Tre giorni alla Domus Pacis tra ascolto, feedback e workshop
📌 FLASH NEWS – Dal 18 al 20 settembre la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli ospita “La parola al Leader”, Camp di Leadership Francescana dedicato a comunicazione, ascolto, feedback e fiducia. Iscrizioni aperte fino al 14 settembre.
La comunicazione come parte essenziale della leadership
Comunicare bene non significa semplicemente parlare bene. È da questa distinzione che prende le mosse la riflessione di Fra Marco Asselle O.F.M., dedicata al rapporto tra leadership, comunicazione e qualità delle relazioni. Un tema che sarà al centro del Camp “La parola al Leader”, promosso da Leadership Francescana e in programma dal 18 al 20 settembre 2026 alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi.
L’appuntamento avrà come focus “L’arte della relazione: comunicare con chiarezza e cuore” e proporrà un percorso che non sarà limitato alle tecniche per parlare in pubblico. Al centro ci sarà invece il modo in cui parole, comportamenti, tono della voce, ascolto e silenzi possono contribuire a costruire oppure a indebolire la fiducia all’interno di un gruppo e, più in generale, nelle relazioni quotidiane.
La prospettiva proposta da Fra Marco Asselle parte da un concetto preciso: la leadership non coincide necessariamente con una posizione gerarchica. Non riguarda soltanto chi dirige un’azienda, coordina un’organizzazione o guida una squadra. Può manifestarsi ogni volta che una persona diventa un punto di riferimento per un’altra e assume, anche implicitamente, una responsabilità nella relazione.
Una responsabilità che riguarda anche la vita quotidiana
Il campo della leadership si allarga così al lavoro, alla famiglia, ai rapporti educativi, alle amicizie e alla vita delle comunità. Quando qualcuno ascolta un’indicazione, si affida a un’altra persona o viene influenzato dal suo comportamento, si crea una responsabilità che passa inevitabilmente anche attraverso la comunicazione.
Secondo il percorso delineato da Fra Marco Asselle O.F.M., proprio questa dimensione rende necessario guardare alla comunicazione non come a un semplice strumento tecnico, ma come a una componente della leadership stessa.
Competenze professionali, esperienza e intenzioni possono infatti non essere sufficienti quando il modo di comunicare produce incomprensioni, timore o diffidenza. Trasmettere informazioni è soltanto una parte del processo. Ogni scambio contribuisce contemporaneamente a definire il rapporto tra le persone coinvolte.
Da qui il ruolo centrale della fiducia. Le parole possono consolidarla, ma anche comprometterla. Lo stesso può accadere attraverso un gesto, un’interruzione, un’espressione del volto, un silenzio o il modo in cui viene prestata attenzione all’interlocutore.
Il messaggio non passa soltanto attraverso le parole
Uno dei punti sviluppati nella riflessione riguarda la distanza che può crearsi tra ciò che una persona pensa di avere comunicato e ciò che l’interlocutore ha effettivamente percepito.
Il contenuto verbale rappresenta infatti soltanto uno dei livelli dello scambio. Il tono, il linguaggio del corpo, l’atteggiamento e la componente emotiva possono modificare la percezione di una frase e incidere sul significato attribuito al messaggio.
Per chi esercita una funzione di guida, la domanda non può quindi limitarsi a cosa dire. Diventa importante anche comprendere in quale modo si sta entrando in relazione con la persona che si ha davanti.
È un principio applicabile a contesti molto diversi: dalla riunione professionale al confronto con un collaboratore, dal rapporto tra colleghi alla relazione educativa, fino al dialogo con una persona che attraversa un momento complesso.
Fra Marco Asselle porta così l’attenzione dalla semplice efficacia delle parole agli effetti prodotti dalla comunicazione. La capacità di guidare passa anche dalla consapevolezza di ciò che il proprio modo di parlare e comportarsi determina negli altri.
L’ascolto diventa una competenza di chi guida
Un altro elemento centrale è l’ascolto. Nelle conversazioni quotidiane può accadere di ascoltare l’interlocutore pensando già alla risposta da fornire, senza concentrarsi pienamente su quanto sta cercando di comunicare.
Dietro una frase possono invece convivere informazioni, emozioni, elementi personali e richieste che non vengono formulate in maniera esplicita. Riconoscere questi livelli permette di comprendere meglio il messaggio e può contribuire a ridurre incomprensioni e tensioni.
Per chi ha responsabilità nei confronti di altre persone, ascoltare assume quindi un valore ulteriore. Significa creare le condizioni perché collaboratori e interlocutori possano esprimersi e perché il confronto avvenga in un contesto nel quale sia possibile parlare con maggiore libertà.
La comunicazione efficace, nella prospettiva proposta, non consiste dunque nell’occupare lo spazio della conversazione, ma anche nel saper lasciare spazio all’altro, cogliendo ciò che viene espresso attraverso le parole e ciò che emerge dagli altri segnali della relazione.
Verità e rispetto anche nei momenti difficili
Comunicare bene non significa evitare ogni contrasto. La leadership comporta anche la necessità di affrontare errori, manifestare un dissenso, chiedere un cambiamento o formulare una valutazione negativa.
È proprio nei passaggi più delicati che, secondo la riflessione di Fra Marco Asselle O.F.M., diventano decisive chiarezza e qualità della relazione. Dire qualcosa di difficile richiede coraggio, ma allo stesso tempo impone attenzione verso la persona che riceve il messaggio.
Il punto è distinguere il comportamento o il fatto oggetto del confronto dall’identità della persona. Un feedback può diventare uno strumento di crescita quando rimane concentrato sui fatti, sulle conseguenze delle azioni e sulla possibilità di miglioramento, senza trasformarsi in una valutazione complessiva dell’interlocutore.
La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra chiarezza e rispetto, evitando tanto l’aggressività quanto l’ambiguità. Essere esigenti non significa necessariamente deteriorare la relazione, così come essere sinceri non richiede di rinunciare all’attenzione per l’altro.
Il Camp di Leadership Francescana alla Domus Pacis
Questi temi entreranno nel programma del Camp “La parola al Leader”, uno degli appuntamenti inseriti nel percorso formativo promosso da Leadership Francescana. L’iniziativa mette in dialogo la tradizione francescana con strumenti e prospettive provenienti dalla formazione, dal coaching e dal management.
L’edizione in programma ad Assisi sarà dedicata alla relazione e alla comunicazione intese come elementi che incidono direttamente sulla fiducia nei gruppi e nei rapporti interpersonali.
Il lavoro affronterà la responsabilità della propria presenza, il rapporto tra contenuto e relazione, i differenti livelli attraverso i quali può essere interpretato un messaggio, il feedback e il rapporto tra dimensione gerarchica e collaborazione.
Non si tratterà quindi di un corso dedicato esclusivamente alle capacità oratorie o alla costruzione di un discorso efficace. L’obiettivo indicato dal percorso è più ampio e riguarda la consapevolezza con cui ciascuno entra in rapporto con gli altri.
Workshop, esercitazioni e analisi di situazioni concrete
Anche la metodologia scelta riflette questa impostazione. Il Camp avrà infatti un carattere esperienziale. Ai momenti di approfondimento teorico saranno affiancati workshop, esercitazioni e analisi di casi concreti.
L’intento è consentire ai partecipanti di mettere immediatamente alla prova i concetti affrontati, trasferendoli dalle riflessioni teoriche alle dinamiche che caratterizzano le relazioni.
L’attenzione non sarà dunque concentrata soltanto su ciò che una persona sa della comunicazione, ma su come concretamente comunica, ascolta, reagisce, fornisce un feedback e gestisce la propria posizione rispetto agli altri.
Nel ragionamento sviluppato da Fra Marco Asselle, la questione riguarda anche la consapevolezza degli effetti che possono derivare da comportamenti apparentemente ordinari. Una parola, un tono o un atteggiamento possono favorire motivazione e responsabilità oppure determinare chiusura e diffidenza.
Dalla capacità di parlare alla consapevolezza della relazione
La domanda conclusiva attorno alla quale ruota il percorso sposta quindi l’attenzione dalla valutazione delle proprie capacità comunicative alle conseguenze della comunicazione sull’interlocutore.
Non basta interrogarsi sulla propria abilità nel parlare. Diventa necessario chiedersi che cosa accade nell’altra persona durante la relazione e quale effetto producono parole, gesti e comportamenti.
È in questo passaggio che comunicazione e leadership tornano a incontrarsi. Se ogni relazione implica una capacità di influenza reciproca, chi assume una responsabilità è chiamato anche a essere consapevole del modo in cui esercita questa influenza.
Per Fra Marco Asselle O.F.M. il tema non riguarda quindi soltanto manager o persone investite formalmente di ruoli direttivi. La questione attraversa molti ambiti della vita, perché le dinamiche della fiducia, dell’ascolto e della responsabilità sono presenti anche nelle relazioni familiari, educative, professionali e comunitarie.
Iscrizioni aperte fino al 14 settembre
Il Camp “La parola al Leader” si terrà dal 18 al 20 settembre 2026 alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 14 settembre.
Per i partecipanti che intendono soggiornare direttamente alla Domus Pacis, la disponibilità delle camere è indicata come garantita fino al 7 settembre.
Tre giornate nelle quali Leadership Francescana porterà dunque al centro della formazione una dimensione che accompagna ogni esperienza di guida: la capacità di costruire relazioni attraverso una comunicazione consapevole.
Il punto di partenza indicato da Fra Marco Asselle O.F.M. resta la responsabilità personale che entra in gioco ogni volta che ci si rivolge a un’altra persona. Comunicare meglio, in questa prospettiva, non equivale soltanto a scegliere parole più efficaci, ma significa comprendere come la propria presenza, l’ascolto e il modo di esprimersi possano incidere sulla fiducia e sulla qualità della relazione.
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Molto interessante e vorrei partecipare. Sabato 19 ho un EVENTO IN FAMIGLIA,MOLTO IMPORTANTE..gli incontri si svolgono di mattina, e in che orario??? È importante saperlo..per poter aderire.