Special edition nel segno della vita al Cortile di Assisi
📌 FLASH NEWS – Cortile di Francesco 2026 chiude ad Assisi una special edition nel segno della vita, tra conferenze sul benessere integrale, arte contemporanea, tappeti floreali e cortei musicali dedicati a San Francesco, con una partecipazione corale di istituzioni, artisti e cittadini
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Assisi, 21 09 2026 – Il Cortile di Francesco 2026 ha chiuso ad Assisi una edizione straordinaria, costruita attorno al tema della vita nella sua dimensione più ampia, come riporta il comunicato di fra Giulio Cesareo, OFMConv, Direttore Ufficio Comunicazione del Sacro Convento di San Francesco. La giornata conclusiva, svoltasi domenica 20 settembre, ha intrecciato riflessione, arte, musica e spiritualità, trasformando la Basilica di San Francesco e il Sacro Convento in un vero laboratorio di dialogo tra fede e cultura. Il filo conduttore è stato il benessere integrale, declinato attraverso salute, movimento, relazioni, alimentazione e cura del creato, in una prospettiva che ha voluto tenere insieme corpo, mente e spirito.
Il progetto, promosso dal Sacro Convento di Assisi, ha proposto una special edition dal titolo “Una bella notizia”, con l’obiettivo di restituire al pubblico l’attualità del messaggio di San Francesco d’Assisi. Nel corso della giornata finale, il programma ha alternato conferenze, momenti di confronto istituzionale, inaugurazioni artistiche e un grande corteo musicale, coinvolgendo studiosi, amministratori, artisti, pellegrini e cittadini. La partecipazione, sia in presenza sia in streaming, ha confermato il ruolo del Cortile di Francesco come luogo privilegiato di incontro tra mondi diversi, uniti dalla ricerca di senso e dalla volontà di costruire una cultura della fraternità.
La mattinata si è aperta in Sala Cimabue con la conferenza inaugurale del festival Assisi 4 Life, intitolata “Stare bene: un diritto ma anche un dovere”. Al tavolo si sono alternati Massimo Mercati, Giulio Cesareo, Fabio Brescacin e Paolo Luzzi, chiamati a riflettere sul significato contemporaneo del benessere. Il confronto ha proposto uno sguardo olistico, in cui la salute non è ridotta a dimensione clinica, ma è letta come risultato di relazioni sane, alimentazione consapevole, movimento regolare e vita interiore curata. Nel corso dell’incontro, è emersa l’idea che il benessere non sia solo un obiettivo individuale, ma anche una responsabilità condivisa. I relatori hanno sottolineato come le scelte quotidiane, dalla qualità del cibo alla gestione del tempo, incidano profondamente sulla salute personale e collettiva. Il festival Assisi 4 Life, lanciato in questo contesto, si inserisce così nel solco del Cortile di Francesco, proponendo percorsi di riflessione e pratiche concrete per promuovere uno stile di vita più equilibrato, in dialogo con la tradizione francescana della sobrietà e della cura della persona. A seguire, alle 11.30, la giornata è proseguita con il convegno “Dall’intuizione all’istituzione – Le istituzioni locali a servizio del ben-essere integrale”. In Sala Cimabue si sono confrontate Veronica Cavallucci, Simona Meloni, Stefania Proietti e Lucia Filippucci, con la moderazione di Fabiola Gentili. Il dibattito ha spostato l’attenzione dal piano teorico a quello operativo, interrogandosi su come tradurre l’idea di benessere integrale in politiche pubbliche, servizi e progetti concreti.
Le amministratrici e le rappresentanti delle istituzioni hanno evidenziato il ruolo strategico degli enti locali nel costruire contesti favorevoli alla salute e alla qualità della vita, in particolare per le giovani generazioni. È stata richiamata l’importanza di un’alleanza tra politica, cittadini e terzo settore, capace di mettere in rete competenze e risorse. In questo quadro, il Cortile di Francesco si conferma piattaforma di dialogo dove istituzioni e società civile possono confrontarsi su modelli di sviluppo più attenti alla persona, alla comunità e all’ambiente. Nel primo pomeriggio, alle 14.45, il Chiostro dei Morti del Sacro Convento ha ospitato l’inaugurazione di “Incanto”, installazione artistica realizzata da giovani designer guidati da Maddalena Vantaggi ed Elisabetta Furin. L’opera, ispirata al Cantico delle Creature, ha trasformato lo spazio in un percorso immersivo, fatto di schermature geometrico-cromatiche dedicate agli elementi della natura: sole, luna, stelle, vento, acqua, fuoco e terra.
Il progetto ha messo in dialogo tradizione francescana e linguaggi del design contemporaneo, offrendo ai visitatori un’esperienza di contemplazione attiva. Attraverso forme e colori, “Incanto” ha invitato a sostare, a rallentare il passo, a riconoscere la bellezza del creato come luogo di relazione tra umano e ambiente. La scelta del Chiostro dei Morti, carico di storia e memoria, ha accentuato il contrasto armonico tra antico e nuovo, sottolineando come la spiritualità francescana continui a generare espressioni artistiche capaci di parlare alle sensibilità di oggi.
Alle 15.45, la Piazza Inferiore di San Francesco è diventata teatro di un altro momento simbolico: lo svelamento del tappeto floreale “Una bella notizia”, realizzato dai Maestri Infioratori di Spello al termine di un workshop dedicato. L’opera, costruita con petali e materiali naturali, ha raffigurato un San Francesco trasformato in albero centenario, le cui fronde si aprono in case, segno di fraternità e accoglienza. Il tappeto ha tradotto in immagine l’icona del Cortile di Francesco 2026, proponendo una lettura visiva del Santo come radice di una comunità che si riconosce nella cura reciproca e nella custodia del creato. La composizione floreale, frutto di un lavoro collettivo, ha ribadito il valore della bellezza condivisa come linguaggio universale, capace di unire generazioni e provenienze diverse. La Piazza Inferiore, cuore pulsante del complesso francescano, si è così trasformata in un grande quadro effimero, destinato a restare nella memoria dei partecipanti come segno di armonia tra arte, fede e territorio.
Nel tardo pomeriggio, alle 16.00, la Sala Stampa del Sacro Convento ha ospitato la tavola rotonda “Dio non è morto – Religione e spiritualità in un contesto secolare e a tratti individualista”. Al confronto hanno preso parte Matteo Matzuzzi, Rita Bichi, Emanuele Rimoli e Valentina Antonelli. A partire dalla ricerca e dalla pubblicazione del vaticanista de “Il Foglio”, il dibattito ha analizzato il ritorno della domanda religiosa nello spazio pubblico, in una società segnata da pluralismo e frammentazione. Gli interventi hanno evidenziato come, nonostante processi di secolarizzazione, la spiritualità continui a emergere in forme nuove, spesso fuori dai confini tradizionali delle istituzioni religiose. Il Cortile di Francesco, in questo scenario, si propone come luogo di incontro tra cultura e fede, dove credenti e non credenti possono confrontarsi su temi sensibili, tra luci e ombre, speranze e rischi. La tavola rotonda ha sottolineato la necessità di un dialogo rispettoso, capace di riconoscere la dignità delle diverse posizioni e di evitare contrapposizioni sterili, in linea con lo stile francescano della fraternità.
Alle 18.00, la Sala Cimabue è tornata ad essere spazio di riflessione con la lectio “Custodire la vita, abitare il tempo. Cosa significa vivere a lungo?”, affidata al medico epidemiologo Franco Berrino, in dialogo con l’ex atleta Diletta Bigini. L’incontro ha affrontato il tema della longevità non come semplice aumento degli anni, ma come vocazione alla pienezza, in cui la qualità di ogni giorno diventa centrale. Nel corso della lectio, sono stati richiamati elementi chiave di uno stile di vita orientato alla salute: alimentazione consapevole, sobrietà, gratitudine e dimensione spirituale. Berrino ha evidenziato come la cura del corpo e quella dell’anima siano profondamente intrecciate, e come la capacità di “abitare il tempo” dipenda dalla scelta di vivere con attenzione, evitando sprechi e eccessi. Il dialogo con Diletta Bigini ha portato l’esperienza dello sport come metafora di disciplina e ascolto di sé, in sintonia con la prospettiva del Cortile di Francesco, che vede nella custodia della vita un compito personale e comunitario.
La giornata si è chiusa nel segno della musica e del canto. Alle 18.45, da via della Rocca, è partito il corteo canoro “Sia laudato san Francesco”, che ha attraversato i vicoli del centro storico di Assisi, toccando i luoghi legati alla nascita del Francescanesimo. Il percorso è stato accompagnato dalle Laudi eseguite dai cantori e musicisti dell’Accademia Resonars, dell’Anonima Frottolisti, dell’Associazione Ritmi e dell’Associazione Arcum. Il cammino si è raccolto, alle 20.15, nella chiesa Superiore della Basilica di San Francesco, dove si è tenuto il concerto conclusivo “Sia laudato san Francesco (atto II)”. In questo contesto, devozione popolare, repertorio gregoriano e polifonia sacra si sono fusi in un unico canto corale, trasformando la musica in preghiera condivisa. La partecipazione è stata ampia: musicisti del territorio e persone comuni hanno dato vita a un autentico atto corale, nel quale l’armonia ha celebrato la figura di San Francesco come spazio di relazioni, fraternità e collaborazione. Il Santo, a ottocento anni dalla morte, è apparso ancora una volta come riferimento vivo per chi cerca percorsi di pace e di comunione.
Al termine della special edition, fra Giulio Cesareo, OFMConv, ha sintetizzato il senso dell’esperienza vissuta. Il religioso ha definito il Cortile di Francesco – Una bella notizia – come una vera celebrazione della vita, dell’amicizia e di un pensare condiviso e rispettoso. San Francesco è stato indicato come ispiratore e sorgente di questa visione, che non si limita al ricordo, ma diventa cultura viva, capace di germogliare nel presente. Fra Giulio Cesareo ha sottolineato come il Cortile di Francesco rappresenti una visione condivisa tra credenti e non credenti, fondata sulla collaborazione e non sulla competizione, e centrata sul valore e sulla dignità della persona umana. Le manifestazioni culturali promosse dal progetto sono state descritte come espressioni di cura, responsabilità e armonia, in linea con l’eredità del Povero di Assisi. In questo quadro, la special edition 2026 ha confermato il ruolo del Cortile come spazio in cui la spiritualità francescana si traduce in iniziative concrete, capaci di parlare alle nuove generazioni.
Il Cortile di Francesco è un progetto culturale e spirituale promosso dal Sacro Convento di Assisi, che ogni anno raccoglie studiosi, artisti, testimoni e pellegrini attorno alla figura e al messaggio di San Francesco d’Assisi. Attraverso convegni, momenti di preghiera, arte e musica, l’iniziativa promuove il dialogo, la pace e la cura del creato, custodendo viva l’eredità della fraternità francescana. L’edizione 2026 ha potuto contare su un ampio sistema di media partnership e collaborazioni culturali, che ha rafforzato la diffusione dei contenuti e la partecipazione. Tra i partner mediatici figurano i Media Vaticani, Rai con il Patrocinio di Rai Umbria, il quotidiano “Avvenire” e il settimanale delle diocesi umbre “La Voce”, con Rai Cultura come Content Partner. La manifestazione ha goduto del patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi, presieduto dal poeta Davide Rondoni.
Accanto ai media, numerose realtà culturali e associative hanno contribuito alla riuscita dell’evento: il Festival dei cammini di Francesco, Suoni Controvento, Eco Sanfra, la Fondazione don Tonino Bello, le Infiorate di Spello, il Polisophia Hub, Assisi 4 Life, Confindustria Umbria, l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, l’Unione della Stampa Cattolica Italiana – UCSI Umbria e il Piccolo Teatro degli Instabili. Tra i sostenitori, si segnalano la Regione Umbria, il Comune di Assisi e diversi partner privati, insieme al partner tecnologico Fibra Web e al vettore ufficiale Regionale FS. Questo tessuto di alleanze istituzionali e territoriali conferma il Cortile di Francesco come piattaforma condivisa, capace di mettere in rete mondi diversi attorno alla figura del Santo e al suo messaggio di pace, fraternità e cura della vita.

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