Un turista ad Assisi, breve storia di un ragazzo in sedia a rotelle

 
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Un turista ad Assisi, breve storia di un ragazzo in sedia a rotelle

Un turista ad Assisi, breve storia di un ragazzo in sedia a rotelle

da Luca Ciccarelli da Sulmona
“Breve storia”. Arrivo ad Assisi, entro nel parcheggio “Porta nuova” vengo mandato via perché “sempre facendo presente di essere disabile su sedia a rotelle” l’addetto al parcheggio riteneva “ci fossero troppi camper” in realtà ve ne erano solo 6 con 3 autobus e una ventina di auto, il piazzale quasi vuoto; chiamo i vigili urbani, grazie alla gentilezza di una vigilessa torno nel parcheggio insieme ai miei due amici e mia moglie e parcheggiamo. Scendo dal mezzo, guardo in alto e vedo scale mobili chiuse, che non avrei potuto prendere con la carrozzina, ma mi chiedo come fanno gli anziani a salire i gradini accanto alle scale mobili chiuse?

Vedo che c’è un ascensore ma porta solo al piano interrato del parcheggio! Allora noto il simbolo percorso disabili, una salita ripida da infarto si sono alternati in due per aiutarmi, per arrivare alla Basilica un calvario, nessuna navetta, neanche di piccole dimensioni, per avere un aiuto, chiedo assistenza… La mia accompagnatrice era stanca, io avevo le mani scottate per scendere le discese che ho dovuto percorre a zig-zag.

Nel chiedere assistenza mi sento dire che non c’era nulla e che al limite avrebbero potuto mandarmi un taxi, beh il taxi potevo chiamarlo solo. Assisi dovrebbe essere “abile” soprattutto per chi abile lo è diversamente.

Ci sono luoghi dove vai e pensi ci tornerò, io andando via ho pensato che non potrò tornarci mai più perché è impossibile visitare un luogo bello per me che sto sulla sedia a rotelle.
Scusate lo sfogo ma sono distrutto e deluso. Spero che nel prossimo futuro si possa pensare anche a chi come me ha difficoltà. Magari mettendo a disposizione un mezzo di piccole dimensioni per il trasporto dei disabili.

A nome di tanti diversamente abili vorrei L’Assisi del futuro, dal parcheggio Porta Nuova cè una pendenza “”nera””, e anche x raggiungere i vari luoghi di culto è un impresa difficile, basta poco per agevolare le categorie più deboli….

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