📰 Rassegna stampa 📰 – Viaggio nel ‘deserto’ di Assisi, ormai i pellegrini sono un ricordo

 
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Viaggio nel ‘deserto’ di Assisi Ormai i pellegrini sono un ricordo

Viaggio nel ‘deserto’ di Assisi, ormai i pellegrini sono un ricordo

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ASSISI Ridotto il numero dei turisti, grande la crisi che avvolge il comparto che conta su 1000 attività fra ricettive, ristorative e indotto. «Un’estate così Assisi non l’aveva vissuta mai», dice il sindaco Stefania Proietti che ribadisce un aspetto già affermato, quotidianamente, da commercianti, ristoratori, albergatori e anche dagli stessi pochi visitatori che sono tornati nella città di San Francesco. Operatori costretti a fare i conti con incassi inesistenti o quasi e un futuro tutto da decifrare, ma dove le preoccupazioni sembrano prevalere.

«A luglio e agosto qualche opportunità in più l’avranno il settore extralberghiero, con agriturismo, country house e b&b, rispetto al comparto alberghiero, anche grazie al bonus vacanza – dice Simone Fittuccia, titolare di attività turistiche in Assisi e presidente di Federalberghi Umbria –. Ma a settembre, se non ci saranno cambi di scenario, la situazione rischia di essere ancora peggiore. Con la riapertura delle scuole e il ritorno al lavoro sparirà il turismo che, in questo periodo, ha fatto registrare movimenti minimi».

«Ma senza gli stranieri, senza il turismo congressuale, la situazione rischia di diventare insostenibile. Ecco perché a livello nazionale e regionale abbiamo chiesto lo stato di emergenza: senza incassi, con costi fissi sulle aziende, andare in avanti sarà impossibile e non sarà sufficiente il prolungamento della cassa integrazione sino a fine anno». L’effetto è quello di pochi visitatori, monumenti, vie e piazze quasi deserti, con la situazione leggermente migliore nei fine settimana: i 5-6 milioni di turisti che ogni anno arrivavano, al momento sono un ricordo. La piccola coda all’ingresso della Basilica Inferiore è dettata solo dai controlli all’ingresso per far rispettare le norme anti Covid.

«Le attività ricettive sono aperte al 60%, per un totale del 50% delle camere disponibili – aggiunge Fittuccia –; i grandi contenitori, gli hotel con molti posti letto, sono chiusi, mentre operano le medie e piccole strutture che, a conduzione familiare, hanno costi bassi di gestione. La media occupazione delle camere è del 20-25% dalla domenica al giovedì, il venerdì si passa dal 40-45%, che diventa il 50% il sabato: poco. E’ un turismo di ‘prossimità’, stranieri assenti: poco da Francia, Germania, Inghilterra. Mancano turisti delle due Americhe, i russi, quelli provenienti dall’Asia, australiani».

«Siamo sempre ripartiti da San Francesco e Santa Chiara, lo abbiamo fatto in altre occasioni di difficoltà e lo stiamo facendo anche adesso: intanto hanno protetto la nostra città dal coronavirus e i pochi casi registrati ne sono stati una conferma», conclude il sindaco Proietti che evidenzia come si stiano allestendo anche delle iniziative che animeranno luglio e agosto.

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