Servizi bancari, Assisi chiede azioni concrete nei territori
📌 FLASH NEWS – Il Comune di Assisi sostiene il protocollo contro la desertificazione bancaria promosso da Regione Umbria, ANCI e sindacati. In Umbria circa 53mila residenti vivono in Comuni senza uno sportello bancario sul territorio umbro.
Il Comune sostiene il protocollo contro la desertificazione
Il Comune di Assisi sostiene il Protocollo d’intesa promosso dalla Regione Umbria, dall’ANCI e dalle organizzazioni sindacali del settore del credito per contrastare la progressiva riduzione della presenza bancaria nei territori. L’Amministrazione comunale ha espresso apprezzamento per l’accordo, indicando nella collaborazione tra istituzioni e parti interessate uno strumento per affrontare un fenomeno che coinvolge numerose comunità umbre.
Il problema riguarda soprattutto quei territori nei quali la progressiva chiusura degli sportelli rende più difficile l’accesso diretto ai servizi finanziari. Secondo i dati emersi nell’ambito dell’accordo, in Umbria circa 53.000 residenti vivono in Comuni nei quali non è presente uno sportello bancario.
Un dato che pone la questione non soltanto sul piano dell’organizzazione dei servizi, ma anche su quello della tenuta economica e sociale delle comunità interessate.
Stoppini e la Giunta richiamano il valore dei presidi
Il sindaco di Assisi Valter Stoppini e la Giunta comunale considerano l’intesa un’iniziativa rilevante perché introduce un confronto stabile tra Regione Umbria, rappresentanze dei Comuni, organizzazioni sindacali e sistema bancario.
L’obiettivo indicato dall’Amministrazione è arrivare a soluzioni in grado di mantenere accessibili i servizi finanziari e, nello stesso tempo, contribuire alla tutela dell’equilibrio economico e sociale dei territori.
Secondo la posizione espressa dal Comune, la presenza degli sportelli bancari rappresenta un elemento importante per la vitalità e l’attrattività delle comunità locali. La questione riguarda direttamente i cittadini, ma interessa anche le attività produttive che operano quotidianamente nei diversi centri della regione.
Il riferimento è in particolare al commercio, all’artigianato, alle piccole e medie imprese e alle altre realtà economiche che costituiscono una parte significativa del tessuto locale.
Il problema dell’accesso ai servizi finanziari
La desertificazione bancaria viene quindi considerata dall’Amministrazione comunale di Assisi come una questione che supera la semplice disponibilità materiale di uno sportello. La riduzione dei presidi può incidere sul rapporto quotidiano tra cittadini, imprese e sistema del credito.
Per questo motivo il Comune ritiene necessario affrontare il fenomeno attraverso un coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e i soggetti direttamente coinvolti, evitando interventi isolati e puntando invece alla costruzione di risposte condivise.
Il Protocollo d’intesa viene considerato un punto di partenza per strutturare questo confronto. L’intenzione dichiarata è quella di collegare il contrasto alla desertificazione bancaria alle più ampie politiche regionali di sviluppo e coesione territoriale.
Assisi disponibile alla collaborazione istituzionale
L’Amministrazione comunale ha confermato la propria disponibilità a collaborare con Regione Umbria, ANCI, organizzazioni sindacali, istituti di credito e altri soggetti interessati affinché gli obiettivi contenuti nell’accordo possano tradursi in interventi concreti.
Il Comune auspica che dal Protocollo possano derivare iniziative operative, strumenti per seguire l’evoluzione del fenomeno e soluzioni condivise capaci di preservare la presenza dei servizi bancari nei territori e, dove possibile, di rafforzarla.
La disponibilità alla collaborazione viene quindi inserita in una prospettiva che considera l’accessibilità ai servizi finanziari una componente della qualità dei servizi presenti nelle comunità.
Il credito collegato alla tenuta delle comunità locali
Nella posizione espressa dal sindaco Valter Stoppini e dalla Giunta emerge inoltre il rapporto tra accesso al credito e capacità dei territori di mantenere le proprie attività economiche.
La presenza bancaria viene collegata alle esigenze delle persone e delle imprese che operano localmente. Secondo l’Amministrazione, preservare questi servizi significa intervenire anche sulla capacità delle comunità di rimanere attive, competitive e dotate di strumenti adeguati alle esigenze economiche quotidiane.
Il tema interessa pertanto sia i residenti sia il sistema produttivo. In particolare, per le realtà commerciali, artigianali e imprenditoriali, il rapporto con gli istituti di credito continua a rappresentare una componente dell’attività economica.
Il Protocollo come punto di partenza per nuove iniziative
Il sostegno espresso dal Comune di Assisi guarda ora alla fase successiva alla sottoscrizione dell’accordo. L’Amministrazione considera infatti necessario che il Protocollo produca strumenti di monitoraggio e iniziative condivise, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni, delle rappresentanze territoriali, delle organizzazioni sindacali e degli istituti bancari.
L’obiettivo indicato è preservare l’accessibilità ai servizi nei territori interessati dal progressivo arretramento della rete bancaria e individuare, dove possibile, modalità per rafforzarne la presenza.
La situazione dei circa 53.000 umbri residenti in Comuni senza sportelli bancari rappresenta il dato attorno al quale si sviluppa l’iniziativa. Per il Comune di Assisi, il contrasto alla desertificazione bancaria deve quindi entrare stabilmente nelle politiche rivolte allo sviluppo e alla coesione territoriale dell’Umbria.
In questa prospettiva, il credito viene considerato non soltanto un servizio economico, ma anche un presidio legato alla vita delle comunità, alla tutela delle persone e alla capacità delle imprese di continuare a operare nei rispettivi territori.

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