Assisi Miracolosa, Festa Santa Chiara e San Rufino viste da Umberto Rinaldi

Assisi Miracolosa, Festa Santa Chiara e San Rufino viste da Umberto Rinaldi

Assisi Miracolosa, Festa Santa Chiara e San Rufino viste da Umberto Rinaldi. Il “miracolo” possiamo invocarlo ma soprattutto dobbiamo riconoscerlo quando esso avviene nel nostro piccolo seppur importante quotidiano, cioè quello che corregge le nostre umane azioni per farci star meglio insieme e nonostante i nostri errori. In questi ultimi tre giorni di grandi Festività, Santa Chiara e San Rufino, il sacro e il profano si sono fusi insieme mirabilmente. E non certo perché invocati da qualcuno di noi di strada… Miracolosamente! Ma questa è Assisi, terra di Santi e di Poeti.

Sabato scorso, 11 agosto alle 20 in piazza del Comune, nella confusione di tavoli affollati, macchine e moto rumorose, solito frastuono di chi passeggia avanti indietro, fino ad una macchina con due bellissimi sposi che sfolla la gente assiepata davanti al Tempio della Minerva… Oltre le colonne c’era una grande orchestra di giovani musicisti,  da tre giorni nella nostra Città e accolti gratuitamente da alcuni conventi francescani, altro miracolo, che eseguivano il frutto del loro corso di orchestrazione di soli tre giorni, ripeto miracolosamente, perfezionati dal Maestro Francesco Seri. Un successo entusiasmante e reso ancor più festoso nella confusione della piazza. A seguire, a fine concerto, arriva la processione del nostro Patrono San Rufino, aperta dalla banda musicale di Rivotorto con un canto devozionale, le famiglie religiose, il nostro Vescovo Mons. Domenico Sorrentino e seguito dalle Autorità cittadine e da un corteo di fedeli, fino davanti al Tempio che ora diviene sagrato della Chiesa. Improvvisamente la folla si ricompone, i bar spengono le luci e ciascuno rientra nel proprio animo e nella preghiera. Miracolosamente!

Domenica 12 agosto alle 21, nel Chiostro Sisto IV della Basilica di San Francesco, conclusione del calendario artistico “Note d’In… Chiostro” con la Petite Messe Solemnelle (1863) che mette il giusto equilibrio a il tanto e spesso improvvisato avvenuto di questi giorni di festa. E non poteva esserci migliore e opportuna offerta: Gioacchino Rossini che aveva studiato coll’insigne maestro francescano Padre Mattei, e che negli ultimi anni della sua vita aveva sospeso la sua penna musicale, preparandosi al passaggio ad altra Vita solo con intime composizioni, offre a Dio una piccola Messa pur solenne scusandosi con una prefazione indirizzata al Signore: Buon Dio, ecco terminata questa povera piccola Messa. E’ musica sacra quella che io ho scritto, eppure esecrabile? Io ero nato per l’opera buffa, tu lo sai! Poco scienza, un po’ di cuore. Ecco tutto. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso”.

Il francescano maestro Padre Magrino è fedele all’invocazione dell’Autore e a quanto egli prescrive: un Coro da Camera, pianoforte a 4 mani, un harmonium, 4 solisti. Francescano organico dunque, ma pagine musicali davvero ardue nella loro esecuzione. L’esito di ascolto è stato quanto mai edificante di fronte ad un pubblico in religioso ascolto che ha dato sfogo all’inesauribile applauso solo a termine dopo lo stupendo Agnus Dei, mezzosoprano e Coro dialoganti. Inevitabile il bis, ancora di Rossini la preghiera dal “Mosè”.

Grazie ai “miracolosi” esecutori: Chiara Mogini soprano, Milena Josipovic mezzosoprano, Marco Rencinai tenore, Mauro Corna basso, Cristina Capano e Matteo Gobbini pianoforti, Danis Pagani harmonium, Coro da camera della Basilica e soprattutto Padre Giuseppe Magrino direttore.

 

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