Dopo sette mesi ad Assisi chiesti atti e chiarimenti
Diffida formale al Comune
ASSISI – Si alza il livello dello scontro politico e amministrativo attorno alla modifica della denominazione dell’area pubblica oggi conosciuta come Piazzale della Pace. Il Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia Assisi ha annunciato l’invio di una diffida formale e di una messa in mora nei confronti dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Valter Stoppini, contestando il mancato riscontro a una richiesta di accesso agli atti presentata l’11 novembre 2025.
Al centro della vicenda vi è il passaggio da “Piazzale delle Libertà Comunali” a “Piazzale della Pace”, una scelta che il gruppo di opposizione definisce legittima nelle finalità, ma che, secondo i consiglieri, deve essere supportata dal rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente e dal regolamento comunale.
Le richieste avanzate da Fratelli d’Italia
La capogruppo Serena Morosi e il consigliere Daniele Martellini sostengono di aver richiesto da mesi la documentazione relativa al procedimento amministrativo che ha portato alla variazione toponomastica, senza tuttavia ottenere alcuna risposta ufficiale.
Secondo Serena Morosi, il mancato accesso agli atti non rappresenterebbe soltanto un ritardo burocratico, ma inciderebbe direttamente sulle prerogative di controllo riconosciute ai consiglieri comunali dalla legge. La capogruppo evidenzia come, oltre alla richiesta protocollata, siano stati effettuati ulteriori solleciti tramite posta elettronica certificata e attraverso interlocuzioni istituzionali, senza ricevere la documentazione richiesta.
La questione riguarda in particolare la verifica dell’intero iter amministrativo che avrebbe accompagnato il cambio di denominazione del piazzale.
I dubbi sul procedimento
Fratelli d’Italia Assisi richiama le disposizioni previste dalla Legge n. 1188 del 1927 e dal regolamento comunale in materia di toponomastica. In base a tali norme, per procedere alla modifica di una denominazione stradale o di uno spazio pubblico sarebbero necessari specifici passaggi amministrativi.
Tra questi figurano il parere della Commissione comunale per la toponomastica, una relazione motivata che illustri le ragioni storiche e culturali della scelta, il parere della Deputazione di Storia Patria e l’autorizzazione prefettizia.
Serena Morosi chiede quindi di conoscere se tali atti siano stati effettivamente prodotti, se la Commissione competente sia stata convocata e se sia stato acquisito il necessario via libera della Prefettura. Secondo la capogruppo, qualora tutta la documentazione esistesse, non vi sarebbe motivo per mantenerla indisponibile ai consiglieri comunali che ne hanno fatto richiesta.
Trenta giorni per rispondere
Con la diffida trasmessa al sindaco e al segretario generale, l’Amministrazione comunale dispone ora di trenta giorni per fornire la documentazione richiesta. In caso contrario, il Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia Assisi annuncia la possibilità di rivolgersi alle autorità competenti per ottenere l’accesso agli atti.
Serena Morosi sottolinea che la trasparenza amministrativa e il rispetto delle prerogative del Consiglio comunale costituiscono principi fondamentali dell’attività istituzionale. La capogruppo ribadisce inoltre che, in assenza di risposte entro i termini indicati, il gruppo è pronto a interessare il Prefetto di Perugia affinché venga chiarita una vicenda che, secondo l’opposizione, riguarda direttamente il corretto funzionamento degli organismi democratici locali.
La questione della toponomastica torna così al centro del dibattito politico cittadino, mentre si attende la risposta ufficiale dell’Amministrazione comunale sulla documentazione relativa alla trasformazione di Piazzale delle Libertà Comunali nell’attuale Piazzale della Pace.

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