Incontro con Go Youth e messa a Santa Maria degli Angeli oggi
📌 Papa Leone XIV è arrivato ad Assisi per incontrare oltre duemila giovani del meeting francescano Go Youth. Nel suo intervento ha richiamato pace, fraternità, dialogo e fede, prima della celebrazione della messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli oggi.
Papa Leone XIV ad Assisi per il meeting francescano Go Youth
Papa Leone XIV è tornato in Umbria per la seconda volta in poco più di un anno, scegliendo ancora Assisi come tappa del proprio percorso pastorale. Il Pontefice ha raggiunto Santa Maria degli Angeli, dove è stato accolto dagli oltre duemila giovani partecipanti a Go Youth, il meeting francescano che riunisce ragazzi provenienti da diverse realtà ecclesiali e territoriali.
L’incontro si è svolto prima della celebrazione della Santa Messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, momento centrale della visita pastorale. Il programma della giornata ha previsto dapprima il dialogo con i giovani e successivamente la liturgia nella basilica legata alla figura di San Francesco.
Nel suo saluto iniziale il Pontefice ha espresso soddisfazione per la possibilità di condividere questo momento con i ragazzi presenti sia all’esterno sia all’interno della basilica, sottolineando il valore dell’incontro personale e della partecipazione comunitaria.
Il valore della semplicità e della fraternità
Rispondendo a una domanda rivolta da una giovane partecipante, Papa Leone XIV ha sviluppato una riflessione sul significato della vita cristiana vissuta attraverso la semplicità, la fraternità e la vicinanza alle persone.
Il Pontefice ha osservato come una testimonianza concreta possa favorire un autentico cammino di fede all’interno di una comunità aperta all’accoglienza. Ha ricordato inoltre una regione europea che, appena trent’anni fa, ha conosciuto la guerra e le conseguenze dell’intreccio tra appartenenza religiosa e nazionalismo.
Secondo il Papa, la presenza dei francescani nel corso dei secoli ha rappresentato un elemento di dialogo, contribuendo alla convivenza pacifica tra cattolici, ortodossi e musulmani. Una tradizione che oggi, ha spiegato, continua a indicare una strada fondata sulla riconciliazione e sulla purificazione della memoria.
L’invito a costruire la pace
Nel suo intervento Papa Leone XIV ha rivolto ai giovani un invito a diventare operatori di pace, ricordando che ai cristiani sarà richiesto sempre più spesso di testimoniare il Vangelo in società nelle quali la religione rischia di essere utilizzata come elemento di contrapposizione tra identità differenti.
Il Pontefice ha evidenziato come seguire Cristo significhi superare confini artificiali, paure alimentate dalla cattiva informazione e pregiudizi che dividono le persone. In questa prospettiva ha richiamato la necessità di allontanarsi dalla cultura della potenza per contribuire alla costruzione della civiltà dell’amore.
Ha quindi indicato San Francesco d’Assisi come esempio di radicalità evangelica, precisando che essa rappresenta l’esatto contrario del fondamentalismo. Una scelta che, ha spiegato, rende le persone più sensibili, attente, umili e disponibili verso tutti.
Il richiamo alla storia francescana
Nel corso dell’incontro il Papa ha invitato i presenti a immaginare lo stesso luogo com’era circa ottocento anni fa, quando centinaia di giovani frati provenienti da tutta Europa si riunivano accanto a San Francesco.
Ha ricordato il clima di silenzio, preghiera e carità descritto dalle fonti francescane, sottolineando come quel silenzio rappresenti il contrario della guerra, delle violenze e delle grida che accompagnano ogni conflitto.
Il riferimento storico è diventato occasione per ribadire il significato della Chiesa come comunità di fratelli e sorelle aperta a tutti, nella quale il dialogo con Dio e con gli altri diventa fondamento della convivenza.
Giovani protagonisti della testimonianza cristiana
Rivolgendosi direttamente ai partecipanti di Go Youth, Papa Leone XIV ha incoraggiato i giovani a custodire e diffondere questo stile di vita, soprattutto in un periodo storico nel quale lo sviluppo tecnologico rischia di ridurre le occasioni di incontro autentico tra le persone.
Secondo il Pontefice, l’intuizione di San Francesco sulla scelta della povertà continua a rappresentare uno strumento capace di favorire l’incontro, avvicinare chi è lontano e promuovere uno scambio reciproco di doni.
Ha infine ricordato che il Vangelo non può essere separato dalla vita di Gesù Cristo, il quale ha scelto la povertà e ha vissuto nella piena fiducia nel Padre.
La gioia come testimonianza del Vangelo
Nelle conclusioni del suo intervento Papa Leone XIV ha richiamato il significato della presenza di Cristo tra coloro che si riuniscono nel suo nome.
La gioia che nasce dall’incontro con il Vangelo, ha spiegato, è autentica, libera e capace di comunicare la fede anche oltre le parole. Una gioia che, secondo il Pontefice, diventa essa stessa testimonianza e annuncio, chiamando i giovani a viverla nella quotidianità attraverso relazioni fondate sull’accoglienza, sulla fraternità e sulla pace.

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