Intitolazione a Emanuele Petri, Lunghi: «Difendere il valore della legalità»

Antonio Lunghi. "Gridare con forza che l'uomo non può essere ucciso, questo è un valore fondamentale"

Intitolazione a Emanuele Petri, Lunghi: «Difendere il valore della legalità»

«Siamo qui a ricordare un umbro che è stato barbaramente ucciso per una ideologia». Lo ha detto il sindaco di Assisi, Antonio Lunghi, durante l’intitolazione del Commissariato di Assisi al sovrintendente della Polizia di Stato, Emanuele Petri, ucciso dalle Nuove Brigate Rosse il 2 marzo 2013.

«Siamo ad Assisi, patria di Francesco, a gridare con forza che l’uomo non può essere ucciso, questo è un valore fondamentale che è l’origine nella nostra civiltà e identità cristiana, lo riaffermiamo con tranquillità e con forza, onorando un umbro servitore dello Stato, un umbro che ha avuto un dramma e che da questo è nato un fiore, una speranza, il lavoro che Alma, sua moglie, sta facendo per sostenere la cultura della legalità».

«La città di Assisi – ha detto il sindaco – è in prima linea a difendere il valore della legalità, perché oggi lo Stato ha dei problemi per difendere la sua presenza nel territorio, lo abbiamo fatto in questi anni investendo in maniera principale in infrastrutture. Questa sede è la testimonianza nel cuore della nostra cara Assisi»

Lunghi ha parlato del protocollo di intesa firmato il 31 dicembre con l’onorevole Bocci e il prefetto de Miro: «Per noi costituisce un punto importante da cui dobbiamo ripartire, una grande occasione per riaffermare che le attività che si svolgono in questa città devono essere svolte in maniera tranquilla, alla luce del sole, con la certezza che sono libere e legate alla cultura del nostro popolo e che le infiltrazioni strane dobbiamo allontanarle e difendere le nostre basiliche che sono oggetto di attenzione di questo male oscuro che travaglia la modernità»

Nel ringraziare infine quanti sono intervenuti alla cerimonia ha concluso dicendo: «Spero che questo rapporto continui, si rafforzi perché credo che questo è l’unico modo per tranquillizzare la nostra gente».

Sindaco Assisi

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