Assisi città sicura: un obiettivo per tutelare chi vive e investe sul territorio e valorizzare la nostra immagine nel mondo

 
Chiama o scrivi in redazione



Questo slideshow richiede JavaScript.


Assisi città sicura: un obiettivo per tutelare chi vive e investe sul territorio e valorizzare la nostra immagine nel mondo

La qualità della vita e il benessere dei cittadini passano anche attraverso la sicurezza. Mettere in campo tutte le iniziative per rendere un territorio ben controllato è compito di un’amministrazione comunale responsabile e un dovere nei confronti di chi sceglie di vivere e investire nel nostro Comune. Un’azione assolutamente indispensabile, soprattutto per un territorio con un’ampia rete viaria e vicino a strade statali ad alto scorrimento, è quella di implementare i sistemi di videosorveglianza attualmente esistenti. Questi ultimi hanno ormai una funzione sia di prevenzione dei reati, che di repressione, essendo strumenti volti a individuarne gli autori.

Ormai a costi assolutamente sostenibili è infatti possibile dotare il territorio di moderne telecamere con risoluzione ad alta risoluzione, visuale notturna e software “Targa system”, in grado di leggere le targhe dei mezzi in transito e segnalare immediatamente alle forze dell’ordine se si tratta di veicoli rubati o senza assicurazione. Nuove telecamere e investimenti per aggiornare i software di quelle esistenti, preventivando anche la possibilità di dotarsi di apparecchi mobili a beneficio dell’attività della polizia locale e delle altre forze dell’ordine. Questi occhi elettronici devono essere installati prioritariamente nelle principali vie di accesso e di uscita del nostro vasto territorio comunale, magari in sinergia con i Comuni limitrofi, come già fatto in tante altre realtà dell’Umbria, anche attraverso la sottoscrizione di appositi accordi con la Prefettura di Perugia. In questo modo le forze dell’ordine avranno a disposizione una formidabile banca dati per visionare chiunque abbia avuto accesso al territorio e non si sia comportato secondo la legge.

Un’opportunità importante soprattutto per le tante case isolate e per le frazioni montane o quelle più periferiche, che hanno subito in passato furti e altro genere di reati contro la persona e il patrimonio. Il territorio, pertanto, deve essere presidiato utilizzando tutti gli strumenti che possono integrare e agevolare il lavoro di polizia locale, carabinieri e polizia di Stato. Al tempo stesso dobbiamo riprendere l’attività di formazione e di diffusione capillare di sistemi di sicurezza partecipata come il controllo di vicinato, coinvolgendo sempre di più i cittadini nel controllo del territorio, dopo essere stati debitamente formati da parte delle forze dell’ordine. L’apposito protocollo è già stato sottoscritto con la Prefettura e rinnovato, ma poi bisogna passare dalle parole ai fatti in tutti i centri del Comune e riprendere gli incontri dedicati con la cittadinanza. Anche perché esistono tuttora gruppi costituiti di fatto, ma in maniera spontanea e senza un coordinamento più ampio. Un territorio controllato, presidiato e vigilato in primo luogo da chi lo abita rappresenta un deterrente per chi vuole delinquere e questa azione preventiva consentirà di ridurre in maniera significativa furti, rapine e altro genere di reati, aumentando così anche quella percezione di sicurezza che è alla base del vivere civile.

Ciò consentirà anche una rapida diffusione di appositi alert tra i residenti, nel caso anche solo una persona venga a conoscenza di reati o occasioni di pericolo. Al tempo stesso dobbiamo riprendere periodicamente gli incontri con la cittadinanza per sensibilizzare la popolazione alle buone pratiche per la sicurezza, così come l’amministrazione dovrà avere frequenti momenti di confronto con tutte le forze dell’ordine, per porre in essere progetti e iniziative per ridurre il più possibile ogni genere di reato, dal momento che ne va della sicurezza dei cittadini e della nostra immagine nel mondo. Questo è quello che sta accadendo in moltissime realtà in Italia e noi non possiamo rimanere indietro ad aspettare, anche su questo fronte: il momento è adesso!

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*