Nobel francescano per la Pace, la Lampada ai Reali e Padre Enzo Fortunato

 
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Credit Sacro Convento di Assisi

Nobel francescano per la Pace, la Lampada ai Reali e Padre Enzo Fortunato

Noam Chomsky, linguista, filosofo e teorico della comunicazione, ha stilato un decalogo composto di direttive che evidenziano come riuscire a “piegare” la volontà dell’ascoltatore secondo l’obiettivo che si intende perseguire. Con la giornata di oggi non abbiamo intenzione di “piegare la volontà” ma di convincere. Convincere che l’incontro, la condivisione, l’accoglienza e l’inclusione sono i pilastri su cui fondare la società. La repressione e la violenza partoriscono altra repressione e violenza. Il Re di Giordania Sua Maestà Abdullah II, accompagnato dalla Regina Rania, hanno ricevuto la Lampada della Pace, un riconoscimento che molti giornali hanno già descritto come il “Nobel francescano per la Pace”.

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Essere luce e donare luce” è il motto che apre questo 29 marzo 2019: espressione che si ripete per il terzo anno consecutivo. Un percorso avviato con l’allora presidente colombiano Santos, per cui si è voluto riconoscere l’impegno e il risultato nel processo di pace con le FARC, che ha poi passato il testimone ad Angela Merkel, Cancelliere federale tedesca, per arrivare ora al Re di Giordania, in prima linea nell’impegno per la coesistenza pacifica tra nazioni e fedi differenti. Il cammino di pace, di qualsiasi popolo, comincia dai giovani, per cui averne cura significa porre attenzione alla società, a dove andrà e cosa produrrà.

Per questo motivo dopo la consegna della Lampada, Sua Maestà Abdullah II, insieme alla Cancelliera Angela Merkel e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte risponderà alle domande di alcuni ragazzi: sia italiani delle nostre periferie, che provenienti da guerre, violenza, miseria e accolti nel nostro paese segnato da una lunga storia di emigrazione. Pur essendo passato un secolo, le immagini di transatlantici carichi di italiani diretti nelle Americhe a cercare fortuna dovrebbero far parte della memoria di ognuno di noi.

Ricordare di essere stati “accolti” ci farà essere più “accoglienti”: lo slogan che anima la giornata, voluta dal nostro Custode padre Mauro Gambetti. È necessario abbattere gli steccati, i muri che oggi, invece, alcuni governi continuano a costruire. Muri che impediscono di condividere la vita, le esperienze e la cultura. Con l’installazione permanente di una porzione del muro di Berlino donata dalla Cancelliera Merkel, la nostra Comunità francescana vuole continuare sull’esempio di Francesco che abbracciò il lebbroso e incontrò il Sultano in Egitto, a coltivare semi di speranza.

Due momenti in cui la comunicazione, verbale e fisica, ha permesso di cambiare radicalmente la Storia, facendo del Santo di Assisi e del Francescanesimo due fondamentali punti di riferimento per l’umanità.

Un richiamo che ci conduce a rispondere e prendere coscienza che siamo fatti per incontrarci e non per eliminarci. Venti dirette da tutto il mondo, il grande lavoro della Rai con collegamenti live mattina, pomeriggio e condivisone del segnale, duecento giornalisti e fotografi… una unica grande cassa di risonanza per il messaggio di pace che Francesco continua a ispirare, perché stavolta, più dello share, a contare sono gesti fragili e testimonianze motivanti. L’Assisiate sapeva farsi ascoltare, mirando sempre e comunque a dire la verità, anche quand’era amara, cercando tuttavia il modo più adatto per dirla.

Non puntava allo scoop, non a bruciare gli altri sul tempo, ma a dir bene le cose, nel modo giusto, perché sortissero l’effetto migliore. Dalle pagine del diario di padre Mario Borzaga, missionario e martire nel 1960 a soli 26 anni, ci giunge il migliore esempio di importanza dei gesti: “il missionario si è fatto vagabondo per amore di chi vaga disperatamente nelle tenebre, ed eremita per amore di chi aspetta una mano che apra le porte di Dio.”

1 Commento

  1. Non potete fare riferimento sempre all’Assisiate pensando che con il vs modo di agire anche voi state seguendo le sue orme perché ciò non è vero visto che, come dite, Lui diceva sempre la verità. Anche io vi vedrei molto bene a fare i missionari nelle varie parti del mondo che hanno molto bisogno di queste figure.

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