Assisi, opposizioni chiedono tempi certi per il piano viario
📌 FLASH NEWS – Assisi, Fratelli d’Italia, Gruppo Misto e liste civiche di centrodestra presentano un’interrogazione urgente sulle Zone 30. Chiesti atti, aree pilota, consultazioni e tempi certi per la sicurezza nelle frazioni. più esposte..
Interrogazione urgente dopo nove mesi dal voto
A nove mesi dall’approvazione unanime della mozione dedicata alle “Zone 30”, torna al centro del dibattito politico di Assisi il tema della sicurezza stradale nelle frazioni. I gruppi consiliari Fratelli d’Italia, Gruppo Misto e le liste civiche di centrodestra hanno depositato un’interrogazione urgente per chiedere al sindaco e alla Giunta informazioni sul percorso seguito dall’amministrazione dopo il voto del Consiglio comunale.
L’iniziativa, presentata il 18 agosto 2026, è partita dal gruppo di Fratelli d’Italia e ha raccolto l’adesione del consigliere Paolo Lupattelli, del Gruppo Misto, dei consiglieri Cicogna e Cavallucci, della Lista Civica Cicogna, e del consigliere Bocchini, della Lista Civica Assisi al Centro.
L’obiettivo dell’atto è conoscere lo stato di attuazione degli interventi previsti dalla mozione approvata nel novembre 2025, con particolare riferimento alle aree considerate maggiormente esposte ai problemi legati alla velocità e alla sicurezza della circolazione.
La mozione approvata all’unanimità nel novembre 2025
La mozione originaria era stata presentata dal consigliere Paolo Lupattelli e aveva ottenuto il voto unanime del Consiglio comunale. Durante l’esame dell’atto erano stati inoltre inseriti alcuni emendamenti proposti da Fratelli d’Italia, finalizzati a definire modalità e passaggi per l’attuazione delle misure.
Uno degli elementi centrali riguardava la realizzazione di un progetto pilota, da avviare entro dodici mesi dall’approvazione. La sperimentazione avrebbe dovuto interessare un massimo di tre aree urbane prioritarie, individuate utilizzando dati oggettivi relativi all’incidentalità.
La mozione prevedeva inoltre che l’introduzione delle misure fosse preceduta da un percorso di consultazione con residenti, comitati di quartiere e attività commerciali presenti nelle zone coinvolte.
Un altro passaggio riguardava la trasparenza istituzionale. I risultati tecnici e politici della fase sperimentale avrebbero dovuto essere preventivamente esaminati dalla commissione consiliare competente, prima della predisposizione del Piano comunale definitivo. Era prevista anche una relazione annuale al Consiglio comunale.
Le opposizioni chiedono informazioni sull’iter
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, dopo nove mesi dall’approvazione della mozione non sarebbe stata diffusa una informativa ufficiale sull’avanzamento dell’iter. I gruppi firmatari sostengono inoltre che non sarebbe ancora iniziato il confronto con cittadini, commercianti, associazioni e altre realtà presenti nelle frazioni.
L’interrogazione punta quindi a verificare quali attività siano state effettivamente svolte dagli uffici comunali e quali passaggi siano eventualmente già stati predisposti.
Particolare attenzione viene riservata alle tre aree destinate alla sperimentazione, che avrebbero dovuto essere selezionate utilizzando criteri collegati ai dati sull’incidentalità. I consiglieri chiedono di conoscere sia le zone eventualmente individuate sia i parametri utilizzati per arrivare alla scelta.
L’incidente di Palazzo d’Assisi richiamato nell’atto
Nel documento viene richiamato anche il recente incidente avvenuto a Palazzo d’Assisi, dove un anziano è stato investito e successivamente trasportato in ospedale in codice rosso.
L’episodio viene indicato dai firmatari come un ulteriore elemento che riporta l’attenzione sulla sicurezza della viabilità nelle frazioni e, in particolare, sui punti considerati più delicati per pedoni e residenti.
Per i gruppi che hanno presentato l’interrogazione, la riduzione della velocità e gli interventi destinati alla messa in sicurezza della rete stradale rappresentano questioni che richiedono una programmazione definita e verificabile.
L’atto politico non modifica quanto stabilito dalla mozione, ma punta a ottenere dalla Giunta un quadro aggiornato sulle attività svolte e sui tempi previsti per i successivi passaggi.
Chiesti atti formali, aree pilota e cronoprogramma
L’interrogazione porta le firme dei consiglieri Serena Morosi, Martellini, Cicogna, Cavallucci, Bocchini e Paolo Lupattelli. Le richieste rivolte formalmente al sindaco e alla Giunta riguardano innanzitutto gli atti prodotti dagli uffici competenti durante i nove mesi trascorsi dall’approvazione della mozione.
I consiglieri vogliono inoltre conoscere quali siano le tre aree individuate per il progetto sperimentale e quali dati relativi all’incidentalità siano stati utilizzati per la loro selezione.
Un ulteriore punto riguarda la definizione di un cronoprogramma per l’avvio delle consultazioni previste e per l’installazione dei primi sistemi di “traffic calming” nelle frazioni e nelle zone considerate maggiormente a rischio.
Si tratta quindi di una richiesta indirizzata all’amministrazione affinché venga chiarito il percorso seguito fino a questo momento e siano indicate le prossime scadenze operative.
Serena Morosi: sicurezza stradale priorità pubblica
La capogruppo di Fratelli d’Italia e prima firmataria dell’interrogazione, Serena Morosi, richiama il significato politico del voto unanime espresso dal Consiglio comunale nel novembre scorso.
“Il Consiglio Comunale ha espresso un indirizzo chiarissimo all’unanimità”, afferma Morosi, sottolineando come la sicurezza stradale rappresenti una priorità di interesse pubblico e un diritto dei cittadini.
Secondo la capogruppo, la mancata attuazione della mozione rischierebbe di lasciare senza risposta le richieste provenienti dai residenti delle frazioni. L’iniziativa congiunta di Fratelli d’Italia, Gruppo Misto e liste civiche di centrodestra viene quindi presentata come uno strumento per ottenere chiarimenti dalla Giunta e portare i progetti previsti al confronto con la popolazione.
Il confronto torna ora in Consiglio comunale
La questione delle Zone 30 ad Assisi torna dunque nell’agenda politica comunale attraverso un atto ispettivo che chiede risposte precise sul lavoro compiuto dopo l’approvazione della mozione.
Il punto centrale riguarda ora la verifica degli adempimenti già effettuati, l’eventuale individuazione delle aree pilota e la programmazione delle consultazioni con le comunità interessate.
L’interrogazione punta soprattutto a conoscere tempi, modalità e stato di avanzamento di un percorso che il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità nel novembre 2025.
La risposta dell’amministrazione dovrà quindi chiarire quali iniziative siano state avviate nei nove mesi successivi al voto e quale calendario sia previsto per passare dalla fase programmatoria alla sperimentazione nelle frazioni interessate.

Commenta per primo