Infiltrazioni nel portico, Francesco Fasulo: diffida Ater, tempi certi

Infiltrazioni nel portico, Francesco Fasulo: diffida Ater, tempi certi

Verifica entro 48 ore e lavori richiesti entro cinque giorni

📌 FLASH NEWS – Francesco Fasulo diffida ATER Umbria per le infiltrazioni nel portico di via San Francesco 13/E ad Assisi: chiesti sopralluogo entro 48 ore, misure di sicurezza e interventi sulla perdita entro 5 giorni solari dal ricevimento


Il consigliere comunale di opposizione e capogruppo di Forza Italia al Comune di Assisi, Francesco Fasulo, ha inviato una diffida urgente per chiedere interventi sulle infiltrazioni d’acqua presenti nel portico comune di accesso alle abitazioni di edilizia residenziale pubblica di via San Francesco 13/E ad Assisi. L’atto è stato indirizzato ad ATER Umbria, Azienda USL Umbria n. 1 e Comune di Assisi, con richieste precise riguardanti sopralluoghi, messa in sicurezza, individuazione della perdita e successivo ripristino delle parti deteriorate.

La nuova iniziativa arriva dopo una prima richiesta urgente presentata il 27 luglio 2026, un sopralluogo effettuato da ATER Umbria il giorno successivo e una successiva comunicazione dell’ente. La questione riguarda la persistenza di umidità, colature d’acqua e zone bagnate sulla pavimentazione del passaggio utilizzato quotidianamente dai residenti per raggiungere le abitazioni.

Fasulo, dopo aver acquisito anche nuova documentazione fotografica l’11 agosto, ha chiesto che gli interventi annunciati vengano concretamente realizzati. La diffida indica una serie di scadenze: 48 ore per un sopralluogo tecnico aggiornato e per le eventuali misure provvisorie di sicurezza, cinque giorni solari per intervenire sulla causa della perdita o predisporre una soluzione temporanea e tre giorni lavorativi per fornire un riscontro scritto.

La vicenda partita dalle segnalazioni dei residenti

La situazione era stata portata all’attenzione di Francesco Fasulo dagli stessi cittadini residenti nell’edificio. Il consigliere si era quindi recato personalmente nel portico comune per verificare le condizioni segnalate e raccogliere elementi utili alla successiva iniziativa istituzionale.

Il 27 luglio 2026 aveva trasmesso una prima richiesta urgente al sindaco, al segretario generale, agli uffici comunali competenti, alla Polizia Locale, alla Direzione generale di ATER Umbria e all’Ufficio Tecnico-Servizio Manutenzioni.

La documentazione raccolta descriveva fenomeni di infiltrazione o percolazione dell’acqua lungo un pilastro e sulle murature del porticato. Erano inoltre visibili colature verticali, tracce diffuse di umidità, superfici deteriorate e parti della pavimentazione interessate dalla presenza di acqua.

Uno degli aspetti evidenziati riguardava proprio il piano di calpestio. La pavimentazione bagnata, secondo quanto rappresentato nella segnalazione, poteva costituire una condizione di potenziale pericolo per chi attraversa il portico, con particolare attenzione alle persone anziane, ai bambini e a chi presenta una ridotta capacità motoria.

La questione non riguardava quindi soltanto il deterioramento delle superfici. La presenza persistente di acqua veniva collegata anche alla necessità di garantire condizioni adeguate di sicurezza e fruibilità del passaggio comune.

Le prime richieste per individuare la causa

Con l’istanza del 27 luglio, Francesco Fasulo aveva chiesto innanzitutto un sopralluogo tecnico immediato per accertare l’origine delle infiltrazioni.

Tra le possibilità da verificare erano state indicate la rete idrica, le tubazioni di scarico, le coperture, le gronde, i pluviali, gli impianti e le altre parti comuni dell’edificio che avrebbero potuto determinare la fuoriuscita o il passaggio dell’acqua.

La richiesta comprendeva anche l’adozione degli interventi necessari per eliminare la causa delle infiltrazioni, la messa in sicurezza dell’area e la rimozione degli eventuali ristagni.

Una volta individuato e risolto il problema, veniva inoltre richiesto il ripristino delle murature, degli intonaci, delle superfici e della pavimentazione eventualmente danneggiata.

Il consigliere aveva sollecitato anche una verifica dello stato di conservazione delle parti interessate dall’umidità e una programmazione degli interventi manutentivi fino alla completa eliminazione delle criticità.

Nella richiesta figurava infine la necessità di ricevere un riscontro scritto con gli esiti delle verifiche, le cause accertate, gli interventi programmati e i relativi tempi di completamento.

L’istanza era stata acquisita al protocollo ATER n. 13990 del 27 luglio 2026 e, il giorno successivo, al protocollo del Comune di Assisi n. 46578.

Il sopralluogo effettuato da ATER Umbria

ATER Umbria ha effettuato un sopralluogo il 28 luglio 2026, il giorno successivo alla prima richiesta urgente.

Con una nota datata 29 luglio, sottoscritta digitalmente dal Settore Pronto Intervento e Patrimonio, ATER aveva comunicato che durante la verifica la problematica risultava circoscritta in corrispondenza di un pilastro del porticato di accesso al fabbricato.

Secondo quanto riportato dall’ente, in quel momento il problema non determinava alterazioni delle condizioni di vivibilità degli alloggi.

La verifica aveva però portato all’individuazione di due possibili cause. Una prima ipotesi riguardava una tubazione di scarico delle acque chiare danneggiata. La seconda prendeva in considerazione una possibile micro-perdita della tubazione di adduzione dell’acqua fredda sanitaria.

L’origine effettiva della fuoriuscita non risultava quindi ancora definitivamente accertata e richiedeva ulteriori indagini tecniche.

L’incarico affidato a una ditta specializzata

Nella comunicazione del 29 luglio, ATER Umbria aveva riferito di avere già affidato a una ditta specializzata l’incarico per svolgere gli approfondimenti necessari.

L’attività avrebbe dovuto consentire di localizzare con precisione l’origine della perdita e procedere successivamente al ripristino dello stato dei luoghi.

L’intervento, secondo quanto comunicato dall’ente, sarebbe stato programmato tenendo conto anche delle altre situazioni di urgenza gestite dal Settore competente.

La nota aveva inoltre identificato il fabbricato interessato con il codice 540010050, qualificandolo come immobile di proprietà dell’Azienda USL Umbria n. 1.

Questo elemento ha introdotto anche il tema della ripartizione delle competenze tra i soggetti interessati. ATER aveva infatti ricevuto la segnalazione, effettuato il sopralluogo e affidato l’incarico per le indagini, mentre la proprietà dell’edificio veniva indicata in capo all’Azienda sanitaria.

Per Francesco Fasulo, l’eventuale distinzione delle responsabilità operative tra ATER Umbria e Azienda USL Umbria n. 1 deve essere chiarita e coordinata senza determinare ritardi negli interventi necessari per individuare e interrompere la perdita.

La nuova segnalazione arrivata l’11 agosto

La vicenda è tornata all’attenzione del consigliere l’11 agosto 2026. I cittadini hanno nuovamente segnalato la situazione, riferendo che, dopo la precedente iniziativa, sarebbe intervenuto un tecnico ATER.

Secondo quanto comunicato dai residenti a Fasulo, sarebbe stato preannunciato l’arrivo di personale incaricato di proseguire le attività. Sempre secondo quanto riferito dai cittadini, tuttavia, fino all’11 agosto non sarebbe stato effettuato un ulteriore intervento operativo.

Le circostanze riferite sono state inserite nella nuova diffida proprio affinché possano essere verificate direttamente dagli enti destinatari.

Nella stessa giornata Francesco Fasulo ha acquisito quattro nuove fotografie riguardanti il portico e le condizioni delle superfici interessate.

Le immagini mostrano, sulla base dell’esame visivo riportato nella documentazione, la permanenza di tracce di umidità e colature sul pilastro e sulle murature, oltre alla presenza di zone bagnate o interessate da residui sulla pavimentazione.

Viene inoltre segnalato un degrado localizzato delle superfici e delle fughe in prossimità del pilastro.

Le fotografie non sostituiscono le verifiche tecniche

La documentazione fotografica acquisita l’11 agosto non viene indicata come uno strumento per determinare tecnicamente la causa delle infiltrazioni.

Le immagini non consentono neppure, da sole, di formulare valutazioni sulla sicurezza strutturale. Servono invece a documentare la persistenza della situazione e a sostenere la richiesta di una nuova verifica tecnica direttamente sul posto.

Il fatto che durante il sopralluogo ATER del 28 luglio non fossero state rilevate conseguenze sulla vivibilità interna degli appartamenti non chiude, secondo la posizione espressa nella diffida, tutti gli aspetti della vicenda.

La criticità interessa infatti un portico comune utilizzato per accedere alle abitazioni. Restano quindi da verificare le condizioni del piano di calpestio, la piena fruibilità del passaggio e la necessità di prevenire possibili cadute o ulteriori deterioramenti delle superfici.

La permanenza dell’umidità potrebbe inoltre incidere nel tempo sullo stato di conservazione di intonaci, murature, finiture e pavimentazione. È proprio per questo che la richiesta punta non soltanto alla ricerca della causa, ma anche alla definizione di tempi precisi per gli interventi.

Diffida urgente con scadenza delle 48 ore

Con la nuova iniziativa, Francesco Fasulo ha chiesto che quanto già annunciato venga tradotto in attività tecniche concrete, documentate e verificabili.

ATER Umbria e Azienda USL Umbria n. 1 sono state diffidate e sollecitate per quanto rientra nelle rispettive competenze. Al Comune di Assisi e alla Polizia Locale è stato invece chiesto di attivarsi nell’ambito delle proprie attribuzioni.

La prima scadenza indicata è quella delle 48 ore dal ricevimento della diffida.

Entro questo termine viene richiesto un sopralluogo tecnico aggiornato e coordinato nel portico di via San Francesco 13/E. La verifica dovrà accertare l’estensione attuale della perdita, la sua effettiva origine e lo stato delle superfici interessate.

Dovranno essere controllate anche le condizioni della pavimentazione e valutati gli eventuali profili di rischio per i residenti e per tutte le persone che utilizzano il passaggio.

Le misure provvisorie per la sicurezza

Sempre entro 48 ore, la diffida chiede l’adozione delle misure provvisorie eventualmente necessarie per garantire sicurezza e fruibilità dell’area.

Tra le possibili attività vengono indicate l’eliminazione dei ristagni d’acqua e, qualora tecnicamente necessaria, la segnalazione della pavimentazione bagnata.

È prevista anche la possibilità di delimitare in maniera puntuale le sole zone considerate pericolose, evitando comunque di compromettere l’accesso alle abitazioni.

La richiesta contempla inoltre, quando tecnicamente possibile, il contenimento o l’arresto provvisorio della perdita in attesa della soluzione definitiva.

L’obiettivo indicato nell’atto è quello di evitare che l’attesa degli interventi tecnici possa lasciare irrisolta una situazione che interessa un passaggio utilizzato quotidianamente dai residenti.

Cinque giorni per intervenire sulla perdita

Un secondo termine riguarda direttamente le indagini e gli interventi sulla causa delle infiltrazioni.

La diffida stabilisce una scadenza di cinque giorni solari dal ricevimento per la concreta esecuzione delle indagini che ATER aveva comunicato di avere affidato il 29 luglio alla ditta specializzata.

Entro lo stesso periodo viene richiesta l’eliminazione della causa della perdita.

Qualora la soluzione definitiva richieda lavori più complessi o ulteriori opere, viene chiesta almeno la realizzazione di una soluzione tecnica provvisoria capace di interrompere la fuoriuscita dell’acqua.

In questo caso gli enti interessati dovrebbero anche indicare un termine certo entro il quale completare definitivamente l’intervento.

La richiesta punta quindi a distinguere tra la necessità immediata di interrompere la perdita e gli eventuali lavori successivi necessari per risolvere completamente la problematica.

Il riscontro scritto richiesto agli enti

Un’ulteriore scadenza riguarda le comunicazioni formali.

Entro tre giorni lavorativi dal ricevimento della diffida, viene richiesto un riscontro scritto contenente le informazioni relative al nuovo sopralluogo e alle attività programmate.

Nel documento dovrebbero essere specificati la data e l’esito della verifica tecnica, la causa eventualmente accertata oppure gli ulteriori controlli ancora necessari.

Fasulo chiede inoltre gli estremi dell’ordine di lavoro o dell’affidamento, lo stato dei contatti con la ditta incaricata e le date previste per l’inizio e la conclusione delle operazioni.

Tra le informazioni richieste figurano anche l’indicazione del responsabile della pratica e il chiarimento del riparto operativo delle competenze tra ATER Umbria e Azienda USL Umbria n. 1.

L’intento è ottenere un quadro documentato delle attività, dei soggetti chiamati a intervenire e dei tempi necessari per arrivare alla soluzione.

Il ripristino dopo l’eliminazione della causa

La diffida non si limita alla ricerca e alla riparazione della perdita.

Dopo l’eliminazione della causa e trascorso il periodo tecnico necessario per consentire l’asciugatura delle parti interessate, viene richiesto il ripristino integrale delle superfici eventualmente deteriorate.

L’intervento dovrebbe comprendere, in base alle effettive condizioni riscontrate, intonaci, murature, finiture, fughe e pavimentazione.

Al termine delle attività viene inoltre richiesta una relazione conclusiva accompagnata dalla documentazione fotografica precedente e successiva ai lavori.

La relazione dovrebbe riportare le verifiche effettuate, la causa individuata, gli interventi eseguiti e le condizioni finali del portico sotto il profilo della sicurezza e della fruibilità.

In questo modo la conclusione della vicenda dovrebbe essere documentata non soltanto attraverso l’esecuzione dei lavori, ma anche mediante un resoconto delle operazioni svolte.

Le richieste rivolte al Comune di Assisi

Una parte dell’iniziativa riguarda direttamente il Comune di Assisi.

Nell’esercizio delle prerogative collegate al mandato consiliare, Francesco Fasulo ha chiesto di conoscere gli estremi dell’assegnazione interna della precedente segnalazione e gli uffici ai quali era stata inoltrata la richiesta protocollata il 28 luglio.

Il consigliere ha inoltre domandato la trasmissione delle comunicazioni intercorse tra Comune di Assisi, ATER Umbria e Azienda USL Umbria n. 1.

La richiesta comprende eventuali verbali, relazioni, fotografie e annotazioni relative ai sopralluoghi effettuati dagli uffici comunali o dalla Polizia Locale.

Vengono chieste anche informazioni sulle misure adottate o programmate dal Comune per garantire la sicurezza e la regolare fruizione dell’accesso agli alloggi.

Tra gli elementi richiesti figurano infine il nominativo o la qualifica del responsabile comunale incaricato di seguire la segnalazione e i tempi previsti per fornire un riscontro.

I riferimenti richiamati nella diffida

Nell’atto vengono richiamati, per quanto applicabili alla vicenda, diversi riferimenti normativi.

Tra questi figurano i principi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione previsti dall’articolo 97 della Costituzione e i criteri contenuti negli articoli 1 e 2 della legge n. 241 del 1990.

La diffida richiama anche le funzioni attribuite ad ATER dalla legge regionale dell’Umbria n. 19 del 2010.

Viene inoltre menzionato, in astratto, il principio di responsabilità del custode previsto dall’articolo 2051 del Codice civile, senza anticipare valutazioni o attribuzioni di responsabilità.

Il documento mantiene quindi distinto il tema dell’urgenza degli interventi da quello dell’eventuale individuazione delle responsabilità, chiedendo in primo luogo agli enti interessati di attivarsi per accertare la causa e risolvere la criticità.

Possibili ulteriori iniziative in assenza di interventi

Francesco Fasulo ha indicato che, in mancanza di un riscontro documentato e soprattutto di una concreta attivazione entro i termini riportati nella diffida, si riserva di assumere ulteriori iniziative istituzionali e amministrative consentite.

Tra le possibilità viene indicata anche la trasmissione della documentazione agli organi di vigilanza e controllo competenti.

La priorità resta comunque l’esecuzione degli accertamenti e degli interventi necessari nel portico.

La vicenda, iniziata dalle segnalazioni dei residenti, ha già attraversato una prima fase formale con la richiesta del 27 luglio, il sopralluogo del 28 luglio e la comunicazione ATER del 29 luglio. La nuova documentazione dell’11 agosto ha determinato il successivo passaggio rappresentato dalla diffida urgente.

Fasulo rivendica il ruolo di “Consigliere di Strada”

Nella comunicazione che accompagna l’iniziativa, Francesco Fasulo richiama anche il modello di attività politica che definisce del “Consigliere di Strada”.

Il capogruppo di Forza Italia collega questa impostazione alla presenza sul territorio, alla raccolta delle segnalazioni dei cittadini, ai sopralluoghi e alla presentazione di atti agli enti competenti.

Fasulo sostiene che una criticità non possa essere considerata risolta soltanto perché segnalata, protocollata o formalmente presa in carico. L’obiettivo indicato è seguire le singole questioni fino all’esecuzione degli interventi necessari.

Il consigliere ha inoltre rivolto critiche politiche all’Amministrazione comunale, contrapponendo alla comunicazione istituzionale la necessità, a suo giudizio, di concentrare l’attenzione su manutenzione, sicurezza, presenza sul territorio e risultati concreti.

Si tratta di una posizione politica espressa dal consigliere nel contesto della vertenza sulle infiltrazioni e collegata alla sua attività di opposizione nel Consiglio comunale di Assisi.

La priorità resta la completa eliminazione della perdita

Il punto centrale della diffida resta la risoluzione della perdita nel portico di via San Francesco 13/E.

Le richieste formulate riguardano una sequenza precisa di attività: nuovo sopralluogo, individuazione della causa, eventuale messa in sicurezza provvisoria, esecuzione degli interventi tecnici e successivo ripristino delle superfici deteriorate.

La documentazione disponibile non stabilisce ancora in maniera definitiva se l’origine dell’acqua sia riconducibile alla tubazione di scarico delle acque chiare oppure a una micro-perdita dell’adduzione dell’acqua fredda sanitaria. Sono proprio le indagini tecniche già affidate da ATER a dover chiarire questo elemento.

Resta inoltre da definire sul piano operativo il coordinamento tra ATER Umbria e Azienda USL Umbria n. 1, indicata da ATER come proprietaria del fabbricato.

La diffida punta a evitare che questo aspetto possa tradursi in un rallentamento delle attività necessarie.

Per Francesco Fasulo l’intervento potrà considerarsi concluso soltanto quando la causa della perdita sarà eliminata, il portico sarà pienamente fruibile e le parti deteriorate saranno ripristinate.

La nuova iniziativa istituzionale concentra quindi l’attenzione sui tempi di risposta degli enti destinatari. Le prime scadenze indicate decorrono dal ricevimento della diffida e prevedono 48 ore per il sopralluogo aggiornato e le eventuali misure di sicurezza, tre giorni lavorativi per il riscontro scritto e cinque giorni solari per l’esecuzione delle indagini e l’intervento sulla perdita.

Il passaggio successivo dipenderà dagli accertamenti tecnici e dalle attività che verranno concretamente avviate nel portico di accesso alle abitazioni di edilizia residenziale pubblica di via San Francesco 13/E.

Della vicenda abbiamo interessato anche l’ufficio stampa di Ater.

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