Assisi, FdI chiede chiarezza sui tempi e aree pilota Zone 30
📌 FLASH NEWS – Zone 30 ad Assisi, Fratelli d’Italia replica a Rifondazione Comunista e richiama gli atti approvati dal Consiglio comunale. Il gruppo chiede chiarimenti su aree pilota, dati, confronto con i cittadini e scadenze previste. Ora
Il confronto politico sulle Zone 30
Fratelli d’Italia replica a Rifondazione Comunista sul percorso per l’introduzione delle Zone 30 nel territorio di Assisi e richiama gli atti approvati dal Consiglio comunale il 18 novembre 2025. Al centro del confronto ci sono modalità di sperimentazione, tempi di attuazione, individuazione delle aree pilota e attività di monitoraggio.
La posizione è contenuta in una nota diffusa il 5 settembre 2026, nella quale Fratelli d’Italia contesta la ricostruzione proposta da Rifondazione Comunista e sostiene che diversi elementi indicati nel recente intervento politico di quest’ultima fossero già contenuti negli emendamenti presentati dal gruppo di FdI alla mozione originaria.
Secondo la ricostruzione fornita da Fratelli d’Italia, il documento iniziale prevedeva la predisposizione di un Piano comunale delle Zone 30, mentre gli emendamenti avrebbero definito in maniera più puntuale le modalità attraverso cui procedere alla sperimentazione.
Tre aree pilota e criteri legati all’incidentalità
Uno degli aspetti richiamati riguarda la scelta di avviare una sperimentazione circoscritta a tre aree pilota. L’individuazione, secondo quanto previsto dagli emendamenti ricordati da Fratelli d’Italia, dovrebbe essere effettuata utilizzando criteri oggettivi e considerando i dati relativi all’incidentalità stradale.
Il gruppo sottolinea inoltre che il percorso approvato dal Consiglio comunale comprende il coinvolgimento di residenti, comitati di quartiere e attività commerciali, chiamati a partecipare alla fase di confronto collegata alla sperimentazione.
A questi elementi si aggiungono strumenti di verifica dei risultati. La previsione richiamata nella nota comprende una valutazione tecnico-politica, un sistema di monitoraggio continuativo e una relazione annuale da presentare al Consiglio comunale.
Fratelli d’Italia sostiene che tali indicazioni siano state introdotte attraverso propri emendamenti, condivisi inizialmente con le Liste Civiche di Centrodestra e successivamente approvati all’unanimità dai gruppi presenti nell’assemblea comunale.
La replica alle accuse di propaganda
La nota respinge la definizione di “propaganda” attribuita all’iniziativa politica dell’opposizione. Per Fratelli d’Italia, l’interrogazione presentata avrebbe invece la funzione di verificare lo stato di applicazione delle decisioni assunte dal Consiglio comunale.
Il gruppo evidenzia che l’obiettivo dell’atto è ottenere informazioni sull’attuazione del percorso votato nel novembre 2025, senza mettere in discussione quanto stabilito dall’assemblea. La questione posta riguarda dunque, nella ricostruzione di FdI, il passaggio dagli indirizzi approvati alla loro concreta applicazione.
Nella replica viene inoltre richiamata la sottoscrizione dell’interrogazione da parte del consigliere Lupattelli, indicato da Fratelli d’Italia come primo firmatario della mozione originaria sulle Zone 30. Il dato viene utilizzato dal gruppo per sostenere che la richiesta di chiarimenti non sarebbe riconducibile esclusivamente a una contrapposizione tra maggioranza e opposizione.
Quasi dieci mesi dal voto del Consiglio comunale
Fratelli d’Italia concentra quindi l’attenzione sul tempo trascorso dall’approvazione della mozione. Il voto unanime del Consiglio comunale risale al 18 novembre 2025 e, nella nota del 5 settembre, il gruppo osserva che sono passati quasi dieci mesi.
Da qui la richiesta di conoscere lo stato di avanzamento delle attività previste. In particolare, FdI vuole sapere se siano già state individuate le tre aree nelle quali avviare la sperimentazione e se la scelta sia stata effettuata sulla base di dati oggettivi sull’incidentalità.
Un ulteriore punto riguarda le informazioni raccolte fino a questo momento dall’amministrazione. Il gruppo chiede infatti quali dati siano disponibili e quale lavoro preparatorio sia stato effettuato in vista dell’attivazione delle misure previste.
Il confronto con residenti, comitati e commercianti
Tra gli aspetti sui quali Fratelli d’Italia sollecita chiarimenti figura anche la partecipazione della cittadinanza. Gli emendamenti approvati prevedono, secondo quanto riferito nella nota, un percorso che coinvolga residenti, realtà di quartiere e operatori commerciali.
L’interrogazione punta quindi a verificare se questo confronto sia già iniziato e quale sia il suo stato di avanzamento. Il coinvolgimento delle realtà interessate viene indicato come una componente del percorso stabilito dall’assemblea comunale, insieme alla selezione delle zone e alla successiva valutazione degli effetti della sperimentazione.
La richiesta di informazioni si estende anche al rispetto della tempistica prevista. Fratelli d’Italia richiama infatti un termine di 12 mesi a partire da novembre 2025 per l’avvio della sperimentazione e domanda se tale scadenza sarà rispettata.
Sicurezza stradale al centro della discussione
Nel documento il gruppo afferma che la sicurezza stradale non possa essere considerata una materia appartenente a una singola forza politica. Lo stesso principio viene applicato alle Zone 30, sulle quali nel novembre scorso era stato raggiunto un voto unanime.
La posizione espressa da FdI è che l’attività di controllo sull’esecuzione degli indirizzi consiliari rientri nelle funzioni dei gruppi presenti nell’assemblea, compresi quelli di opposizione. Da questa impostazione deriva la richiesta di verificare tempi, passaggi amministrativi e risultati delle attività avviate.
Fratelli d’Italia rivendica inoltre il contributo fornito alla definizione del percorso, sostenendo di avere trasformato l’impostazione iniziale in una procedura basata su sperimentazione, partecipazione, dati e monitoraggio.
Il richiamo agli atti approvati all’unanimità
La replica si conclude riportando il confronto politico sul terreno degli atti consiliari. FdI invita le forze presenti in Consiglio comunale a verificare quanto approvato e le relative scadenze, sottolineando che sia la mozione sia gli emendamenti hanno ottenuto il consenso unanime dell’assemblea.
Il nodo della discussione resta quindi lo stato di attuazione delle Zone 30 ad Assisi. Fratelli d’Italia chiede di conoscere quali attività siano già state completate, quali aree possano essere interessate dalla fase pilota e se il percorso partecipativo previsto sia stato avviato.
A quasi dieci mesi dalla decisione del Consiglio comunale, l’interrogazione punta infine a verificare se l’amministrazione riuscirà a rispettare il termine indicato per l’avvio della sperimentazione, mantenendo al centro del confronto gli impegni contenuti negli atti votati nel novembre 2025.

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