Assisi rafforza servizi e tutela sociale con il bilancio 2026-2028

Assisi rafforza servizi e tutela sociale con il bilancio 2026-2028

Scelte mirate per famiglie, welfare e investimenti strategici

L’amministrazione comunale di Assisi definisce il Documento Unico di Programmazione e il bilancio previsionale 2026-2028 puntando su una strategia che mette al centro cittadini, servizi essenziali e coesione sociale, senza introdurre nuovi oneri per le famiglie. In un quadro nazionale segnato da riduzioni nei trasferimenti statali ai Comuni, l’ente sceglie una rotta autonoma, orientata alla tutela dei diritti e alla stabilità finanziaria.

La manovra conferma l’assenza di aumenti fiscali: niente nuove imposte e nessuna addizionale IRPEF, mantenendo Assisi tra i pochi Comuni umbri privi di questo prelievo e l’unico sopra i quindicimila abitanti. La scelta consente ai residenti di conservare circa tre milioni di euro l’anno, mentre la pressione fiscale resta invariata grazie alla capacità dell’ente di reperire risorse esterne e ottimizzare la gestione.

Una parte rilevante del bilancio riguarda scuola e politiche familiari. Le tariffe di mensa e trasporto rimangono stabili: il Comune sostiene il 51% del costo della refezione e copre circa l’80% del servizio di trasporto scolastico, lasciando alle famiglie solo la quota residua. L’obiettivo è garantire continuità al diritto allo studio e sostenere i nuclei con figli, in linea con la disciplina dei servizi a domanda individuale. Il capitolo dedicato a giovani, sport e formazione supera i 2,5 milioni di euro, mentre il bonus “Bimbi Domani” viene confermato con uno stanziamento di 50mila euro.

Sul fronte del welfare territoriale, la Zona sociale 3 – di cui Assisi è capofila – gestisce oltre 4 milioni di euro, con circa 2 milioni destinati direttamente alla città. A queste risorse si aggiungono fondi comunali per rette, contributi e interventi rivolti a minori, anziani e persone con disabilità. Una dotazione che ribadisce il ruolo pubblico nella protezione dei più fragili, in un periodo in cui molte famiglie affrontano difficoltà economiche.

L’amministrazione sottolinea la continuità di un percorso avviato nel 2016, fondato sulla responsabilità istituzionale e sulla volontà di non arretrare nella tutela dei diritti. La linea politica adottata punta a mantenere unita la comunità e a non lasciare indietro nessuno, trasformando il bilancio in uno strumento concreto di inclusione.

Gli investimenti pubblici sfiorano i 31 milioni di euro e riguardano scuole, patrimonio culturale, impianti sportivi, sicurezza urbana e mobilità. Tra gli interventi finanziati con contributi statali, regionali e PNRR figurano le mura urbiche, il sistema di risalita di Porta Nuova, il Teatro Metastasio, Palazzo Vallemani e la ciclovia Assisi-Perugia. Accanto alle opere principali, il Comune destina 500mila euro alla manutenzione straordinaria e 340mila euro al verde pubblico, integrati da ulteriori risorse provenienti da AFOR e Parco del Subasio. Una programmazione che unisce prevenzione, cura degli spazi e valorizzazione del territorio.

Il 2026, anno del Centenario francescano, rappresenta un ulteriore motore di sviluppo. Sono previsti circa 400mila euro per eventi culturali e museali, mentre i 3,5 milioni generati dall’imposta di soggiorno saranno reinvestiti in manutenzioni, cultura e accoglienza. Il turismo viene interpretato come leva economica stabile, capace di sostenere le funzioni fondamentali dell’ente e di rafforzare la capacità di accogliere visitatori e pellegrini.

La coalizione che sostiene la Giunta considera il bilancio coerente con gli obiettivi di mandato e con il DUP, riconoscendo nel documento una direzione chiara: equità, servizi pubblici e investimenti come strumenti di futuro. Una scelta che non trasferisce le difficoltà sui cittadini più vulnerabili e che punta a consolidare uno sviluppo equilibrato.

Il bilancio, primo della nuova amministrazione, viene descritto come un passaggio decisivo del percorso avviato, un atto che mira a rafforzare le basi della comunità di oggi e di domani attraverso una gestione attenta, inclusiva e orientata alla crescita condivisa.

1 Commento

  1. io sono convinto che i politici di tutti gli schieramenti,andrebbero presi a calci nel posteriore, perche’ tra loro non si mordono, fanno la manfrina solo quando ci sono le telecamere che riprendono la scena, spero tanto che esca fuori un nuovo Stalin , ma italiano questa volta.in quanto a lasciare indietro chi se la passa male, basta dare uno sguardo la sera quanti elementi dormono per strada, e nessuno dei politici ed autorita’ si preoccupano .poi siamo tutti buoni e santi, se tornasse Francesco li brucia tutti politici ed autorita’.

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