Solo e senza lavoro, abbandonato da tutti e fa lo sciopero della fame

 
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Solo e senza lavoro, abbandonato da tutti e fa lo sciopero della fame

Non lavora, vorrebbe farlo, ma nessuno gli dà una possibilità. Non ha soldi e Luigi (nome di fantasia), cittadino di Assisi, da oggi ha iniziato uno sciopero della fame.

Una forma di protesta contro un sistema che va a rotoli, contro una società che se ne infischia di lui, contro una madre che non vuole aiutarlo più e che sparisce per giorni, non rispondendo nemmeno al telefono. Contro una ex fidanzata che gli ha creato solo problemi.

Luigi ha 35 anni, attualmente vive con la mamma, è orfano di padre. In passato ha avuto alcuni problemi di salute che avrebbero spinto la madre ad avviare nel 2012 nei suoi confronti un TSO (trattamento sanitario obbligatorio).

Il suo conto corrente è bloccato. Luigi può prelevare solo 300 euro ogni 14 di ogni mese, ma i soldi finiscono subito. Ora chiede aiuto, è disperato: “Io non ce la faccio ad andare avanti in questo modo – ha detto -, questa situazione non mi sta bene più. Io non so come fare”.

Oggi ha deciso di non mangiare più: “Lo faccio fino a quando non si sblocca la situazione”. Luigi non vorrebbe più blocco sul suo conto corrente. Quei soldi non gli bastano per andare avanti e la situazione peggiora ogni giorno sempre di più.

“La cosa che fa più male – ha detto Luigi – è che tutti mi ridono in faccia quando vado chiedere aiuto o si rifiutano di incontrarmi. Ho chiesto aiuto anche alle Forze dell’Ordine, ma il comandante non mi ha mai ricevuto. Con i servizi sociali di Assisi è meglio lasciar perdere, ho provato, ma niente”.

Luigi ha necessità di lavorare, sa fare poche cose, ma quelle poche le sa fare bene, ma soprattutto è affidabile, volenteroso e porta al termine con impegno tutto quello che gli viene chiesto di fare. Vorrebbe fare il magazziniere, il volantinaggio, ma anche il giardiniere, traslochi, piccoli lavoretti, insomma, che potrebbero dargli una mano e ad andare avanti senza che nessuno calpesti la sua dignità.

Luigi è arrabbiato con la società: “I migranti li aiutano, ma a me nessuno mi dà una mano. Perché tutto questo? Loro hanno di tutto e io non sono nemmeno ascoltato da chi dovrebbe darmi una mano”.

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