Due intitolazioni ad Assisi, presente il capo della Polizia Lamberto Giannini

 
Chiama o scrivi in redazione


Due intitolazioni ad Assisi, presente il capo della Polizia Lamberto Giannini

Due intitolazioni ad Assisi, presente il capo della Polizia Lamberto Giannini. Assisi ha intitolato due piazze agli agenti vittime delle stragi di via D’Amelio e Capaci e all’assistente della polizia di Stato Luca Benincasa, ucciso sul raccordo Perugia-Bettolle da rapinatori in fuga, nel marzo 2002. Sono nella frazione di Palazzo e a Santa Maria degli Angeli.

L’evento è stato presieduto dal Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Lamberto Giannini. Oltre al Sindaco di Assisi, Stefania Proietti, anche anche il Prefetto della Provincia di Perugia, Armando Gradone, il Questore, Giuseppe Bellassai, il Vescovo della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno, Monsignor Domenico Sorrentino, i parenti delle vittime delle stragi di Via D’Amelio e di Capaci, i parenti dell’Assistente della Polizia di Stato, Luca Benincasa e le altre Autorità civili, militari e religiose.

Con questo gesto l’Amministrazione comunale di Assisi intende ricordare il sacrificio dei nove agenti della Polizia di Stato che sacrificarono la loro vita con passione e senso di giustizia per lo Stato, ponendo le basi per la diffusione di una nuova cultura della legalità, giunta fino ai giorni nostri. I caduti: Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina e Luca Benincasa sono stati tutti insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Civile per aver assolto il proprio compito con assoluta dedizione al dovere pur consapevoli dei gravi rischi a cui si esponevano.

“Sono sopraffatto – ha detto Giannini – dalle emozioni di chi ha sentito sulla propria carne queste tragedie. Voglio esprimere gratitudine per tutti coloro che hanno perso la vita facendo il proprio dovere e per Assisi, luogo simbolo per tutto il mondo, che ha voluto onorarle e ricordarle. La città ha fatto anche qualcosa di più, ha consentito a questi colleghi che hanno dato il massimo di consentire di continuare il loro servizio in termini di esempio. Queste targhe e queste piazze non sono delle semplici scritte ma un monito, per i giovani e per chi magari non conosce quanto successo e magari si incuriosiscono e cominciano ad apprenderle. Capisce così così quanto quale sia il sacrificio di chi dedica la vita allo Stato e alla cittadinanza”. Il questore di Perugia, Giuseppe Bellassai, ha sottolineato “il sacrificio di queste persone per dare agli altri una vita migliore e una società fondata sui valori della democrazia”. “Noi che siamo la politica – ha detto il sindaco di Assisi, Stefania Proietti – abbiamo il dovere di riconoscere la mafia che ora si nasconde tra i colletti bianchi e tra i sorrisi. Perché non usa più le armi ma i soldi”.



 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*