Spirito di Assisi, preghiera per la pace in Terra Santa

 
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Spirito di Assisi, preghiera per la pace in Terra Santa

È dedicata alla Terra Santa l’intenzione di preghiera per la pace del 27 maggio in ricordo dello Spirito di Assisi, l’incontro interreligioso del 1986. Questo mese l’invito da parte del vescovo monsignor Domenico Sorrentino e della Commissione diocesana per lo “Spirito di Assisi” è quello di pregare sin dai giorni precedenti il consueto appuntamento mensile data la situazione di conflittualità in atto.

“Ancora una volta – sottolinea il vescovo nell’invito alla preghiera – siamo costretti a registrare l’uso della forza e della violenza in Terra Santa e ad esprimere la nostra ferma contrarietà. Si tratta di un conflitto che si trascina ormai da troppi anni lasciandosi dietro un carico di vittime e di sofferenze indicibili. Ancora di più: accumula odio, rancore, sete di vendetta e ogni altro cattivo sentimento che rischia di accendere nuovi conflitti nel corso del tempo. Anche se non mancano esempi di convivenza pacifica, di collaborazione e comprensione, purtroppo sembra prevalere ancora una volta l’opzione delle armi, che semina terrore e fa strage di innocenti.

Coloro che hanno perseguito la strada della violenza, dopo settanta anni di conflitti armati – aggiunge il vescovo – dovrebbero ammettere onestamente che i fatti non danno loro ragione e che bisognerebbe quanto meno tentare e rafforzare altre strade. Per parte nostra vorremmo provare a unire le forze spirituali presenti in tutti. Quella terra è considerata “santa” dai figli di Abramo, ma viene tenuta in grande considerazione e guardata con assoluto rispetto da tutte le religioni. Anche per questo dovremmo sentire tutti la forte sollecitazione a rivolgerci a Dio perché riaccenda la speranza della pace anche laddove sembra smarrita e, nel solco segnato dallo “spirito di Assisi” a partire dallo storico incontro del 1986, rinnovare in ciascuno la volontà di pace, l’esigenza della conversione del cuore, la volontà del dialogo nel mutuo riconoscimento.

Per queste ragioni – conclude – propongo a tutte le persone e le comunità cristiane e di ogni altra religione, di unirsi in preghiera fin da ora. Soprattutto uniremo la nostra supplica nel corso della giornata del prossimo 27 rivolgendoci a Dio per impetrare che il suo dono della pace sia finalmente accolto da tutte le persone che abitano in Israele e Palestina”.

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