Terzetti, che il Predicatore agli uccelli di Paladino sia postulatore

 
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Terzetti, che il Predicatore agli uccelli di Paladino sia postulatore

da Maurizio Terzetti
Collocato a ridosso del muro della Selva, anche il San Francesco che predica agli uccelli di Paladino attende stamattina di entrare nella sua gabbia di legno per essere rimosso per sempre dal parterre espositivo del Cortile.

Forse partirà per ultimo, dopo la schiera di statue del medesimo autore che, per l’occasione, hanno svolto il ruolo di Testimoni del messaggio di accoglienza che i Frati hanno voluto ribadire, anche contro ogni favorevole cambio di governo, nei giorni scorsi.

L’interesse, molto discutibile, è stato fatto piovere sui Testimoni, con un retrogusto che sa di provocazione per via del muretto al quale sono stati addossati, mentre la Predica agli uccelli è passata quasi in secondo piano.

E, invece, era proprio quella statua ad avere i significati più semplici e più propri del tema francescano dell’umiltà e del contatto angelico col Creato.

Come tale, l’avremmo vista bene, io e alcuni amici, fra i quali Mario Bellini, in qualche parte del Prato, stabile richiamo alla ripresa di confidenza, da parte della Città, col luogo dirimpetto alla Basilica che, ad esempio, la statua del Cavaliere non riesce affatto a dare.

Così non è stato.

E, allora, ci sia concesso almeno di erigere il Predicatore agli uccelli di Paladino a postulatore di una causa giusta e buona, l’unica che ci è rimasta di perorare sull’ineffabile spazio della Piazza superiore.

La perorazione, su per giù, potrebbe essere:
“Illumina tu, Francesco che hai predicato agli uccelli, le menti di coloro che possono decidere per quattro panchine da addossare al muro della Selva sulle quali far sedere i visitatori, a risarcimento di un muretto ora sì pericoloso e di un Prato più che mai vietato”.

31 Commenti

  1. La canzone non parte, questo è il testo.
    Cantiamo insieme Tiritera cantata da Sandra Mondaini
    Ritornello:
    Tiri tiri tiri
    tiri tiritera
    tera tera
    tiri tiri tiri
    tiri tiri tiritera

    Sciogli, sciogli, sciogli,
    sciogliti la lingua
    perché lunga, lunga, lunga,
    tanto lunga questa tiritera.

    In un piatto cupo
    poco pepe cape
    e se non ci cape
    che succederà?
    Togli un po’ di pepe
    da quel piatto cupo
    e vedrai che il pepe
    poi ci caperà!

    In un piatto cupo
    poco pepe cape
    e se non ci cape
    che succederà?
    Togli un po’ di pepe
    da quel piatto cupo
    e vedrai che il pepe
    poi ci caperà!

    Ritornello:
    Tiri tiri tiri
    tiri tiritera
    tera tera
    tiri tiri tiri
    tiri tiri tiritera

    Sopra la panca
    la capra campa;
    sopra la panca
    la capra campa;
    sotto la panca
    la capra crepa;
    sotto la panca
    la capra crepa.
    Sopra ti campa,
    sopra ti campa
    e sotto creperà!

    Sopra la panca
    la capra campa;
    sotto la panca
    la capra crepa.
    Sopra ti campa,
    sopra ti campa
    e sotto creperà!

    Sciogli, sciogli, sciogli,
    sciogliti la lingua
    perché lunga, lunga, lunga,
    tanto lunga questa tiritera.

    Sei o sette fette,
    fette di pan fresco
    nelle strette tasche
    tutte ci staran?
    Ma se quelle fette
    sono ventisette
    chi lo sa se tutte
    quante ci entreran?

    Sei o sette fette
    fette di pan fresco
    nelle strette tasche
    tutte ci staran?
    Ma se quelle fette
    sono ventisette
    chi lo sa se tutte
    quante ci entreran?

    Ritornello:
    Tiri tiri tiri
    tiri tiritera
    tera tera
    tiri tiri tiri
    tiri tiri tiritera

    Sciogli, sciogli, sciogli,
    sciogliti la lingua
    perché lunga, lunga, lunga,
    tanto lunga questa tiritera.

    Trentatre trentini al trotto
    trotterellando a Trento van;
    Trotterellando, trotterellando
    a Trento arriveran.

    Trentatre trentini al trotto
    trotterellando a Trento van;
    Trotterellando, trotterellando
    a Trento arriveran.

    • L’allocco non ha anima
      la perde ogni giorno
      per pagarsi il biglietto di andata
      ed al ritorno
      non c’è nessuna che lo aspetta
      L’allocco non ha capito
      ne’ mai capirà
      dove va il mare
      e il vento
      e non si tufferà
      ha paura delle onde e delle barche a vela
      Ed in giro ci sono uomini
      che fanno i padroni
      che maltrattano le donne
      da finti buoni
      e che le fanno soffrire
      ma sono amati dalle donne
      e sono uomini veri
      e sono uomini duri
      Ed in giro ci sono uomini
      che fanno i gentili
      che amano veramente
      col cuore e con la mente
      le donne tutte quante
      e fanno regali
      e fanno complimenti
      ma non sono amati dalle donne
      e sono uomini buoni
      e sono uomini fessi
      e sono tutti allocchi
      Ed in giro ci sono vere donne
      neanche tanto rare
      che cercano l’uomo ideale
      che ami veramente
      col cuore e con la mente
      con l’anima e col sesso
      di passione e sentimenti ricco
      quello che tu chiami…
      …allocco

        • “Il barbagianni immobile sul filo
          scruta la notte senza luna –
          cerca arvicole,
          che oggi sia San Lorenzo
          neppure lo sa: se una stella cade
          nel cielo di nord-est i grandi occhi
          ne registreranno il rapido volo.
          Non sa dei desideri che mi vagano
          nel cuore mentre resto alla finestra
          con il naso all’insù, non sa di te”.

          Un animale bellissimo, denigrato da chi si sente al di sopra di tutti.
          Dopo le sicumere sul muro, è difficile soffermarsi sulla vera bellezza del Creato. L’illusione di essere dotti è del tutto soggettiva, spararla in ogni dove è pura superbia.

          Il barbagianni, magnifico re bianco della notte.
          barbagianni, splendido rapace notturno che condivide con i felini alcuni tratti fondamentali.
          Il barbagianni (Tyto Alba) è un meraviglioso rapace dal caratteristico piumaggio pallido, dal volo silenziosissimo e oscillante e dal tipico “disco facciale” a forma di cuore: il suo aspetto è inconfondibile e parte integrante del suo fascino. Vive in aperta campagna, ai margini di boschi e in ambienti rurali, ma anche in giardini cittadini sufficientemente tranquilli; nidifica in tronchi cavi, fienili, campanili, rovine e costruzioni antiche: anche questo va a comporre l’immagine di una creatura misteriosa e affascinante, capace di vivere – silenziosamente – ai margini dell’ambiente umano. E’ un superpredatore notturno e crepuscolare, in grado di cacciare anche una ventina di topi a notte, specie se ha da sfamare una prole. Fa un verso particolarmente acuto e stridulo, non molto piacevole da sentirsi, talvolta inquietante.
          La sua spiccata attitudine predatoria ne fa un animale molto utile per l’uomo, specie in ambito agricolo: i barbagianni si nutrono di piccoli roditori, come topi, talpe e ratti, e quotidianamente hanno bisogno di mangiare indicativamente tre topi a testa. Proprio questa sua “utilità” ne fa un animale generalmente benvoluto dai contadini, che in certi casi ne incoraggiano la presenza predisponendo appositi nidi sul fianco dei fienili. Ma la storia del barbagianni è costellata anche da note negative, un pò come per il gatto nero: il suo aspetto vagamente spettrale, abbinato alle sue abitudini notturne e alla sua capacità di volare senza fare alcun rumore, comparendo all’improvviso nella notte, hanno fatto sì che fosse visto come portatore di sfortuna, vera e propria presenza maligna o fantasma dal quale difendersi.
          A dispetto di queste dicerie, come sempre frutto di una certa ignoranza, per fortuna il barbagianni ha dalla sua una bellezza e un’eleganza che danno una dimostrazione stupefacente di questa meraviglia della Natura.

          • Bravo, adesso che l’ha trovata, può anche andare a nanna. Non è mica un barbagianni, lei!

      • Sei uno sciocchino imbarazzante, un rompipalle che non apporta nulla alle discussioni solo intralci e seccature. Ma quanti anni hai 13?

        • Le vostre non sono discussioni, ma solo monologhi fini a se stessi, come dire “fate la festa e ve la godete”, sperando che qualcuno ci caschi.
          P.S. io non ci casco, ma mi diverto e il mio divertimento è alimentato dalla pochezza degli interventi, tutti a senso unico, come lo sono la maggioranza delle fake news.

  2. Bravo Maurizio; dico anche che il Comune ha il DOVERE di distribuire opere d’arte dove può senza mai venir meno a criteri di qualità. Questa volta, cari amministratori, avete perso una grande occasione quella di poter acquisire un’opera d’arte (la predica agli uccelli di Mimmo Paladino) di livello assoluto…”aripazieza”. Sono convinto che tra qualche mese, quando inizierà la campagna elettorale riecheggerà il tormentone “noi siamo vicini ai cittadini” ecc. Per adesso complimenti vivissimi.

  3. Non mi è possibile andare a scuola, l’ho fatto per 42 anni e sono tranquillamente in pensione. Mi diverto a mettere in risalto le critiche strumentali, le quali hanno come solo obiettivo di denigrare tutto e tutti e al contempo non propongono nulla, facile fare i “signor no”. C’è chi lo fa per una possibile visibilità futura, come se, questo giovi per un eventuale schieramento politico. Altri lo fanno per rancore di non essere stati presi in considerazione nella composizione del Civico consesso e per questo sparano su ogni cosa. Per questo, rimane difficile apprezzare o condivedere queste sicutere, sono vuote e ripetute più volte in ogni spazio, divengono ossessive, ma solo per chi le scrive. La politica, quella vera e seria, è fatta di altre componenti, la gente non è così credulona come si vuol far credere.

    • Strano i pensieri sembravano quelli di un bambino che copia su Wikipedia. Mi associo comunque a Terzetti nell’ignorarti.

  4. E, anche stavolta, il guastatore concretezza ha fatto in modo tale da sviare l’attenzione dal problema, che rimane la semplice richiesta di quattro panchine addossate al muro della Selva. E’ chiaro che il muro è più pericoloso di prima e che il Prato è più che mai inaccessibile. L’unico spazio per far sedere la gente in Piazza è il muro della Selva. Tutto qui. Se poi concretezza ha proposte più concrete di questa, farebbe bene a confrontarsi, altrimenti è giocoforza che parla schierato con i frati e, politicamente, sembra schierato con la maggioranza. Non si espone con nome e cognome, e questo ci può stare, ma rifiutarsi di esporre le cose come stanno, questa è davvero manipolazione. IN ogni caso, ho deciso che non le risponderò più, perché qui di malafede ce n’è a quintali. Non mancherò di prendere posizione su molte cose della mia città, ma non mi confronterò più con lei, a meno che lei non abbandoni il nome di comodo.

  5. Lo abbandonerò quando i “sotuttoio” abbandoneranno i loro nickname.
    Caro camillo benso, mai conte, non mi sembra che i vostri interventi siano molto spontanei nella loro monotonia, anzi, la ripetitiva sistematicità, li colloca tra ciò che viene definito logorroico e saccente. Comunque, per questa puntata, termino qui, vado a nanna.
    P.S. ma poi mi desto.

  6. Vero. C’è chi si spaccia per grande predicatore e si autocolloca molte spanne sopra a tutti, per poi ritrovarsi a battibeccare con noi comuni mortali su cose banali, non riuscendo a scorgere il pericoloso percorso intrapreso, fatto di niente, come il niente e l’inutile che lo aveva generato. Io non ci dormirei la notte.

    • E perché, non cerco visibilità e nemmeno adepti, la libertà di parola è sacrosanta e non sarà mai che quattro gatti o sotuttoio, riusciranno a fermare chiunque voglia dire la sua. Poi leggendo gli interventi, compreso il tuo, trovo ancora più stimolo nell’intervenire.

  7. Caro Maurizio Terzetti, non ti conosco ma secondo me una maggiore sintesi per dire che mancano quattro panche era cosa buona e giusta. Poi certo, Concretezza, invece di chiederti di essere più chiaro se ne esce con le filastrocche (sì, sto interpretando il pensiero di Concretezza e gli sto dando ragione nel merito). Di solito questo atteggiamento è tipico dei troll o degli hater che invece di scrivere nel merito la mandano in caciara, è una tecnica.

    • Grazie della giusta interpretazione del concetto, purtroppo, la discussione è scesa molto di tono, sopratutto da chi, per un atteggiamento vanesio, è sceso a livelli concettuali molto bassi, come capita spesso al comune mortale che, a quanto ho capito, non è il suo regno. Non sono un hacker e nemmeno un troll, ma soltanto uno dei tanti lettori del blog e qualche volta decido di intervenire, moltissimi altri non lo fanno, anche questa è libertà. Saluti.

    • Caro Allen, hai ragione e la replica di concretezza lo dimostra ancora di più.
      E’ vero, sono abituato a fare cornici ai discorsi che possono essere appigli per i guastatori o per chi vuole mandarla in caciara.
      La mia proposta voleva essere giusto quella di quattro panche.
      Il muretto divenuto più pericoloso di prima e il Prato sigillato, così come le statue di Paladino, li lascio per altre occasioni.
      Grazie.

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