Rottamazione quinquies, Assisi dice no per tutelare chi paga

Rottamazione quinquies, Assisi dice no per tutelare chi paga

Stoppini: rinunciare a sanzioni e interessi vale due milioni

📌 FLASH NEWS – Assisi non aderisce alla rottamazione quinquies. Il sindaco Valter Stoppini: la misura comporterebbe la rinuncia a circa 2 milioni di euro tra sanzioni e interessi. «Tutela per chi ha pagato o si è messo in regola» nel tempo.


Il Comune di Assisi non aderirà alla cosiddetta rottamazione quinquies, la misura che il Governo Meloni ha lasciato alla scelta delle singole amministrazioni locali. La decisione è stata assunta dal Consiglio comunale su indicazione del sindaco Valter Stoppini, dopo un confronto con l’Ufficio Tributi dell’ente.

A spiegare le motivazioni è lo stesso primo cittadino, che interviene nel dibattito seguito alla seduta consiliare e rivendica una scelta fondata sulla tutela di chi ha pagato regolarmente le imposte oppure, trovandosi in difficoltà, ha utilizzato nel tempo gli strumenti disponibili per regolarizzare la propria posizione.

Il nodo principale riguarda le conseguenze economiche che l’adesione alla definizione agevolata produrrebbe per le casse comunali. Secondo quanto riferito dal sindaco, la rinuncia alle sanzioni e agli interessi maturati sui tributi non versati ammonterebbe complessivamente a circa due milioni di euro. Una cifra che, precisa Stoppini, non comprende altre tipologie di entrate potenzialmente coinvolte dalla norma.

La decisione dopo il confronto con l’Ufficio Tributi

La questione è stata affrontata nell’ultimo Consiglio comunale di Assisi, durante il quale sono state ascoltate anche le motivazioni dei sostenitori dell’adesione alla rottamazione quinquies.

L’amministrazione ha tuttavia scelto una strada diversa. Prima della decisione, spiega Valter Stoppini, è stato svolto un approfondimento con l’Ufficio Tributi per valutare gli effetti concreti che la misura avrebbe avuto sulle entrate comunali.

Il punto centrale è rappresentato dalla cancellazione degli importi aggiuntivi accumulati in conseguenza del mancato pagamento delle somme originariamente dovute. Aderire alla rottamazione significherebbe infatti rinunciare integralmente a sanzioni e interessi maturati nel corso degli anni.

Il valore stimato dal Comune è di circa due milioni di euro, senza includere nel calcolo altre entrate interessate dalla disciplina, tra cui quelle patrimoniali e le sanzioni derivanti dal Codice della strada.

Crediti risalenti anche a più di vent’anni fa

Una parte delle posizioni interessate, secondo quanto illustrato dal sindaco, riguarda somme dovute da oltre vent’anni e mai corrisposte.

Valter Stoppini richiama anche il significato della denominazione “quinquies”: si tratta infatti, nella ricostruzione proposta dal primo cittadino, della quinta agevolazione intervenuta dopo quattro precedenti provvedimenti analoghi concessi dal legislatore.

L’amministrazione mette questa situazione a confronto con quella dei numerosi contribuenti che, negli anni, hanno invece scelto di affrontare i propri debiti attraverso gli strumenti di rateizzazione disponibili. Cittadini che hanno quindi sostenuto non soltanto il pagamento delle somme dovute, ma anche i maggiori costi determinati dal ritardo.

È proprio questo confronto tra comportamenti differenti a rappresentare una delle ragioni principali della decisione assunta dal Comune.

La scelta di tutelare i contribuenti in regola

La posizione espressa dal sindaco non contiene una critica alle amministrazioni che hanno deciso di aderire alla rottamazione quinquies. Stoppini chiarisce infatti di rispettare le decisioni degli altri Comuni, che possono avere valutato la misura come uno strumento capace di favorire la riscossione delle somme ancora pendenti.

Ad Assisi, tuttavia, è prevalso un principio differente. L’amministrazione considera prioritario tutelare i cittadini che hanno rispettato le scadenze fiscali e quelli che, pur avendo incontrato difficoltà, hanno compiuto uno sforzo concreto per mettersi in regola.

Secondo il sindaco, concedere oggi la cancellazione completa di sanzioni e interessi a chi non ha utilizzato le possibilità già disponibili finirebbe per creare una disparità rispetto a chi ha adempiuto agli obblighi o ha affrontato un percorso di rientro.

La scelta viene quindi collegata a un criterio di equità tra contribuenti e alla necessità di riconoscere il comportamento di quanti hanno contribuito regolarmente al funzionamento dell’amministrazione pubblica.

I flussi di riscossione attraverso ADER

Un altro elemento indicato da Valter Stoppini riguarda l’andamento della riscossione. Il Comune, secondo quanto riferito dal primo cittadino, continua a registrare flussi di entrata costanti e rilevanti provenienti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ADER.

Si tratta di pagamenti collegati proprio a crediti che potrebbero rientrare nel perimetro della rottamazione quinquies.

Questo dato ha avuto un peso nella valutazione complessiva effettuata dall’amministrazione. La riscossione delle somme pregresse, infatti, non sarebbe ferma, ma continuerebbe a produrre entrate per l’ente attraverso i meccanismi ordinari.

Da qui la scelta di non rinunciare preventivamente a sanzioni e interessi su crediti per i quali sono ancora in corso procedure di pagamento e recupero.

Restano disponibili i piani di rientro rateizzati

Il mancato ingresso nella rottamazione quinquies non significa, precisa il sindaco, chiudere ogni possibilità di confronto con i cittadini che si trovano in condizioni economiche difficili.

Gli uffici comunali di Assisi restano disponibili per concordare piani di rientro attraverso la rateizzazione, nel rispetto delle disposizioni nazionali che regolano la riscossione.

È questa, secondo l’amministrazione, la strada attraverso la quale conciliare l’esigenza di recuperare quanto dovuto con quella di sostenere concretamente chi non è nelle condizioni di versare immediatamente l’intera somma.

Il principio indicato è quello della collaborazione tra cittadino e Comune, mantenendo però fermo l’obbligo di regolarizzare le posizioni debitorie e rispettando le condizioni stabilite dalla normativa.

Stoppini richiama legalità e solidarietà sociale

Nel motivare la decisione, Valter Stoppini inserisce la questione della rottamazione in una cornice più ampia, richiamando i valori sui quali l’amministrazione comunale dichiara di avere impostato la propria attività.

Il sindaco indica il rispetto delle istituzioni, la solidarietà sociale e la cultura della legalità come principi che devono continuare a guidare le scelte dell’ente.

La decisione sulla rottamazione quinquies viene quindi presentata non soltanto come una valutazione di carattere contabile, ma anche come una scelta legata al rapporto di equità tra amministrazione e contribuenti.

Per il Comune resta aperta la possibilità di aiutare attraverso gli strumenti previsti dalla legge chi manifesta difficoltà nel pagamento. Allo stesso tempo, l’amministrazione ritiene necessario salvaguardare chi ha rispettato le scadenze o ha già affrontato sacrifici economici per sanare le proprie pendenze.

È su questa impostazione che il sindaco di Assisi Valter Stoppini rivendica la decisione di non aderire alla rottamazione quinquies, confermando la disponibilità degli uffici comunali al confronto con i contribuenti e mantenendo invariati gli ordinari strumenti di rateizzazione.

La rottamazione quinquies è una forma di definizione agevolata dei debiti fiscali. In sostanza permette, nei casi previsti dalla legge, di pagare il debito originario beneficiando della cancellazione di alcune somme aggiuntive, come sanzioni e interessi. Per alcuni debiti degli enti locali l’applicazione dipende dalla scelta del singolo Comune. Nel caso di Assisi, il sindaco Valter Stoppini ha spiegato che il Comune ha deciso di non aderire, anche perché la rinuncia a sanzioni e interessi sui tributi interessati ammonterebbe, secondo l’amministrazione, a circa 2 milioni di euro.


Nel caso della rottamazione quinquies, la posizione favorevole espressa da esponenti del centrodestra si basa generalmente su un ragionamento diverso da quello sostenuto dal sindaco Stoppini.

L’idea è questa: meglio incassare il capitale dovuto, rinunciando a sanzioni e parte degli interessi, piuttosto che mantenere crediti difficili da recuperare per molti anni. La rottamazione viene quindi vista come uno strumento per facilitare il pagamento da parte di cittadini e imprese in difficoltà e, contemporaneamente, aumentare le possibilità di riscossione.

La posizione contraria, come quella illustrata da Valter Stoppini, mette invece al centro un’altra questione: l’equità verso chi ha sempre pagato oppure ha già affrontato rateizzazioni, interessi e sanzioni per mettersi in regola.

In estrema sintesi: chi è favorevole punta soprattutto a recuperare più facilmente i vecchi debiti; chi è contrario teme di penalizzare chi ha pagato regolarmente.

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