Il Calendimaggio vince sulla pioggia, nel pomeriggio spettacolo dei musici

Bernardini, studente da oscar

dal Corriere dell’Umbria
Il Calendimaggio vince sulla pioggia
Nel pomeriggio spettacolo dei musici e cortei in ritardo a causa del maltempo. Non sono mancate le proteste ASSISI – Il Calendimaggio si chiude nel segno della pioggia, con quasi due ore e mezzo di ritardo causa problemi tecnici dovuti al maltempo (i musici, con strumenti e microfoni, non potevano suonare senza coperture e si sono riparati sotto il Tempio di Minerva). Ma, nonostante l’allungamento a quattro giorni, motivato con la necessità di far respirare i partaioli ed essere più puntuali, anche quando splende il sole gli orari sono indicativi e da prendersi con le pinze: il programma, tutti i giorni, di pomeriggio o di sera slitta di un’ora, se va bene, con scarso rispetto del pubblico pagante, costretto (come ieri) ad aprire gli ombrelli per ripararsi dalla pioggia e dal vento; le proteste, dal palco, non sono mancate, anche perché al di là di un paio di generici annunci, non è stato spiegato quando e se il Calendimaggio sarebbe cominciato.

Sul fronte spettacolo, i giochi di fuoco, la magia delle rievocazioni nei vicoli, l’amore per la Festa e i colori della Primavera: vince ancora il Calendimaggio, che Incanta pubblico e giurati. Venerdì sera la magia dei cortei notturni con gli spettacolari giochi di fuoco: la Nobilissima Parte de Sopra, che entra per prima,  mette in scena la rivalità tra sole e luna; entrambi propongono le loro attività (le maree per la luna, il taglio del grano per il sole) tentando di convincere l’altro di essere il migliore, fin quando capiranno che solo la loro alternanza permette alla primavera di tornare e all’amore di sbocciare.

La Magnifica Parte de Sotto risponde con La Vita Nova di Dante Alighieri, e con un amore tra i due personaggi che è beatificante e non carnale: la protagonista muore in un coro di angeli, anche se alla fine Sotto dimostra che l’amore è immortale e la natura rinasce nella figura di Primavera gentile. Nel pomeriggio lo spettacolo dei cortei del giorno: la Nobilissima mette in scena la storia di un condannato a morte, Il Volpe, che incarna lo spirito di Pane de Sopra. Del protagonista viene ripercorsa la vita facendo ca-pire che le ‘cattive” azioni commesse sono per un fine nobile: il condannato avrà salva la vita e la primavera trionfa.

La Magnifica risponde con la storia della figlia del capo musico del Priore che fa un viaggio in un bosco per trovare la melodia perfetta: incontrerà tre ceti – cavalieri, carbonari e monaci – e riporterà con sé non solo le melodie, ma anche un percorso di arricchimento personale.

A tarda notte, Calendimaggio si è chiuso dopo I cori: la vitto-ria è stata annunciata dal maestro de campo Giuseppe Marini. Calendimaggio di Assisi non è solo sfida e tenzone: nei giorni della festa si sono incontrate quattro generazioni di tamburini della Nobilissima Parte de Sopra per una conviviale sul sagrato della cattedrale di San fiutino. A organizzarla Andrea Vallesi, capo tam-burino: a lui è stata consegnata anche targa ricordo. (Flavia Pagliocchini)

 

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