Guasti e allagamenti, chiesti controlli urgenti sulle condotte ora
Emergenza dopo le ripetute rotture della rete idrica
La situazione della rete idrica nel centro storico di Assisi torna al centro del dibattito politico dopo l’ultima rottura di una condotta che ha provocato allagamenti e danni alle attività commerciali. A intervenire è Francesco Fasulo, consigliere di strada, che parla di una criticità strutturale e invita l’amministrazione comunale a intervenire con strumenti straordinari previsti dalla normativa vigente.
Secondo Fasulo, gli episodi registrati negli ultimi tempi non possono più essere considerati semplici inconvenienti tecnici, ma rappresentano un problema che coinvolge la sicurezza dei cittadini, la tutela delle attività economiche e la conservazione del patrimonio storico della città.
L’intervento arriva dopo il cedimento di una condotta principale nella zona di San Pietro, a poca distanza dal campanile della Basilica di San Francesco, dove una copiosa fuoriuscita d’acqua ha provocato pesanti allagamenti. Tra le conseguenze segnalate figurano anche danni a uno storico esercizio commerciale che aveva recentemente completato lavori di ristrutturazione.
Solidarietà ai commercianti e richiesta di responsabilità
Nel suo intervento, Francesco Fasulo esprime vicinanza ai commercianti e ai residenti colpiti dall’ennesimo episodio, sottolineando come numerose persone si siano trovate a dover fronteggiare personalmente i danni provocati dall’acqua.
Il consigliere ritiene però che la sola solidarietà non sia sufficiente e sostiene che il sindaco Stoppini e la Giunta comunale debbano assumersi le responsabilità politiche e amministrative legate alla gestione della rete idrica cittadina.
Secondo Fasulo, il Comune non può limitarsi a richiamare il ruolo operativo del gestore del servizio, ma deve esercitare le proprie funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo previste dalla legislazione nazionale.
Il richiamo al Codice dell’Ambiente
Gran parte del comunicato richiama le disposizioni contenute nel Decreto Legislativo 152 del 2006, il cosiddetto Codice dell’Ambiente.
Fasulo evidenzia che, in base all’articolo 153, le infrastrutture idriche rimangono di proprietà degli enti locali, anche quando la gestione operativa viene affidata in concessione a un gestore del servizio idrico integrato.
Da questo principio il consigliere fa discendere l’obbligo del Comune di vigilare sul corretto stato della rete e sull’attività svolta da Umbra Acque, senza poter considerare concluso il proprio ruolo con l’affidamento della gestione.
Nel documento vengono inoltre richiamati gli articoli 142 e 152 dello stesso decreto, che attribuiscono agli enti competenti funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato, controllo della gestione e verifica delle infrastrutture.
Secondo Fasulo, tali strumenti consentirebbero di pretendere interventi concreti e tempestivi qualora il livello del servizio non risulti adeguato o vi siano situazioni di particolare criticità.
La richiesta di un piano straordinario
Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda la necessità di superare gli interventi di riparazione considerati temporanei.
Fasulo sostiene infatti che sia necessario ottenere dal gestore un programma straordinario di investimenti destinato alla sostituzione delle condotte più deteriorate del centro storico.
Nel comunicato viene inoltre ricordato che le convenzioni di gestione del servizio idrico devono prevedere precisi livelli di efficienza, manutenzione e affidabilità, oltre a eventuali penali e strumenti di intervento in caso di inadempienze.
Per il consigliere, proprio questi strumenti dovrebbero essere utilizzati dall’amministrazione comunale per garantire una soluzione stabile ai continui cedimenti della rete.
Il rischio per il patrimonio storico sotterraneo
Tra gli aspetti evidenziati con maggiore forza figura quello relativo alla tutela del patrimonio storico presente sotto il centro cittadino.
Fasulo ricorda che il sottosuolo di Assisi custodisce strutture, murature e cunicoli risalenti alle epoche romana e medievale, elementi che rendono particolarmente delicato qualsiasi fenomeno di infiltrazione prolungata.
Secondo il consigliere, la presenza continua di acqua nel sottosuolo potrebbe determinare conseguenze sulle fondazioni degli edifici e compromettere nel tempo un patrimonio storico e culturale di particolare valore.
Per questo motivo viene chiesto che il problema venga affrontato non soltanto come emergenza idraulica, ma anche come questione legata alla salvaguardia dei beni culturali.
I poteri del sindaco richiamati nel comunicato
Nel documento vengono richiamati anche gli articoli 50, 54 e 107 del Testo Unico degli Enti Locali.
Fasulo sostiene che il sindaco disponga di specifici poteri per intervenire attraverso ordinanze contingibili e urgenti nei casi in cui risultino compromessi il patrimonio culturale, il territorio o la pubblica incolumità.
Secondo il consigliere, le ripetute rotture delle condotte e i conseguenti allagamenti integrerebbero una situazione tale da giustificare l’attivazione di tali strumenti.
Viene inoltre ricordato che agli organi politici spettano le funzioni di indirizzo e controllo amministrativo, mentre ai dirigenti compete la gestione tecnica degli interventi.
Le richieste rivolte all’amministrazione comunale
Nella parte conclusiva del comunicato Francesco Fasulo formula quattro richieste rivolte direttamente al sindaco Stoppini.
Il consigliere chiede l’attivazione immediata delle verifiche sulle infrastrutture idriche del centro storico, la richiesta a Umbra Acque di un cronoprogramma definitivo per la sostituzione delle tubazioni più obsolete, la valutazione dell’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente per la tutela del patrimonio culturale sotterraneo e l’avvio di controlli tecnici sulle fondazioni e sul sottosuolo della città.
Secondo Fasulo, il quadro normativo attribuisce al Comune responsabilità precise nella vigilanza sulla rete idrica e mette a disposizione strumenti che consentono di intervenire quando siano in gioco la sicurezza pubblica, la tutela del patrimonio storico e la continuità di un servizio essenziale. L’obiettivo indicato dal consigliere è quello di arrivare a interventi strutturali che evitino il ripetersi delle continue rotture che, negli ultimi tempi, hanno interessato il centro storico di Assisi, provocando disagi ai residenti e danni alle attività economiche.

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