Spettacolo visionario porta il filosofo sardo oltre la cella fascista
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Il 19 marzo 2026, alle 21:15, il Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi ospita una delle proposte più incisive della stagione teatrale umbra. “Gramsci – Il popolo delle scimmie” porta in scena una rilettura intensa e non convenzionale degli ultimi giorni di Antonio Gramsci, figura centrale del pensiero del Novecento.
Lo spettacolo, firmato da Nicola Mariuccini e diretto da Francesco Bolo Rossini, prosegue il suo percorso dopo il debutto dei primi di marzo al Cinema Zenith, consolidando un progetto artistico che unisce profondità storica e linguaggio scenico contemporaneo.
Una visione che supera la cronaca storica
La narrazione si sviluppa nella dimensione sospesa della prigionia, tra la cella di Formia e quella romana di Quisisana. Qui il protagonista, debilitato dalla malattia e segnato dalla repressione del regime fascista, attraversa l’ultima fase della sua vita trasformandola in un’esplosione di pensiero.
Non è una semplice biografia teatrale. L’opera costruisce uno spazio simbolico in cui tempo, memoria e visione si intrecciano, restituendo un Gramsci capace di parlare al presente con forza e lucidità.
La cella come spazio mentale
Al centro della scena, la figura del filosofo prende forma in un continuo dialogo tra ricordo e intuizione. Emergono frammenti della sua esistenza: il rapporto con la madre, le tensioni politiche, le riflessioni sul capitalismo e i legami con figure chiave del suo tempo.
Tra le evocazioni affiorano episodi emblematici, come l’eco dell’uccisione di Giacomo Matteotti e il confronto mai realizzato con Gabriele D’Annunzio. Non mancano i riferimenti al rapporto con Palmiro Togliatti e al distacco simbolico da Vladimir Lenin.
La scena diventa così un luogo della mente, dove il pensiero si libera dalle costrizioni fisiche e si espande oltre i confini della storia.
Presenze simboliche e suggestioni visive
Due figure femminili accompagnano il percorso del protagonista. Tania rappresenta la dimensione umana e politica, mentre Pris introduce un elemento visionario, quasi sospeso tra realtà e immaginazione.
L’impianto drammaturgico mescola realismo e suggestioni contemporanee, con richiami a universi distopici e a un linguaggio scenico capace di alternare intensità emotiva e rarefazione.
Una produzione corale
Il progetto si avvale di un cast articolato. Accanto a Rossini, in scena Ilaria Falini, Flavia Gramaccioni e Ludovico Röhl, interpreti che danno corpo alle molteplici presenze della narrazione.
La partecipazione video di Anna Foglietta aggiunge ulteriore profondità, mentre la voce off di Togliatti è affidata a Fulvio Pepe. Il lavoro tecnico, dal suono al videomaking fino al trucco scenico, contribuisce a costruire un’esperienza immersiva.
Sostegno europeo e sviluppo culturale
Lo spettacolo è sostenuto dai fondi PR FESR 2021-2027, destinati al rafforzamento delle imprese culturali e creative. Un contributo che rende possibile una messa in scena ambiziosa, capace di coniugare ricerca storica e innovazione.
Il risultato è un’opera che si inserisce nel teatro di ricerca contemporaneo, confermando il ruolo del Piccolo Teatro degli Instabili come punto di riferimento per la scena umbra.
Un evento centrale della stagione
Con una durata di circa due ore, lo spettacolo si presenta come un’esperienza intensa e stratificata. La figura di Gramsci emerge nella sua complessità, lontana da schemi rigidi, capace di interrogare il presente.
Il pubblico è chiamato a confrontarsi con un racconto che attraversa il Novecento e arriva fino all’oggi, restituendo attualità e profondità a uno dei pensatori più influenti della storia contemporanea.
Gramsci – Il popolo delle scimmie
Il 19 marzo 2026 alle ore 21:15 il Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi ospita uno spettacolo teatrale intenso e visionario dedicato ad Antonio Gramsci.
L’opera, scritta da Nicola Mariuccini e diretta da Francesco Bolo Rossini, rilegge gli ultimi momenti di vita del filosofo.
La scena si sviluppa tra memoria storica e dimensione simbolica, creando un racconto potente e contemporaneo.
Il protagonista attraversa ricordi, riflessioni politiche e visioni che superano il tempo lineare.
La narrazione fonde realismo e suggestioni poetiche, offrendo una prospettiva originale sulla figura di Gramsci.
Accanto a lui emergono presenze simboliche che accompagnano il percorso interiore del pensatore.
Il linguaggio scenico alterna intensità emotiva e momenti di forte astrazione visiva.
La produzione si distingue per qualità artistica e ricerca teatrale contemporanea.
Lo spettacolo rappresenta uno degli appuntamenti più significativi della stagione culturale umbra.
Un evento che invita il pubblico a riflettere sul presente attraverso il pensiero del Novecento.
Data: 19 marzo 2026
Ora: 21:15
Luogo: Piccolo Teatro degli Instabili, Assisi

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