tra gli elementi richiesti figurano anche i dati sugli incassi annuali dell’Agente della riscossione, sulle rateizzazioni attive e decadute e sui crediti eventualmente coperti dal Fondo crediti di dubbia esigibilità.
La mozione presentata il 28 maggio
Il capogruppo di Forza Italia sottolinea inoltre che la propria mozione era stata depositata oltre due mesi prima della scadenza definitiva del 31 luglio. A suo giudizio ci sarebbe stato quindi il tempo necessario per approfondire la proposta, modificarla o limitarne l’ambito.
La maggioranza ha invece deciso di respingerla nella seduta del 30 luglio. Fasulo attribuisce alla vicenda un significato politico e si domanda se una proposta analoga, qualora fosse stata avanzata dalla Giunta, avrebbe ottenuto lo stesso trattamento. Si tratta, in ogni caso, della valutazione politica formulata dal consigliere di opposizione e riportata nel documento.
Il precedente richiamato della Corte dei Conti
Nella richiesta viene inoltre richiamata la deliberazione numero 9/2024/PRSE della Corte dei Conti dell’Umbria, relativa ai controlli sulla situazione contabile del Comune di Assisi. Nel documento si ricorda che l’analisi aveva interessato anche alcune criticità nella riscossione di residui collegati alle entrate tributarie ed extratributarie.
Secondo quanto riportato, la Corte aveva richiesto al Comune particolare attenzione nella determinazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità e l’adozione di misure organizzative e gestionali finalizzate a migliorare l’efficacia della riscossione delle entrate proprie, soprattutto per quelle relative ai residui tributari.
Tra le indicazioni richiamate figuravano inoltre una stretta vigilanza sull’attività dell’agente incaricato della riscossione coattiva e una rigorosa ricognizione dei residui attivi più risalenti e caratterizzati da scarse possibilità di recupero.
Accesso agli atti per ricostruire i dati
Su queste basi, Francesco Fasulo ha presentato una richiesta urgente di accesso consiliare, richiamando l’articolo 43, comma 2, del Testo unico degli enti locali. L’obiettivo dichiarato è ottenere l’intera istruttoria tecnica e contabile che ha preceduto la decisione dell’amministrazione.
La documentazione richiesta comprende la base di calcolo dei circa due milioni di euro, i flussi della riscossione, i dati aggregati relativi ai carichi definibili, le rateizzazioni in corso, il contenzioso, il Fondo crediti di dubbia esigibilità, le comunicazioni interne ed esterne e il verbale completo della seduta con l’esito nominale della votazione.
Il confronto politico sulla rottamazione dei debiti si sposta quindi sul terreno della documentazione amministrativa e contabile. Fasulo chiede che siano resi disponibili gli elementi utilizzati dall’amministrazione Stoppini per decidere di non aderire alla misura, mentre resta ferma la decisione assunta dalla maggioranza nel Consiglio comunale del 30 luglio.
Fonte e autore del comunicato: Dott. Francesco Fasulo, Consigliere Comunale
di Opposizione, Capogruppo di Forza Italia Assisi e Frazioni e Consigliere di Strada.

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