Festa in Amicizia celebra Trasformiamo al Serafico di Assisi

Festa in Amicizia celebra Trasformiamo al Serafico di Assisi

Un viaggio sensoriale tra semi, grano e pane

Assisi, 25 05 2026 –  La Festa in Amicizia del Serafico di Assisi torna nel 2026 con un’edizione dal titolo “Trasformiamo”, pensata come un grande racconto collettivo sulla forza discreta del cambiamento. L’appuntamento è fissato per il 30 maggio, a partire dalle 16, nel Parco della struttura, luogo simbolico e quotidiano della vita del Serafico. L’iniziativa è a ingresso gratuito e aperta all’intera comunità, con l’obiettivo di avvicinare cittadini, famiglie e istituzioni al lavoro svolto ogni giorno accanto a bambini e ragazzi con disabilità complesse. Il filo conduttore è l’immagine del seme che resta nascosto nella terra, apparentemente immobile, ma in realtà già in trasformazione.

Il titolo “Trasformiamo” nasce proprio da questa metafora. Il Serafico la assume come chiave per raccontare un percorso educativo, riabilitativo e relazionale che richiede tempo, cura e sguardo lungo. Ogni ragazzo seguito nella struttura è paragonato a un seme che, se custodito con attenzione, può germogliare e dare frutto, anche quando le sue potenzialità sembrano invisibili. In questo modo la Festa diventa anche un’occasione per restituire alla città il senso profondo di un lavoro quotidiano spesso silenzioso, ma decisivo per la qualità di vita delle persone più fragili.

A promuovere l’iniziativa è l’Istituto Serafico di Assisi, realtà storica impegnata nella cura e nella riabilitazione di bambini e ragazzi con disabilità complesse. La presidente Francesca Di Maolo sottolinea come ogni intervento educativo, riabilitativo e laboratoriale nasca dall’idea di aiutare ciascuno a esprimere il meglio di sé. Non si tratta solo di assistenza sanitaria, ma di un accompagnamento globale che tiene insieme desideri, capacità, emozioni, relazioni e prospettive future.

Nel lavoro del Serafico la fragilità non è considerata un limite da contenere, bensì una vita da custodire. La struttura costruisce per ogni ragazzo un vero e proprio Progetto di Vita, calibrato sui tempi e sulle possibilità individuali. In questo quadro, la Festa in Amicizia diventa una vetrina concreta di ciò che accade durante l’anno nei laboratori, nei percorsi riabilitativi e nelle attività quotidiane. Attraverso il coinvolgimento diretto dei partecipanti, il messaggio si traduce in esperienza vissuta e non resta solo dichiarazione di principio.

Il luogo scelto è il Parco della realtà assisana, area verde che circonda il Serafico e che, nel corso del tempo, è diventata parte integrante della vita della struttura. Qui si intrecciano natura, relazioni e percorsi educativi, in un contesto che favorisce la partecipazione e l’incontro. La scelta di aprire il parco alla comunità assume un valore preciso. Da un lato, permette ai visitatori di entrare fisicamente negli spazi in cui i ragazzi vivono e si formano. Dall’altro, rende visibile il legame tra il Serafico e il territorio, sottolineando come la cura delle fragilità non sia un tema confinato all’interno di una struttura, ma una responsabilità condivisa. In questo modo il “dove” dell’evento diventa parte del suo significato.

Il cuore della Festa è un percorso sensoriale ed esperienziale articolato in cinque tappe, che ripercorrono il viaggio del grano dalla semina al pane condiviso. I partecipanti iniziano dall’orto, dove possono seminare un chicco di grano e portare con sé il proprio vaso, gesto semplice che richiama l’attesa e la cura necessarie perché qualcosa cresca. Successivamente si passa alla macina, per osservare il grano che si trasforma in farina attraverso il movimento e il suono della pietra, in un’esperienza che coinvolge vista, udito e tatto. La terza postazione è dedicata all’impasto: la farina diventa materia colorata con cui realizzare forme e tracce, fino a comporre un’opera collettiva su un grande pannello comune. Ogni partecipante lascia un segno, contribuendo a un risultato condiviso che nasce dalla somma di gesti individuali. Il percorso prosegue con uno spazio dedicato alla biodiversità e alle trasformazioni presenti in natura, curato dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Assisi e dal Nucleo Carabinieri Tutela Biodiversità di Formichella. Immagini, racconti e testimonianze accompagnano i visitatori alla scoperta dei cambiamenti che attraversano l’ambiente naturale. Il viaggio si conclude simbolicamente nel pane, esito finale del processo di trasformazione. Il chicco seminato, custodito e lavorato diventa alimento da condividere con gli altri. In questo passaggio si concentra il senso dell’intero percorso: ciò che nasce fragile e invisibile, se accolto e accompagnato, può diventare nutrimento per la comunità. La Festa in Amicizia assume così la forma di un cammino concreto, in cui ogni tappa rimanda a un passaggio della crescita personale e collettiva.

L’edizione 2026 si inserisce anche nel contesto delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Il Serafico sceglie di rileggere il messaggio del Santo partendo proprio dall’immagine del seme che cade nella terra e sembra scomparire, ma nel tempo genera vita. Francesco viene presentato come un seme che, attraverso i secoli, ha prodotto frutti di rinnovamento umano e spirituale, soprattutto nello sguardo rivolto agli ultimi, ai poveri e agli scartati. In questa prospettiva, il Serafico è descritto come il luogo in cui quel seme continua a germogliare. La cura delle persone con disabilità complesse, la costruzione di percorsi di autonomia possibile e la valorizzazione di ogni talento nascosto rappresentano una traduzione concreta dell’eredità francescana. La Festa in Amicizia, con il suo tema “Trasformiamo”, diventa quindi anche un modo per attualizzare questo patrimonio spirituale, rendendolo visibile attraverso gesti, laboratori e relazioni.

L’evento non è pensato solo come momento celebrativo interno al Serafico, ma come esperienza condivisa con la città e con il territorio. Aprire i cancelli del parco e invitare la comunità a partecipare significa creare un ponte tra il mondo della disabilità complessa e la vita quotidiana di famiglie, scuole, associazioni. Attraverso il contatto diretto, cadono stereotipi e distanze, mentre cresce la consapevolezza del valore sociale della cura. Inoltre, la struttura del percorso, basata su attività manuali e sensoriali, permette a persone di età e provenienze diverse di mettersi in gioco. Seminare, macinare, impastare, osservare la natura e condividere il pane sono azioni semplici, ma dense di significato. Così la Festa in Amicizia si trasforma in un laboratorio a cielo aperto, in cui la fragilità non è nascosta, bensì riconosciuta come parte integrante della comunità.

L’iniziativa vuole restituire il senso di un impegno che prosegue tutto l’anno. Il Serafico lavora con équipe multidisciplinari, laboratori educativi e percorsi riabilitativi che richiedono competenze, pazienza e continuità. La Festa offre uno sguardo ravvicinato su questo universo, mostrando come, dietro ogni piccolo progresso, ci siano tempo, ascolto e fiducia.

In definitiva, l’edizione “Trasformiamo” della Festa in Amicizia al Serafico di Assisi si presenta come un invito a guardare la fragilità con occhi diversi, come riporta il comunicato di Francesca Siciliano. Ogni vita, anche quando appare più vulnerabile o invisibile, custodisce un potenziale che può fiorire. Attraverso il linguaggio dei semi, del grano e del pane, l’evento rende tangibile questa convinzione e la consegna, passo dopo passo, alla comunità che partecipa.

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