Gli studenti dell’Alberghiero di Assisi a scuola di legalità con l’onorevole Piera Aiello

La testimone di giustizia e deputata ha raccontato ai giovani la sua storia e li ha invitati a dire no alla mafia e all’illegalità

 
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Gli studenti dell'Alberghiero di Assisi a scuola di legalità con l'onorevole Piera Aiello

Gli studenti dell’Alberghiero di Assisi a scuola di legalità con l’onorevole Piera Aiello

Ha fatto tappa anche in Umbria la serie di incontri tenuti dall’onorevole Piera Aiello nell’ambito di un’iniziativa organizzata dall’Istituto Alberghiero di Assisi diretto dalla dirigente scolastica Bianca Maria Tagliaferri, “La giornata della cultura della legalità“, che ha visto protagonisti gli studenti della scuola assisana.


Istituto alberghiero Assisi


Piera Aiello, deputata e vedova del boss di mafia Nicolò Atria, è la prima testimone di giustizia ad essere entrata in Parlamento dopo aver deciso di denunciare il mondo mafioso e iniziare a collaborare con le forze dell’ordine. Dopo l’omicidio del marito, ucciso dai killer davanti ai suoi occhi nel 1991, Aiello decise di dire basta a quel mondo in cui era cresciuta iniziando a collaborare con la polizia e la magistratura, tra cui il giudice Paolo Borsellino, unitamente alla cognata Rita Atria, che poi si uccise a 17 anni una settimana dopo la strage di via D’Amelio perché, proprio per la fiducia che riponeva nel magistrato italiano Paolo Borsellino, si era decisa a collaborare con gli inquirenti.

L’onorevole ha raccontato agli studenti il suo matrimonio imposto da un genero mafioso, rievocato l’uccisione sotto i suoi occhi del marito, un fatto che poteva sembrare liberazione e fu invece la tomba della libertà in quanto perseguitata dai mafiosi che avevano ucciso il marito. La Aiello ha ricordato anche i lunghi anni trascorsi sotto regime di protezione lontana dalla sua terra, l’abbandono doloroso del nome e degli affetti, l’incontro con Paolo Borsellino e infine la vicenda della  giovane cognata Rita Atria, come detto testimone di giustizia morta suicida.

Ha inoltre ricordato la sua elezione alla Camera nell’uninominale in Sicilia, nella lista del Movimento Cinque Stelle (che ha successivamente lasciato), in un collegio della provincia di Trapani, considerato il feudo del boss Matteo Messina Denaro, dopo una campagna elettorale condotta senza mai mostrare il proprio volto per motivi di sicurezza. Un volto che ha scelto di mostrare solo di recente.

La Aiello ha anche ricordato le due proposte di legge sui testimoni di giustizia e sulle vittime di usura, al momento ancora non prese in esame, e invitato gli studenti a lottare per un modo più equo e raccontando la propria esperienza come monito e testimonianza del fatto che è possibile dire di no alla mafia, all’illegalità, alla complicità silenziosa di chi non parla per paura o per interesse. “Non arrendetevi mai , ribellatevi all’omertà e lottate sempre per affermare la verità e la giustizia”, l’invito agli studenti che, commossi e partecipi, hanno ascoltato le sue parole.

“Grazie all’onorevole Aiello – le parole della dirigente scolastica dell’Istituto Alberghiero di Assisi, Bianca Maria Tagliaferri – perché iniziative come questa che ci permettono di continuare il nostro percorso di insegnamento alla legalità. Anche grazie a questo tipo di didattica, i nostri ragazzi possono assumere un comportamento sempre più consapevole come cittadini di domani, nel solco degli obiettivi della Agenda 2030. La legalità è cittadinanza attiva e la scuola una delle palestre dove esercitarla, non dimenticando che l’educazione all’impegno civico è anche educazione alla libertà”.

 

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