Rottamazione, Eolo Cicogna replica a Stoppini sui debiti comunali

La Giunta di Assisi delega ai consulenti il confronto civico

Cicogna contesta il no del Comune alla definizione agevolata

📌 FLASH NEWS – Assisi, Eolo Cicogna replica al sindaco Stoppini sulla mancata adesione alla rottamazione dei debiti comunali. Il capogruppo contesta le ragioni dell’Amministrazione e rivendica una diversa scelta politica sulla riscossione.


Si riaccende ad Assisi il confronto politico sulla mancata adesione del Comune alla rottamazione dei debiti. La lista “Eolo Cicogna Sindaco” interviene nuovamente sulla questione e replica alle argomentazioni espresse dal sindaco Valter Stoppini, contestando sia le valutazioni economiche sia il metodo seguito dall’Amministrazione comunale.

A intervenire è il consigliere comunale Eolo Cicogna, capogruppo della lista che porta il suo nome. Nella nota diffusa il 17 agosto, Cicogna analizza punto per punto la posizione del sindaco e sostiene che la scelta sulla definizione agevolata non avrebbe dovuto essere affrontata soltanto sotto il profilo tecnico, ma avrebbe richiesto una precisa valutazione politica.

Al centro dello scontro resta dunque la possibilità, non adottata dal Comune, di consentire una definizione agevolata dei debiti, con l’eliminazione di sanzioni e interessi secondo quanto previsto dalla disciplina richiamata dalla lista.

Cicogna contesta la posizione sui crediti

Uno dei primi aspetti sollevati riguarda la natura dei crediti vantati dal Comune. Secondo Cicogna, nella replica del sindaco emergerebbe una contraddizione tra la definizione dei crediti come esigibili e il riferimento, in un altro passaggio, a un credito considerato “già incerto”.

Per il capogruppo della lista di opposizione, proprio l’incertezza nella possibilità di recuperare alcune somme rappresenterebbe una delle ragioni per le quali sarebbe stato opportuno aderire alla rottamazione.

La posizione sostenuta da Cicogna è che ottenere il pagamento del capitale attraverso condizioni agevolate potrebbe risultare preferibile rispetto alla prospettiva di un recupero coattivo dall’esito non certo.

La lista contesta quindi l’impostazione adottata dall’Amministrazione e sostiene che la rinuncia allo strumento agevolato mantenga in essere crediti la cui effettiva riscossione potrebbe presentare difficoltà.

Il confronto sui tempi della riscossione

Un altro punto riguarda la durata prevista per il pagamento. Nella ricostruzione fornita dalla lista, il sindaco avrebbe evidenziato il rischio di una diluizione degli incassi su un periodo di nove anni.

Cicogna rovescia questa valutazione. Secondo il consigliere, la possibilità di recuperare progressivamente il capitale sarebbe comunque preferibile a un recupero coattivo che non offre garanzie sui tempi e sull’effettivo risultato.

Nella nota viene richiamato anche il limite dei 120 mila euro relativo agli immobili nell’ambito delle procedure di riscossione, sostenendo che, al di sotto di tale soglia, le possibilità di intervento dell’agente della riscossione sarebbero concentrate su altri strumenti, tra i quali pignoramenti di conti correnti e stipendi.

È su questo terreno che si sviluppa una parte rilevante della contrapposizione politica: da una parte la tutela degli equilibri di bilancio richiamata dall’Amministrazione, dall’altra la valutazione della lista Cicogna sull’effettiva capacità di trasformare i crediti in somme concretamente riscosse.

Il confronto tra rottamazione quater e quinquies

La lista “Eolo Cicogna Sindaco” contesta anche il paragone con la precedente rottamazione quater e con il livello di adesione registrato nel 2023.

Nel documento viene richiamato l’articolo 1, commi da 231 a 252, della legge 29 dicembre 2022, numero 197, indicato come riferimento della rottamazione quater. Secondo la ricostruzione proposta da Cicogna, quella disciplina riguardava i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 30 giugno 2022.

Per la rottamazione quinquies, invece, la lista richiama l’articolo 10-quinquies del decreto-legge 27 marzo 2026, numero 38. Cicogna sostiene che il nuovo quadro abbia caratteristiche differenti e comprenda debiti verso i Comuni, tributari e non, riferiti ai carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

Per questo motivo, secondo il gruppo consiliare, utilizzare i risultati della precedente rottamazione per valutare l’efficacia della nuova possibilità non permetterebbe un confronto omogeneo.

Il richiamo alle attività economiche di Assisi

La posizione della lista si concentra poi sulle conseguenze che la scelta potrebbe avere per cittadini e imprese. Cicogna richiama in particolare la struttura economica di Assisi, caratterizzata dalla presenza di alberghi, ristoranti, strutture ricettive e attività collegate al turismo.

Nel documento vengono ricordate le difficoltà affrontate negli ultimi anni, dalla pandemia all’aumento dei costi energetici. Secondo Cicogna, alcune imprese potrebbero avere accumulato morosità relative a tributi come TARI e IMU in periodi caratterizzati da una riduzione degli incassi.

Da qui la tesi sostenuta dall’opposizione: l’adesione alla rottamazione avrebbe potuto rappresentare uno strumento per consentire a chi si trova in difficoltà di regolarizzare la propria posizione attraverso il pagamento del capitale senza il peso aggiuntivo di sanzioni e interessi.

La lista considera quindi la misura non soltanto sotto il profilo della riscossione, ma anche come possibile intervento rivolto al tessuto economico locale.

Scontro politico sul principio di equità

Nel confronto entra anche il concetto di equità nei confronti dei contribuenti che hanno regolarmente pagato. Cicogna respinge l’impostazione attribuita al sindaco e sostiene che situazioni economiche differenti non possano essere valutate automaticamente nello stesso modo.

Per il consigliere, la questione centrale dovrebbe essere individuare lo strumento amministrativo capace di assicurare il maggiore recupero effettivo delle somme dovute al Comune.

La critica politica riguarda quindi l’utilizzo del principio di equità come argomento contrario alla rottamazione. La lista ritiene invece necessario distinguere tra chi avrebbe deliberatamente omesso i pagamenti e chi sarebbe stato impossibilitato a rispettare le scadenze a causa delle difficoltà economiche.

Cicogna: la decisione doveva essere politica

Il punto sul quale la replica assume un carattere più direttamente istituzionale riguarda il processo attraverso il quale è stata assunta la decisione.

Secondo Cicogna, stabilire le modalità operative della riscossione appartiene alla sfera tecnica, mentre decidere se utilizzare o meno una possibilità prevista dalla normativa nazionale rappresenterebbe una scelta politica.

La lista contesta quindi il riferimento dell’Amministrazione alle valutazioni dell’Ufficio Tributi e sostiene che una decisione di questa portata avrebbe dovuto essere affrontata politicamente dal Consiglio comunale di Assisi.

Nella ricostruzione dell’opposizione, la questione non riguardava semplicemente il funzionamento degli uffici, ma la scelta di consentire o meno ai cittadini interessati di accedere a un piano di pagamento senza sanzioni e interessi.

La lista rivendica la propria posizione

Nella parte conclusiva del documento, Eolo Cicogna ribadisce che la coalizione di centrodestra avrebbe sostenuto l’adesione alla rottamazione. Il capogruppo ricorda che la proposta è stata sostenuta dall’opposizione e respinta dalla maggioranza.

La lista attribuisce quindi alla Giunta Stoppini e alla maggioranza la responsabilità politica della decisione e sostiene che le conseguenze potranno emergere soprattutto per cittadini, famiglie e operatori economici alle prese con posizioni debitorie nei confronti dell’ente.

La replica del gruppo “Eolo Cicogna Sindaco” mantiene così aperto il confronto sulla gestione dei crediti comunali e sulle modalità di riscossione. Al centro rimangono due impostazioni contrapposte: quella dell’Amministrazione, richiamata nella nota dell’opposizione attraverso i temi dell’equità e della tutela del bilancio, e quella sostenuta da Cicogna, secondo cui la definizione agevolata avrebbe potuto aumentare le possibilità di recupero delle somme e offrire condizioni più sostenibili ai debitori.

La vicenda assume quindi una dimensione pienamente politica nel confronto tra maggioranza e opposizione ad Assisi, con la lista Cicogna che rivendica di aver sostenuto la rottamazione e torna a contestare la decisione assunta dall’Amministrazione comunale.

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