Vescovo Sorrentino saluta il Serafico prima del suo congedo

Vescovo Sorrentino saluta il Serafico prima del suo congedo

Il pastore abbraccia i suoi ragazzi ad Assisi nel fine mandato

Assisi, 19-03-2026 –Il mandato episcopale di Domenico Sorrentino si chiude con un gesto di profonda coerenza pastorale. Prima di congedarsi ufficialmente dalla sua diocesi, il presule ha scelto di dedicare le ultime ore del suo ufficio ai ragazzi dell’Istituto Serafico. Questa decisione non rappresenta una semplice formalità burocratica, ma la sintesi naturale di un percorso durato anni, dove la cura della fragilità è stata il baricentro dell’intera azione ecclesiale. Visitare la struttura assisana proprio nel giorno del commiato sottolinea come il suo ministero abbia trovato linfa vitale nel contatto diretto con le persone più vulnerabili. Un incontro familiare tra un pastore e la sua comunità più amata, confermando uno stile di prossimità che ha caratterizzato ogni scelta del suo governo.

Durante l’incontro, la presidente Francesca Di Maolo ha espresso parole di profonda gratitudine, mettendo l’accento sulla dimensione umana del rapporto. Il legame tra il Vescovo e l’istituto di Assisi è stato descritto come una paternità che non può esaurirsi con la fine di un incarico amministrativo. Un padre non smette di essere tale quando cambia ruolo, e la presenza di Sorrentino rimarrà incisa nella quotidianità dei giovani ospiti. Questa connessione si è alimentata nel tempo attraverso gesti quotidiani e straordinari, come le telefonate costanti durante i periodi più bui della pandemia, quando il Serafico si trovava in isolamento. La figura del Vescovo è stata un pilastro di speranza, un punto di riferimento che ha saputo ascoltare le paure e celebrare i successi, rendendo la sua presenza un elemento strutturale della vita comunitaria.

Il contributo di Sorrentino ha permesso alla realtà assisana di uscire dai propri confini per diventare un modello di riferimento globale. È stato lui ad accompagnare Papa Francesco nella storica visita al Serafico, trasformando un luogo di cura in un simbolo mondiale di dignità umana. Sotto la sua spinta, l’istituto è diventato il cuore pulsante di iniziative internazionali come Economy of Francesco, dimostrando che un nuovo modello economico deve necessariamente partire dagli ultimi. Inoltre, l’aver ospitato la Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo ha ribadito che la gestione della cosa pubblica deve avere come criterio guida la tutela dei fragili. La crescita dell’istituto non è stata dunque solo tecnica o assistenziale, ma ha riguardato la maturazione di un’identità consapevole, capace di leggere la realtà attraverso gli occhi di chi soffre.

Il commiato del Vescovo lascia in dote una struttura più forte e consapevole del proprio ruolo nella società civile e religiosa. Il percorso avviato in questi anni ha trasformato la fragilità da limite a criterio interpretativo per costruire una comunità più giusta. La presenza discreta ma incisiva di Sorrentino ha favorito un’evoluzione culturale che mette al centro il diritto alla vita e alla bellezza per ogni individuo, indipendentemente dalle proprie capacità fisiche o cognitive.

Il legame profondo con Assisi e con i suoi cittadini più fragili non si interrompe con il passaggio di consegne, ma prosegue come testimonianza di un impegno che ha saputo tessere relazioni umane autentiche. Questo ultimo atto sancisce definitivamente l’idea che la vera politica e la vera fede si realizzano nella prossimità e nella capacità di non lasciare indietro nessuno.

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