Assisi, Giornata della Memoria in ricordo di due deportati umbri

Assisi, Giornata della Memoria in ricordo di due deportati umbri
Presidente Marini ad Assisi per la consegna delle medaglie d’oro 

Una scelta particolarmente simbolica quella del nuovo Prefetto della Provincia di Perugia, Raffaele Cannizzaro, di celebrare il Giorno della Memoria nella Città serafica, e precisamente a Palazzo Vallemani, sede del Museo della Memoria, istituito a ricordo dei fatti di solidarietà avvenuti in Assisi nei bui mesi tra il 1943/44. Presenti alla cerimonia il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, la Presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini, il presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti, numerosissime autorità militari e civili, oltre a tanti studenti.

“ La città registrò in quei mesi – ha ricordato il sindaco Antonio Lunghi nel porgere il saluto al Prefetto e a tutti i convenuti – una unione corale di intenti e sforzi tra i cittadini, il Vescovo, gli ordini religiosi e le famiglie francescane, tra il podestà ed il colonnello tedesco che comandava la piazza di Assisi, e tutti coloro che si affannarono per salvare la vita a tante persone, ebrei e perseguitati politici, destinati altrimenti alla deportazione. Un nobile esempio di eroismo ed amore verso gli altri che valse il conferimento della Medaglia d’Oro al Merito Civile, che sta appuntata, a futura memoria e per l’orgoglio cittadino, sul Gonfalone della città, indicando quella fraternità francescana che deve continuare ad esserle propria, in linea con l’eredità spirituale e morale affidatale dal suo più grande concittadino, Francesco”.

“ Perdonare non significa dimenticare – ha sottolineato il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, ricordando il valore assoluto del Museo della Memoria assisano – ma occorre operare, perché in futuro non si ripetano gli stessi errori.  Un Museo anche per ricordare – ha concluso –  che tutti noi siamo ancora a rischio, che la vita è un dono e che bisogna imparare ad amare e rispettare, perché il futuro sia migliore”.

La curatrice Marina Rosati ha ricordato che Assisi scrisse una bella pagina della sua storia, in quanto dei trecento ebrei ospitati  nessuno venne ucciso, malgrado i rischi, anche incalcolabili, citando l’episodio di una donna ebrea che morì in un convento e, per seppellirla, fu organizzato un falso funerale, o del bambino che nacque tra quelle mura claustrali. “Un saluto particolare – ha esordito il Prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro-  rivolgo ai familiari di Enrico Fiorucci e Marsilio Traversini, insigniti oggi della Medaglia d’Onore, internati il primo a Torun, in Polonia, dal 1943 al 1945, il secondo nei campi di lavoro coatto per l’economia di guerra prima in Germania e poi ad Innsbruck, in Austria. La necessaria memoria dei loro patimenti e sacrifici sia di monito per tutti noi, e forse, alla luce di tanto dolore, sarebbe più opportuno parlare non di olocausto, ma piuttosto di sterminio”.

Per gli insigniti hanno ritirato il riconoscimento il figlio di Marsilio Traversini e la figlia di Enrico Fiorucci, accompagnati dal sindaco di Bastia e dall’assessore alla cultura di Gubbio. Ha concluso la cerimonia la lettura di una pagina del diario clandestino di Giovannino Guareschi, anch’egli deportato nel campo di concentramento in Polonia dal 1943 al ’45 : “….Oggi è la voce del numero 6865 che parla …. la figura dell’internato militare era nuova, non contemplata dai trattati e neppure dalla Croce Rossa…. non chiedevamo sostegni materiali, ma solo una parola, nella nostra lingua, che non giunse mai….”

“Ho voluto essere qui oggi, ad Assisi, per celebrare il Giorno della memoria, per testimoniare la mia vicinanza ad uno dei luoghi simbolo dell’impegno di tanti, religiosi e laici, per aiutare i cittadini ebrei a sfuggire alla barbarie della follia ideologica nazista di deportazione e sterminio del popolo ebreo, con la complicità delle leggi antirazziali fasciste”.

E’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che ha partecipato questa mattina ad Assisi, presso il Museo della Memoria, alla consegna delle Medaglie d’oro alla memoria, conferite dal Capo dello Stato a due umbri deportati nei campi di concentramento nazisti in Germania, Enrico Fiorucci e Marsilio Traversini, entrambi deceduti.

“Anche dall’Umbria, soprattutto all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre, centinaia di ebrei furono deportati nei campi di sterminio di Germania e Polonia. Fu proprio nella città di Assisi che operarono, molto spesso in silenzio ed in segreto, semplici cittadini, frati e suore dei diversi ordini religiosi, personalità come il vescovo della città Nicolini, don Aldo Brunacci, il tipografo Luigi Brizi e suo figlio Trento (noti per aver stampato centinaia di documenti falsi per gli ebrei perseguitati), per nascondere i cittadini ebrei umbri, italiani ma anche di altre nazioni, e salvarli dalla deportazione verso la morte sicura. Furono cittadini che non esitarono, a rischio della loro stessa vita, a stare dalla parte giusta della storia, quella appunto degli ebrei perseguitati. Vorrei, dunque, ancora una volta esprimere oggi tutta la mia vicinanza alle tante comunità ebraiche italiane ed anche a quella umbra”.

La presidente Marini ha successivamente visitato il nuovo Museo della memoria realizzato dalla giornalista assisiate Marina Rosati che ha accompagnato la presidente ed illustrato le diverse sezioni che compongono questa importante testimonianza che racconta le tante storia di solidarietà verso gli ebrei.

Nella serata di oggi la presidente Marini parteciperà poi alla messa in scena, presso l’ex lanificio di Ponte Felcino, a Perugia, dell’opera di Peter Weiss “L’istruttoria”, a cura del teatro di Sacco, con il patrocinio della Regione Umbria: “l’aver deciso di rappresentare quest’opera – afferma la presidente – in un luogo simbolo dell’avvio della storia industriale di Perugia, ad opera proprio di imprenditori di origini ebraiche, assume un significato particolare ed assai importante. Un scelta che sono certa sarà molto utile ai giovani ed ai tanti studenti che potranno assistere alle diverse rappresentazioni per poter comprendere quanto sia orrenda la pagina della storia che ha scritto l’olocausto e quanto sia importante ricordare la Shoah”.

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