Lampada di San Francesco ai Reali di Giordania, il significato e la storia

Le lampade accese nelle celebrazioni di Assisi esprimono il desiderio profondo dell’uomo affinché il mondo esca dall’oscurità della violenza

 
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Lampada di San Francesco ai Reali di Giordania, il significato e la storia

Lampada di San Francesco ai Reali di Giordania, il significato e la storia

Tutte le religioni esprimono simbolicamente – nella mitologia, nel culto e nell’iconografia – l’idea della luce quale simbolo di presenza e benedizione divina. Il suo significato è testimoniato dall’uso rituale di lampade o candele nei templi, sugli altari, nelle tombe o vicino ad esse, e davanti alle immagini sacre. La luce rappresenta la saggezza, poiché è per mezzo di essa che le cose sono visibili. San Francesco, all’inizio della vocazione, inginocchiato davanti al crocifisso, chiede a Cristo Luce del mondo: “Altissimo, glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio”.

Le lampade accese nelle celebrazioni di Assisi esprimono il desiderio profondo dell’uomo affinché il mondo esca dall’oscurità della violenza. Il mondo ha bisogno di Luce.

 LA STORIA

All’architetto Ugo Tarchi fu affidato il compito di disegnare una lampada votiva. Nei primi giorni del settembre 1937, Tarchi ne inviò al padre Generale il disegno della lampada, con una dettagliata descrizione: “La lampada votiva, di m. 1,20 di altezza, è tutta in bronzo lucido e argento. L’asse centrale, forgiato a croce, s’innalza dal centro della tazza che, nella sua forma semisferica simboleggia il mondo. In alto, la turrita corona d’Italia reca, nei quattro scudetti, lo stemma di casa Savoia, il Fascio Littorio, la Lupa Romana e lo stemma della città di Assisi. Sull’orlo della coppa staccano contro il fondo luminoso dell’alabastro le parole del verso dantesco: Altro non è che di suo lume un raggio. Al di sotto della coppa la frase dedicatoria: I Comuni d’Italia al Santo. Al di sopra della tazza, tre colombe d’argento sostengono col becco una corona di ulivo, sovrano e universale simbolo di pace”.

L’ACCENSIONE

Il 4 ottobre di ogni anno, la Basilica di San Francesco in Assisi diviene il cuore pulsante dell’Italia. Alla presenza di una gran folla di fedeli e di alte personalità religiose e istituzionali, il sindaco del capoluogo di una Regione scelta a turno in rappresentare della Nazione, riaccende la Lampada votiva posta nella cripta dove riposano le spoglie mortali di San Francesco. Per un intero anno la Lampada arderà con l’olio offerto, a nome di tutti gli italiani, dagli abitanti di quella regione.

La suggestiva cerimonia si ripete dal 4 ottobre 1939. In quell’anno, Pio XII proclamò Francesco d’Assisi patrono primario d’Italia (18 giugno).

LA LUCE DISCRETA

Nella penombra della Tomba di Francesco si vede bruciare, per tutto l’anno, una piccola luce. Non è invadente, ma discreta: molti neppure la notano, ma non è fatta per attirare l’attenzione. È la lampada votiva alimentata dall’olio che i Comuni d’Italia offrono annualmente attraverso la Regione che a turno li rappresenta in occasione della festa del Santo, il 4 ottobre.

 IL DONO FRANCESCANO

La riproduzione della lampada votiva che arde dinanzi la Tomba di San Francesco è stata donata negli anni alle tante personalità politiche, culturali e della società civile che si sono recate pellegrine alla Tomba di San Francesco e che si sono contraddistinte per il loro impegno di pace, dialogo e accoglienza. La lampada posta nella cripta di San Francesco è stata riaccesa da tutti i Pontefici in visita al Sacro Convento di Assisi.

“Luce di San Francesco” è il nome della lampada, un’opera che cerca di restituire l’essenzialità del messaggio francescano attraverso la scelta dei suoi elementi costitutivi: il vetro che simboleggia la purezza e la limpidezza; l’olio che rappresenta la medicazione, e incarna il desiderio di rinascita sociale, politica ed evangelica che in varie forme emerge dal cuore di tutti. Molte sono infatti le ferite che le guerre e i massacri aprono nella società.

Lech Walesa – 18 gennaio 1981

Dalai Lama – 26 ottobre 1986

Giovanni Paolo II – 26 ottobre 1986

Madre Teresa di Calcutta – 26 ottobre 1986

Yasser Arafat – 6 aprile 1990

Betty Williams – 24 settembre 1995

Carlos Felipe Ximenes Belo – 15 giugno 1997

Mikhail Gorbaciov – 15 marzo 2008

Ingrid Betancourt – 26 gennaio 2009

Mohamed ElBaradei – 17 novembre 2009

Benedetto XVI – 27 ottobre 2011

Simon Peres – 1 maggio 2013

Abu Mazen – 10 giugno 2014

Papa Francesco – 8 dicembre 2015

Juan Manuel Santos – 17 dicembre 2016

Angela Merkel – 12 maggio 2018

Re Abdullah II – 29 marzo 2019

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