Earth Hour, Assisi spegne le sue luci per un’ora

 
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Earth Hour, Assisi spegne le sue luci per un'ora

Earth Hour, Assisi spegne le sue luci per un’ora

Il Comune di Assisi e i frati della Basilica di San Francesco aderiscono a ‘Earth Hour’ spegnendo per un’ora le luci a due monumenti simbolo della città. Domani sera, 26 marzo, dalle 20.30 verrà interrotta l’illuminazione della Rocca Maggiore e del complesso del Sacro Convento e della Basilica di San Francesco. Un gesto di vicinanza a ‘Earth Hour’ che grazie alla sensibilità di privati, associazioni ed enti pubblici è diventato un evento straordinario che unisce tutti per affrontare insieme la sfida climatica.


Ufficio stampa Comune di Assisi


Eart Hour è la più grande mobilitazione globale del Wwf che, attraverso il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in un momento di raccoglimento globale per la pace, la protezione del clima e per il Pianeta. L’evento, giunto alla quattordicesima edizione, coinvolgerà milioni di persone e migliaia di città in tutto il mondo che spegneranno monumenti simbolo.

«La città di Assisi non può non partecipare a un evento così importante – ha affermato il sindaco Stefania Proietti – proprio in un momento così delicato per il nostro futuro messo a rischio anche dalle guerre che si combattono nel mondo. Spegnere le luci oltre che simboleggiare tutti insieme l’impegno per il cambiamento climatico è anche un modo per lanciare, sempre tutti insieme, un messaggio di pace e solidarietà. Tutti ci dobbiamo impegnare per costruire un futuro sostenibile per le nuove generazioni, un’azione risolve poco, mille miliardi di azioni contano molto». Dal canto suo, il custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni OFMConv, ha osservato come «sia una gioia da parte di tutti noi frati partecipare – nello spirito già del Concilio Vaticano II – ad iniziative della società civile che aiutano tutti a camminare insieme verso un mondo più giusto, più solidale, più unito, nel rispetto della nostra casa comune e delle legittime aspirazioni dei più poveri e delle generazioni future».

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