Convegno su Tullio Cianetti, Rotary Assisi riconosce espressione impropria

il convegno si è svolto in una prospettiva rigorosamente storica

Convegno su Tullio Cianetti, Rotary Assisi riconosce espressioni impropria

Convegno su Tullio Cianetti, Rotary Assisi riconosce espressione impropria ASSISI – Il Rotary Club Assisi, con riferimento al convegno su “Tullio Cianetti nella vicenda storica del fascismo”, riconosce che l’espressione “onorare la memoria” di Cianetti, utilizzata impropriamente dall’ufficio stampa del Club nella pubblicizzazione dell’evento, non riflette l’intenzione con la quale esso è stato progettato. Il numeroso pubblico presente ha potuto constatare che il convegno si è svolto in una prospettiva rigorosamente storica e per ciò stesso aliena da qualsiasi intenzione apologetica di Cianetti e del fascismo, perfettamente in linea con le finalità apolitiche e aconfessionali che caratterizzano il Rotary international fin dalla sua fondazione.

Convegno del Rotary su Tullio Cianetti, l’unico ministro nato in Assisi

Nell’ultima pagina delle sue “Memorie” afferma, con autentico orgoglio delle umili origini, di “essere il primo contadino che dal giorno dell’unità d’Italia viene chiamato a fare il Ministro”. Era l’anno 1943 quando, nell’Italia sconvolta dal turbine nefasto della II Guerra Mondiale, Tullio Cianetti riceveva l’incarico di guidare il Ministero delle Corporazioni di cui, dal 1939, era stato nominato Sottosegretario di Stato dopo un’intensa attività sindacale nell’intero arco del Ventennio.

Nato nell’estate del 1899, nella campagna adiacente al Santuario di San Damiano, da una famiglia che da cinque secoli coltivava la terra, divenuto orfano di padre all’età di sei anni, appartiene a quei “ragazzi del ‘99” che subirono il battesimo del fuoco negli ultimi giorni della Grande Guerra, cui Cianetti prese parte col grado di sottotenente del I° Reggimento di artiglieria da campagna di Foligno.

Da reduce, trovò impiego per un breve periodo come Istitutore presso il Convitto Nazionale “Principe di Napoli”, ma il suo destino era altrove. L’adesione al Fascio, di cui fu fondatore in Assisi nel 1921, lo vide partecipare alla Marcia su Roma.

Subito dopo inizia una veloce carriera che lo vede protagonista del sindacalismo di regime. Nella sua concezione dogmatica si avvertono le tracce dell’insegnamento del suo maestro elementare: il vecchio socialista deamicisiano Espartero Vincenti.

Da Ministro Cianetti partecipa al Gran Consiglio del 25 luglio 1943 e per questo verrà imputato nel “Processo di Verona” al termine del quale, per l’appassionata difesa di Arnaldo Fortini (suo grande amico ed autorevole Podestà di Assisi) fu l’unico a vedere mutata la pena capitale in carcerazione.

Nel Dopoguerra si trasferì in Mozambico dove rimase, per tornare alla coltivazione della terra da cui proveniva, fino alla morte avvenuta nel 1976. Volle che la sua salma tornasse ad Assisi dove tuttora riposano nel cimitero cittadino, dopo il rito esequiale in S. Maria Maggiore, di cui aveva patrocinato, quando era in carica, il più recente e radicale restauro finanziato con un contributo statale  di 79.000 lire dell’epoca.

Cianetti è una figura di indubbio interesse, la cui conoscenza sul piano squisitamente storico merita certamente di essere approfondita senza alcun intento apologetico di lui o del fascismo. Con questo spirito il Rotary Club di Assisi ha organizzato il 25 marzo in Palazzo Bonacquisti un Convegno, offrendo una dettagliata analisi storico-politica e biografica di un personaggio complesso con tutte le luci e le ombre che lo hanno caratterizzato. Nel salutare i numerosi convenuti, anche il sindaco di Assisi, ing. Stefania Proietti ha sottolineato il valore dell’iniziativa e la correttezza della sua impostazione rigorosamente storica.

INTRODUZIONE PAST PRESIDENT
Nell’introduzione il Past President del Club prof. Nicolangelo D’Acunto (Università Cattolica del Sacro Cuore) ha rilevato l’assenza di fonti storiografiche significative. Ottima risulta invece l’edizione delle “Memorie dal Carcere di Verona” pubblicate nel 1983 da Rizzoli con introduzione di Renzo De Felice. Per costruire una biografia scientificamente accettabile occorre tuttavia integrare questa fonte memorialistica, di per sé composta con finalità legittimanti del proprio operato, con i documenti conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato e presso le organizzazioni sindacali locali nelle quali Cianetti fu attivo. Non ultime per importanza sono le memorie assisane, che giungerebbero a completare il profilo di un personaggio certamente non facile da incasellare, come dimostra il suo essere l’esponente di punta del cosiddetto “fascismo di sinistra” in virtù del feroce anticapitalismo che caratterizzava la sua azione sindacale e la sua presenza all’interno delle istituzioni di vertice del regime. D’Acunto ha concluso con un appello a sviluppare gli studi su Cianetti, per riempire un vuoto storiografico significativo.

Merita tra l’altro di essere valutato anche il cattolicesimo di Cianetti, a proposito del quale il prof. Francesco Santucci (archivista diocesano e storico assisano) ha presentato documenti inediti dai quali si rileva il costante e fedele rapporto con la Chiesa locale di Assisi e in particolare con il vescovo Nicolini.

Il prof. Loreto Di Nucci dell’Università di Perugia, illustre studioso del regime fascista (se ne veda il volume “Lo Stato – partito del Fascismo”, pubblicato da Il Mulino), ha tracciato il lungo viaggio di Cianetti nel fascismo iniziato con la marcia su Roma e passato attraverso la difesa dei reduci e dal disagio provato nell’eseguire a Bari (1920) la repressione dello sciopero dei braccianti a Nardò. Sono i prodromi della sua vocazione di sindacalista memore della simbologia originaria (un pugno chiuso che stringe un fascio di spighe) che lo orienta a sinistra facendolo divenire “ribelle”, tanto da essere trasferito da Terni a Siracusa, a Messina e persino a Matera, terra di punizione fatta di “misere grotte trogloditiche”.

Dagli inizi degli anni 30’ tuttavia la sua ascesa diviene inarrestabile portandolo alla guida del Sindacato di Torino, alla Presidenza della Confederazione dei lavoratori dell’industria, all’incarico di Sottosegretario del Ministero delle Corporazioni e, da ultimo (18 aprile 1943) alla titolarità di questo dicastero. Intuisce che l’alternativa al corporativismo è costituita dal collettivismo e, per questo motivo, propone a Mussolini la socializzazione delle aziende più importanti assicurandosi l’ostilità dei capitalisti dominanti. Problematica è pure la sua posizione sulle leggi razziali, implicitamente condannate nelle Memorie.

Il Past President Avv. Antonio Bellini, che conobbe personalmente Cianetti in virtù dei rapporti intrattenuti dall’ex ministro con suo padre Mario Bellini, ha trattato del carattere del personaggio con interessanti ricordi biografici specialmente sul travaglio della notte che seguì il voto del 25 luglio e che portò il ministro a ritirare per lettera la propria approvazione dell’ ”ordine del giorno  Grandi”.

Quale gradito intermezzo della riuscita serata, è stato presentato da Arturo Sbicca, provetto documentarista, un filmato con i momenti essenziali dell’appassionata arringa difensiva di Fortini a Verona e il verdetto finale.

Il Presidente del Rotary Club dott. Pier Giorgio Narducci  ha espresso il proprio compiacimento per la nutritissima partecipazione del pubblico che ha gremito la sala a conferma della stima ottenuta dal Rotary nel territorio.

Pio de Giuli – Addetto Stampa del Club

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