Restauro e memoria: Assisi dedica la biblioteca a Don Cesare

Restauro e memoria: Assisi dedica la biblioteca a Don Cesare

Il polo culturale della cattedrale celebra un rito solenne

ASSISI, 30 gennaio 2026 – La comunità assisana si appresta a vivere un momento di profonda commozione e riscoperta culturale. Sabato 31 gennaio, alle ore 16, la Biblioteca diocesana, cuore pulsante del polo intellettuale della cattedrale di San Rufino, riceverà una nuova identità ufficiale venendo intitolata alla memoria di don Cesare Provenzi. Il compianto sacerdote, priore del Capitolo e guida spirituale instancabile, scomparso nel settembre del 2024, viene così celebrato attraverso il luogo che più di ogni altro rappresenta la custodia del sapere e della storia locale. L’evento si inserisce nella prestigiosa cornice di “Bellezze ritrovate”, un ciclo di appuntamenti dedicato alla salvaguardia e alla fruizione dei tesori ecclesiastici del territorio, come riporta il comunicato dell’Ufficio stampa Diocesi Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino.

Restauro e memoria: Assisi dedica la biblioteca a Don Cesare

Il recupero del Sermei e la missione di don Cesare

La cerimonia non sarà soltanto un atto di omaggio alla memoria, ma una vera e propria festa dell’arte sacra. Al centro dell’attenzione, nei saloni della rinnovata biblioteca, verrà presentato l’atteso restauro della tela raffigurante “San Rufino, San Cesidio e San Rufino d’Arce”. Questo capolavoro del Seicento, opera del celebre pittore Cesare Sermei, deve la sua rinascita proprio alla ferma volontà di don Cesare Provenzi, che ne aveva caldeggiato l’intervento conservativo per restituire dignità iconografica a una delle testimonianze più significative della navata sinistra della cattedrale.

Lo svelamento nella cattedrale

Gli esperti Paolo Biscarini e Christiane Zschiesche guideranno il pubblico attraverso un viaggio tecnico e storico, svelando i segreti dell’intervento. Il lavoro di pulitura e consolidamento ha permesso di eliminare le patine del tempo, ridonando all’opera la luminosità originale e una leggibilità cromatica che sembrava perduta. Dopo la relazione tecnica, i partecipanti si sposteranno fisicamente all’interno della cattedrale per lo svelamento del dipinto. Questo passaggio rappresenta l’essenza stessa della tutela: riportare l’arte nel suo contesto originario affinché possa continuare a parlare ai fedeli e ai visitatori con la stessa forza narrativa voluta dall’autore seicentesco.

Un appuntamento corale per l’identità di Assisi

Alla solenne intitolazione prenderanno parte figure di rilievo della diocesi di Assisi-Nocera Gualdo Tadino e Foligno, tra cui il delegato generale don Giovanni Zampa e il parroco don Alessandro Picchiarelli, affiancati dai familiari di don Cesare. L’incontro, aperto gratuitamente a tutta la cittadinanza, si configura come un’occasione preziosa per studiosi e semplici appassionati. Partecipare significa non solo onorare un uomo che ha dato tanto alla città, ma anche riappropriarsi di un frammento fondamentale dell’identità culturale umbra. Il recupero di questi spazi e di queste opere assicura che il messaggio di spiritualità e bellezza, tanto caro a don Cesare, possa continuare a essere tramandato alle future generazioni nel contesto monumentale più suggestivo della città.

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