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Assisi, il bilancio di previsione 2017 comunale è sotto la lente dei consiglieri di minoranza

EMIDIO FIORONI, GIORGIO BARTOLINI E MORENO FORTINI NON SENZA POLEMICHE

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Assisi, il bilancio di previsione 2017 comunale è sotto la lente dei consiglieri di minoranza
Da Lorenzo Capezzali
ASSISI – Il bilancio di previsione comunale è sotto la lente della parte politica della minoranza di centro destra dopo un “inserimento solitario” del rappresentante Fioroni, che attraverso un comunicato stampa sul web affronta il tema delle tasse, che “saranno memorandum particolarmente sentito dai cittadini  stando alle prime notizie pesanti che arrivano da Palazzo dei Priori“.

“Questo bilancio di previsione 2017 – sostengono i tre consiglieri Fioroni, Bartolini e Fortini  – è insignificante per la nostra città, poiché non considera affatto il contesto economico e sociale attuale. Infatti non contiene alcuna visione, alcun elemento che possa in qualche modo contrastare l’attuale crisi economica e di occupazione che ha investito il nostro territorio. Non contiene nessuna forma di razionalizzazione dei servizi, né misure tesi alla riduzione degli sprechi per uscire dalla spirale delle tasse giunte ormai a livelli insopportabili.

La stessa modifica della pianta organica con lo spostamento a vanvera di un gruppo di dipendenti esperti da un settore a un altro di cui non hanno conoscenza appare del tutto fuori luogo, a meno che non sia tutto ciò stato fatto per punire persone ritenute non allineate con la parte politica che oggi governa Assisi. Il bilancio non prevede alcun contrasto al degrado del territorio, che comincia ad apparire in tutta la sua gravità a partire dalla mancata manutenzione delle strade. Nel bilancio sono state diminuite le risorse per l’assistenza sociale verso i più deboli, le politiche giovanili, mentre insignificanti quelle per lo sport. Nulla contiene a sostegno delle imprese del territorio, le uniche che possono creare posti di lavoro. Infatti i pochi posti, qualche volta inventati degli enti pubblici sono per lo più appannaggio dell’establishment cioè della classe dirigente politica. Nessuna risorsa per gli artigiani e piccoli commercianti.

Si sarebbe potuto mettere dei contributi per diminuire il costo degli interessi passivi. Sono solo state incrementate fortemente per circa 500 mila euro le spese per la cultura, in previsione di manifestazioni d’intrattenimento per turisti, non quindi per una vera politica di incoming tendente ad aumentare le presenze e i pernottamenti. Se si vogliono aiutare le attività legate al turismo in questo periodo particolarmente negativo e funestato dai recenti eventi sismici, occorre dare l’incarico a professionisti di comprovata competenza a livello internazionale di redigere un piano per il turismo, che attualmente non esiste ad Assisi. Nel frattempo l’amministrazione avrebbe potuto dare un po’ di sollievo alle famiglie e alle imprese diminuendo la tassazione IMU e TASI sugli immobili che hanno in Assisi le rendite catastali più alte dell’Umbria. Sarebbe bastato diminuire l’aliquota di tassazione sugli immobili che a bilancio è fissata dall’amministrazione al 10,6‰, cioè la massima prevista dalla legge.

Le minori entrate sarebbero state compensate con tagli alle spese poco utili, come quelle per manifestazioni di mero intrattenimento e rappresentanza. La verità è che questo bilancio evidenzia l’incapacità di tenere fede alle tante promesse elettorali anche sul piano degli investimenti, limitandosi a essere per lo più un irrealizzabile libro dei sogni. Nulla di quanto promesso in campagna elettorale dalla sindaca Proietti è stato concretamente avviato o realmente finanziato. Il piano degli investimenti è infatti legato soltanto a presunte entrate tutte da verificare. Anzi, per non ingannare i cittadini, diciamo subito che la maggior parte delle opere pubbliche qui menzionate non si realizzeranno. Valga a dimostrarlo qualche esempio: la piscina di Assisi. La spesa prevista ammonta a 2 milioni di euro, di cui uno a carico della Regione (ma senza alcun concreto riferimento al capitolo di spesa regionale a cui attingere!) e uno a carico dei privati. L’unica certezza è che anche quest’anno la piscina resterà chiusa, con buona pace di coloro che ci avevano creduto. La stessa cosa vale per l’asilo nido comunale, la cui realizzazione è subordinata alla vendita di immobili comunali; speriamo che vi siano gli acquirenti, ma la cosa non è affatto certa, considerata la staticità del mercato immobiliare e la poco appetibilità degli immobili messi in vendita. E così si potrebbe continuare”.

“Che dire poi delle promesse elettorali a proposito della piazza di S. Vitale e della riqualificazione di piazza S. Pietro: entrambi i progetti sono spostati addirittura nel 2019! È più probabile che saranno oggetto di promesse anche della prossima campagna elettorale”, chiudono i tre consiglieri di minoranza sul web.

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