Pellegrina diretta ad Assisi soccorsa ringrazia Città di Castello

Pellegrina diretta ad Assisi soccorsa ringrazia Città di Castello

Il sindaco Luca Secondi elogia la sensibilità del personale

Città di Castello, 29 giugno 2026 – Una tappa del Cammino di San Francesco si è trasformata in una testimonianza di umanità e senso civico a Città di Castello. Protagonista della vicenda è una pellegrina originaria di Bologna che, mentre percorreva l’itinerario francescano diretto verso Assisi, ha accusato un lieve malore poco prima di raggiungere il centro storico. L’assistenza ricevuta negli uffici comunali del servizio turistico e dello Sportello del Cittadino ha lasciato un ricordo così positivo da spingerla a scrivere una lettera di ringraziamento indirizzata al sindaco e agli assessori competenti.

La donna ha inoltre voluto conservare come ricordo il timbro di arrivo nella città tifernate prima di riprendere il proprio viaggio, condividendo un episodio che evidenzia il valore dell’accoglienza e della disponibilità del personale comunale.

Il malore durante il percorso verso Assisi

Secondo quanto raccontato dalla stessa pellegrina, il problema è sorto durante il tragitto a causa di un’intossicazione alimentare provocata dal consumo di uova. Le sue condizioni fisiche l’hanno costretta a fermarsi per non rallentare il gruppo con cui stava camminando.

L’intenzione iniziale era quella di interrompere temporaneamente il percorso e raggiungere Gubbio utilizzando autobus o treno. Tuttavia, il dolore e la stanchezza rendevano difficile orientarsi e organizzare il viaggio. Per questo motivo la donna è entrata nell’ufficio informazioni turistiche di Corso Cavour chiedendo assistenza.

Un’accoglienza fatta di umanità e professionalità

Nella lettera inviata all’amministrazione comunale, la pellegrina descrive l’accoglienza ricevuta come un’esperienza che va oltre il semplice servizio al pubblico.

Racconta di essere stata fatta accomodare appena entrata negli uffici e di aver ricevuto una bevanda calda per riprendersi dal malessere. L’emozione del momento, spiega, l’ha persino portata alle lacrime.

Successivamente le operatrici si sono attivate per individuare la soluzione più rapida ed economica per consentirle di raggiungere Gubbio. Hanno effettuato le verifiche necessarie, raccolto tutte le informazioni sui collegamenti disponibili e stampato il materiale utile per permetterle di proseguire il viaggio in sicurezza.

Nel frattempo, evidenzia la pellegrina, il servizio ai cittadini presenti negli uffici è proseguito regolarmente grazie alla collaborazione tra le dipendenti, che hanno continuato a rispondere alle richieste del pubblico senza interrompere l’attività dello sportello.

Il ringraziamento alle dipendenti comunali

Nel messaggio inviato al Comune, la viaggiatrice sottolinea come sia stata accolta innanzitutto come persona e soltanto dopo come utente del servizio pubblico.

Pur non ricordando i nomi delle dipendenti, dei quali aveva preso nota senza poi riuscire a conservarli, ha espresso la propria riconoscenza per la sensibilità, la competenza e la disponibilità dimostrate. Ha inoltre spiegato che porterà con sé questo ricordo tra le esperienze più significative vissute durante il cammino in Umbria.

L’episodio ha avuto un lieto fine grazie all’intervento di Paola Boriosi e Patrizia Braganti, referenti dell’Ufficio informazioni turistiche, insieme a Lelia Boncompagni, impegnata da anni nel front office dello Sportello del Cittadino-Urp.

Il plauso dell’amministrazione comunale

Il sindaco Luca Secondi e gli assessori al Turismo e Commercio, Letizia Guerri, e all’Innovazione digitale, Rodolfo Braccalenti, hanno voluto ringraziare pubblicamente le dipendenti coinvolte nell’episodio.

L’amministrazione ha evidenziato il senso civico, la professionalità e la dedizione dimostrati nell’affrontare una situazione che è andata oltre le normali mansioni di servizio. Secondo sindaco e assessori, il comportamento delle operatrici rappresenta un esempio concreto di attenzione verso cittadini e visitatori e contribuisce a valorizzare l’immagine della comunità tifernate attraverso i gesti della vita quotidiana.

La vicenda si conclude così con una lettera di gratitudine che racconta un episodio di solidarietà e conferma il ruolo dell’accoglienza come elemento fondamentale lungo i percorsi di pellegrinaggio che attraversano il territorio umbro.

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