Turismo Assisi, non è solo questione di buona volontà

 
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Turismo Assisi, non è solo questione di buona volontà

Il settore turistico in pre-pandemia occupava migliaia di persone, ora si è trasformato in un comparto in estrema sofferenza. Ma la storia non si legge solo per la sua ricaduta economica e sociale perché il turismo è in una vera e propria CRISI ESISTENZIALE. Queste riportate, sono le riflessioni di esperti del settore dell’accoglienza. Puntualizzazioni sul destino del turismo e delle professioni ad esso collegate che vanno contestualizzate, perché per realizzare un vero rilancio del settore occorre tener conto di alcune parole chiave quali: SOLIDARIETÀ, QUALITÀ, CONOSCENZA, ADATTABILITÀ. Sono queste le premesse indispensabili sulle quali riflettere.

Chi ha responsabilità amministrative ,sia a livello regionale che comunale e gli operatori del settore, è necessario che inizi a soffermarsi su tali considerazioni. L’attenzione deve essere rivolta alle difficoltà della ripartenza, tenendo conto di quelle che potranno essere le condizioni sanitarie (vaccini), psicologiche, economiche, del mercato locale, nazionale ed estero, unite alla situazione infrastrutturale (aeroporti, trasporti di terra, ricettività, servizi, tecnologia) con cui ci si dovrá rapportare. Essenziale inoltre, sarà considerare il tempo necessario per un ritorno alla normalità e ai volumi di mercato abituali, verificando quale sarà la tenuta psicologica ed economica dei tanti addetti ai lavori, spesso senza o al minimo dei ristori promessi. Partiamo da uno dei cardini essenziali per la ripartenza, la CONOSCENZA.

Questa va vista come l’elemento che ci deve spingere a fare cultura del turismo con un approccio ormai imprescindibile: l’IMPIEGO dei GIOVANI. Nuove leve da coinvolgere, capaci di gestire l’applicazione della tecnologia informatica al turismo del futuro. L’obiettivo è quello di realizzare un insieme di strategie utili ad integrare l’innovazione dei servizi pubblici con il capitale umano, intellettuale, ambientale, sociale. Attori determinanti del territorio devono tornare ad essere i giusti interpreti di questa collaborazione tra pubblico e privato: Regione, Università, scuole, associazioni di categoria, tour operator, albergatori, ristoratori, agenzie turistiche, guide, tessuto socio/culturale, accanto all’operatività di GIOVANI QUALIFICATI, possono offrire le loro capacità e competenze.

Anche la positiva esperienza di ciò che è stato il CST (Centro Studi sul Turismo), deve spingerci ad affermare che la cultura e la tecnologia costituiscono l’unica possibilità per riunire intorno ad un tavolo menti capaci per una ripresa possibile. Deve nascere un laboratorio di idee dal quale attingere, per iniziare a dare risposte in termini di formazione, programmazione, organizzazione, progresso, crescita per il turismo del domani. In questa “visione sistemica” le componenti, non sono altro che parti di un tutto e fin dall’inizio occorre aver ben chiaro, liberi da ogni forma di condizionamento pregresso che, il tema va affrontato nella sua complessità e nella sua inter/disciplinarietà.

Siamo altresì convinti che il turismo del futuro avrà bisogno di una QUALITÁ sempre più elevata e questo richiede una organizzazione adeguata, con la collaborazione di professionisti del territorio competenti e in grado di garantire, oltre alle attuali, nuove opportunità complementari e/o diversificate rispetto al turismo religioso e spirituale, servizi efficienti con uno sguardo alla de/stagionalizzazione dell’offerta e nuove modalità di accoglienza di cui si sentano responsabili tutti a partire dal singolo cittadino. É necessario purtroppo sottolineare, come in questi cinque anni non si siano potenziati e riqualificati alcuni importanti attrattori turistici: le rocche, i parchi, gli impianti sportivi, il monte, i cammini,, i musei, i palazzi.

Si avverte inoltre l’assenza di eventi culturali, mostre, attività sportive e ricreative di rilievo, accanto ad una precarietà nella presentazione della città e del territorio in cui anche gli aspetti ornamentali, funzionali e di pulizia risultano invece fondamentali per l’incoming turistico. Ci saranno delle conseguenze causate da questa mancata programmazione dell’offerta, in termini di afflussi e permanenza turistica? Come si colmerà il ritardo e con quali strategie? In futuro auspichiamo che per per il bene della città e del suo humus vitale, (cultura, società, lavoro, economia),si attuino finalmente i principi fondamentali promulgati dai nostri padri costituenti, secondo i quali TUTELARE il PAESAGGIO e il PATRIMONIO STORICO ed ARTISTICO (art. 9 costituzione) è un dovere civile e morale . Occorre infatti partire dalla storia per disegnare il futuro, in modo che attraverso modalità sempre nuove e nuove tecnologie, gli aspetti sociali ed economici della cultura siano sempre a disposizione e di facile accesso a tutti.

Ci sono state delle “disattenzioni” e dunque cogliamo il momento per suggerire ciò che avremmo voluto accadesse, al di là della riqualificazione dei servizi sopra enucleati. Auspicavamo l’organizzazione di eventi legati all’AMORE per la NATURA, al PAESAGGIO, alla BIODIVERSITÁ, al VALORE IDENTITARIO e alla CIRCOLARITÁ, ad un modo diretto di VIVERE la RURALITÁ del PAESAGGIO MONTANO, alla VALORIZZAZIONE del PATRIMONIO ARTISTICO e NATURALISTICO come STRUMENTO di COESIONE SOCIALE e di COINVOLGIMENTO delle FRAGILITÀ, alla FORZA EVOCATIVA e SIMBOLICA dei PERCORSI URBANI ed EXTRA URBANI, Alla COLTURA E CULTURA del territorio secondo una RIFLESSIONE ESPERENZIALE delle due modalità espressive, alla Forza EVOCATIVA dell’ARTE CONTEMPORANEA contestualizzata nel territorio.

Auspicavamo insomma l’esaltazione di messaggi suggestivi e profondi, in grado di sorprendere e coinvolgere il cuore e rimanere impressi nella mente. Sono accenni tra i tanti, ma è evidente l’assenza fin qui, di una visione integrata e propositiva dell’esistente, in cui i pochi progetti realizzati invece di sposarsi con l’entusiasmo e il calore gente, si sono infranti inesorabilmente sul niente. Sono elementi quelli citati che il governo di una città turistica come Assisi, non può assolutamente sottovalutare. In questa ottica, l’Urbe, si dovrà dotare (visto che attualmente risulta carente), nel campo dell’accoglienza, di una struttura operativa efficiente a partire dal settore informatico e della comunicazione, tenendo conto della globalizzazione del mercato e delle differenti tipologie di turisti che arriveranno.

Diventa altresì essenziale una gestione competente delle risorse umane, economiche, sociali, ambientali da parte degli amministratori. L’autoreferenzialitá fin qui evidenziatasi non è più ammissibile e la capacità della leadership, accanto alla responsabilità che ne consegue, è un concetto su cui occorre cominciare a ragionare in modo concreto, affinché non si ripetano stagioni , povere di idee, ricche di errori e di risorse economiche inutilmente dissipate.

La SOLIDARIETÀ e la collegialità degli interpreti risulta elemento fondante di fronte a questa importante sfida; l’esempio delle rivendicazioni dei commercianti assisani, è la dimostrazione che la condivisione di un obiettivo comune fa la differenza. L’unione é un principio fondamentale e ci ricorda che in una rete ciò che conta non sono solo le parti in quanto tali, ma piuttosto le relazioni che si creano tra di esse. Il superamento delle diffidenze e delle differenze non può che far emergere il VALORE POSITIVO, risultato delle interazioni che si creano nella rete stessa e che affermano concetti spesso sottovalutati, come autoregolazione e feedback. Risulta dunque evidente che il fare da soli non potrà essere la soluzione e che le reciprocità tra una macchina pubblica efficace, una componente privata organizzata, unite al senso di responsabilità e collaborazione di ogni singolo cittadino, commerciante, imprenditore, potranno creare nuove indicazioni, opportunità e speranze per il nostro turismo.

L’analisi del “driver del valore” delle risultanze delle relazioni di rete che ne potrebbe scaturire, delineerà in futuro quanto, il PROCESSO di ELABORAZIONE; potrà essere turisticamente proponibile, economicamente valido, strutturalmente sostenibile e socialmente equo. Gli addetti al settore turismo/accoglienza, affermano che, questo è il tempo di restare lucidi e coesi per cercare di interpretare l’evoluzione della crisi ed essere pronti ad ADATTARSI, in fretta, al contesto che si verrà a creare perché il mondo continuerà ad avere bisogno di scambi e l’uomo di relazioni, di emozioni e di esaltazioni che solo il viaggio può dare. Assisi deve essere pronta e raccogliere la sfida che richiede quel cambio di paradigma nel settore turistico e dell’accoglienza, ma per fare questo la sola BUONA VOLONTÀ non basta occorrono anche le CAPACITÀ che l’attuale amministrazione non ha dimostrato affatto di possedere.

Francesco Mignani (Lega di Assisi)

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