Nessuno tocchi il ricordo di Norma Cossetto, l’ANPI si vergogni delle sue affermazioni!

 
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Nessuno tocchi il ricordo di Norma Cossetto, l’ANPI si vergogni delle sue affermazioni!

Le parole dell’ANPI Valle Umbra Nord, sono semplicemente vergognose! In particolare quello che fa sorgere un sentimento di netta condanna, è la definizione ingiuriosa che i rappresentanti territoriali dell’ANPI hanno riservato per Norma Cossetto: “presunta martire delle foibe”. Questo termine, oltre ad essere offensivo e inqualificabile, è una vera e propria provocazione ai danni della memoria di Norma Cossetto, insignita della Medaglia d’oro al merito civile alla memoria.

Ma di questi atteggiamenti, come sezione assisana del Comitato 10 Febbraio, non siamo per nulla stupiti. Già a febbraio di quest’anno una sezione dell’ANPI nel sud Italia, era finita sotto i riflettori giornalistici per l’identica squallida definizione di “presunta martire delle foibe” verso Norma Cossetto, provocando un moto d’indignazione su tutto il territorio nazionale e la richiesta di scioglimento di quella sezione dell’ANPI da parte del Senatore Maurizio Gasparri. Per questo non ci stupiamo se anche ad Assisi ci sono dei soggetti che utilizzano tali parole. Non ci stupiamo perché, ripetendosi più volte, supponiamo che questo sia il pensiero di tutto l’ANPI.

Rileviamo soltanto che in una città come Assisi, molto attenta agli ideali di pace e fraternità, avere dei rappresentanti di un’associazione che rilasciano tali dichiarazioni, è una pessima pubblicità. Pertanto noi non sappiamo se richiedere lo scioglimento dell’ANPI Valle Umbra Nord, ma chiediamo a tutte le forze politiche assisane di condannare, senza mezzi termini, queste dichiarazioni. In particolare, chiediamo al Sindaco Stefania Proietti – la quale ha accolto, con nostro grande ringraziamento, la richiesta del Comitato 10 Febbraio di Assisi d’intitolare un parco alla memoria di Norma Cossetto – di prendere le più ampie distanze dalle suddette affermazioni, condannandole senza alcun indugio.

Proprio in argomento di rispetto delle donne e denuncia delle violenze sul genere femminile, buffo è il tentativo dell’ANPI Valle Umbra Nord di condannare prima tutte le violenze per poi asserire che “Norma Cossetto non è il modello che incarna il sacrificio di tantissime donne che ancora oggi sono oggetto di violenza, di discriminazione, di sopraffazione”. Come se una donna rapita, seviziata, stuprata e gettata in una foiba dai partigiani comunisti di Tito, non fosse già esso stesso un modello universale contro qualsiasi violenza e sopruso sulle donne. Si vergogni l’ANPI Valle Umbra Nord di quanto scrive! Ed anche per questo a tutte le forze politiche e alle istituzioni chiediamo la netta condanna unanime!

A chi oggi non approva l’inaugurazione del “Parco Norma Cossetto”, riportiamo una toccante dichiarazione di Diana Cossetto in merito alla cugina Norma: “Norma ha subito un martirio, non ci sono altre parole per definirlo. E non è stata la sola: ci sono state le esecuzioni senza processo, gli annegamenti, le fucilazioni, gli stupri. Tutto questo contro civili inermi. E quindi lo ribadisco. Norma è stata una martire perché era una ragazza che non aveva fatto del male a nessuno. Era la figlia del podestà fascista, possedeva la tessera Guf come migliaia di studenti che prenderanno poi la tessera del Pci…. Norma non si è genuflessa, non ha accettato di collaborare con i partigiani. Ma non odiava e non aveva mai ferito nemmeno una mosca. Contro di lei è stata fatta una violenza inaudita”.

Queste pessime dichiarazioni per il Comitato 10 Febbraio di Assisi sono solo una spinta ad avanzare di più e con maggiore forza nel ricordo e nel rispetto dei fratelli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia trucidati dai rossi massacratori jugoslavi, costretti a fuggire dalle loro terre e a subire l’odio dei comunisti italiani – come alla stazione di Bologna nel 1947 – e l’indifferenza per quasi sei decenni dello Stato italiano.

dal Comitato 10 Febbraio di Assisi

1 Commento

  1. Seguo il vostro sito perché la famiglia di mio padre è di Zara. Non esuli perché nel ’45 vivevano a Udine da anni. Però affezionati alla loro terra. Non erano fascisti! Mio nonno, magistrato ha salvato molte persone in Friuli, partigiani e antifascisti, che lo hanno sempre ricordato. Non nego quello che è successo in Istria e Dalmazia, ma la guerra l’ hanno voluta i fascisti e hanno commesso lì crimini orrendi. Perciò non sono d’ accordo con un polemica unilaterale. E mi allontano dal gruppo!

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