Patti di collaborazione spingono Assisi verso nuove sfide

Patti di collaborazione spingono Assisi verso nuove sfide

Nuove sinergie rafforzano ad Assisi la gestione condivisa

L’amministrazione comunale di Assisi ha riunito nei giorni scorsi tutte le realtà associative impegnate nella gestione condivisa dei beni comuni, tracciando un bilancio aggiornato dei patti di collaborazione attivi e delineando le prossime direttrici di lavoro. L’incontro, ospitato negli spazi del Digipass, ha visto la partecipazione del sindaco Valter Stoppini, del vicesindaco Veronica Cavallucci, dell’assessore Francesca Corazzi, del segretario generale Fabrizio Proietti e del dirigente dell’area Lavori pubblici Matteo Castigliego. Un confronto operativo, pensato per valutare risultati, criticità e nuove opportunità di cooperazione tra amministrazione e terzo settore.

Ad oggi sono sette gli accordi formalizzati, ciascuno dedicato alla cura o alla valorizzazione di specifici spazi pubblici. Dalla riqualificazione della pista nell’area verde tra via Armando Diaz e via San Bernardino da Siena, affidata all’ASD Virtus, alla manutenzione del giardino comunale di Capodacqua gestita dalla Pro Loco “F. Dattini”. A questi si aggiungono la cura dell’ex scuola elementare e dell’ex lavatoio di Armenzano, insieme alle aree verdi e alla zona camper della frazione, coordinata dalla Pro Loco locale.

Un ruolo centrale è ricoperto anche dall’Associazione Hospitale Laudato Si, impegnata nell’accoglienza dei pellegrini e nella custodia dell’ex casa del custode all’interno del complesso devozionale, oltre che nella gestione del cimitero comunale. La Parrocchia di San Bernardino da Siena prosegue invece la manutenzione del campo sportivo di Tordandrea, mentre l’Associazione Priori del Piatto di Sant’Antonio Abate, insieme a Fare Cooperativa Sociale, cura il Palazzo del Capitano del Perdono a Santa Maria degli Angeli. Infine, il Comitato per il Pincio e Next Entertainment APS sono responsabili della gestione del Parco Regina Margherita.

Durante il vertice è emerso come il modello assisano rappresenti oggi una delle esperienze più strutturate in Umbria, con un numero di patti attivi superiore alla media regionale e con progetti che, in alcuni casi, coinvolgono strutture complesse come musei e ostelli. Una rete che, secondo l’amministrazione, ha consolidato un metodo basato su responsabilità condivisa, partecipazione civica e valorizzazione delle competenze diffuse nel territorio.

Il vicesindaco Cavallucci ha ricordato che proprio ad Assisi è nato il Festival dell’amministrazione condivisa dei beni comuni, evento che nel 2025 ha richiamato oltre 250 partecipanti da tutta Italia, tra amministratori, esperti e rappresentanti del terzo settore. L’edizione 2026, in programma dal 26 al 28 marzo, punta a rafforzare ulteriormente il confronto nazionale su modelli innovativi di gestione partecipata.

Dal confronto con le associazioni è emersa la volontà comune di ampliare il raggio d’azione dei patti, individuando nuovi spazi e nuove funzioni da affidare alla collaborazione tra cittadini e istituzioni. Una prospettiva che, secondo il Comune, potrà generare progetti più solidi, maggiore continuità operativa e un coinvolgimento ancora più capillare della comunità locale.

L’incontro ha confermato come la cooperazione tra pubblico e privato sociale rappresenti per Assisi un asset strategico, capace di rafforzare la qualità dei servizi e di sostenere la cura del territorio attraverso un modello che unisce partecipazione, responsabilità e visione condivisa del bene comune.

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