Da 36 anni voce agli anziani e protagonismo sociale
Ad Assisi il congresso – Si è aperto ad Assisi, mercoledì 11 giugno, presso il centro congressi dell’Hotel Il Cenacolo, il primo Congresso nazionale della rete Auser, organizzazione attiva da 36 anni nella promozione dell’invecchiamento attivo e nella tutela dei diritti delle persone anziane. L’evento, dal titolo “Comunità, giustizia sociale, passione”, si svolge in due giornate e coinvolge tutte le strutture territoriali dell’associazione.
Fondata nel 1989 dalla Cgil e dallo Spi Cgil, Auser è oggi una delle più grandi realtà del terzo settore italiano, con oltre 260.000 iscritti, più di 30.000 volontari e 1.685 sedi tra strutture proprie e affiliate. La rete comprende associazioni di volontariato e di promozione sociale, tutte impegnate nella costruzione di una società più inclusiva, giusta e solidale.
Il congresso di Assisi rappresenta il punto di arrivo di un ampio processo partecipativo, caratterizzato da un’intensa discussione sui temi della coesione sociale, dei diritti delle persone anziane e dell’organizzazione dei servizi nei territori. La scelta di tenere il congresso nella città umbra non è casuale: Assisi è simbolo universale di pace e fraternità, valori fondanti dell’identità Auser.
Ad Assisi il congresso
Durante la relazione introduttiva, il presidente nazionale Domenico Pantaleo ha delineato la visione strategica della rete: essere un soggetto attivo che pratica la sussidiarietà attraverso azioni concrete basate sui bisogni reali delle persone e delle comunità. La rete Auser non è solo un’organizzazione, ma un’infrastruttura sociale capace di generare valore pubblico e di favorire l’inclusione, opponendosi a ogni forma di marginalizzazione e disuguaglianza.
Il congresso ha messo al centro il fenomeno dell’invecchiamento demografico, sottolineando la necessità di un ripensamento profondo delle politiche sociali. Secondo i dati citati, nei prossimi dieci anni la popolazione over 65 crescerà del 18%, mentre quella degli under 15 subirà un calo significativo, in particolare nel Mezzogiorno. A ciò si aggiunge la condizione di solitudine che colpisce quasi 9 milioni di persone, prevalentemente donne anziane.
In risposta a questi cambiamenti, Auser ha commissionato uno studio intitolato “Vivere la longevità”, curato da Claudio Falasca e presentato al Cnel, che propone una visione innovativa della vecchiaia come fase attiva della vita. In questa prospettiva, la longevità viene considerata un’opportunità per il rafforzamento del welfare, attraverso l’impegno degli anziani in attività culturali, relazionali e di volontariato.
Il presidente Pantaleo ha inoltre evidenziato come le sfide demografiche richiedano politiche strutturali che vadano oltre gli interventi emergenziali. In particolare, ha sottolineato l’urgenza di sostenere la natalità non solo con bonus, ma con misure che garantiscano occupazione stabile, salari dignitosi, servizi per l’infanzia e alloggi accessibili. Le aree interne e il Sud, ha detto, rischiano una progressiva desertificazione se non si interviene in tempo.
Un’attenzione particolare è stata riservata al coinvolgimento delle nuove generazioni. L’obiettivo è quello di promuovere pratiche intergenerazionali, valorizzando il contributo dei giovani attraverso il servizio civile e il volontariato, per favorire una società più coesa e dinamica. Il volontariato, secondo Auser, non deve essere visto solo come supporto ai servizi, ma come motore di trasformazione sociale.
Altro tema affrontato è quello dell’invecchiamento attivo. L’associazione promuove attività che migliorano la qualità della vita in età avanzata, attraverso forme di partecipazione e solidarietà che permettono agli anziani di sentirsi ancora utili. Queste iniziative non solo contribuiscono al benessere individuale, ma generano anche un impatto positivo sulle comunità, riducendo i costi per il sistema sanitario.
Tuttavia, il quadro politico e istituzionale presenta forti criticità. La legge 33, pensata per affrontare la non autosufficienza e favorire la domiciliarità, necessita di maggiori risorse e strumenti adeguati. Inoltre, si rilevano ritardi nell’attuazione del Pnrr, carenze nella medicina territoriale e nella rigenerazione urbana. La rete Auser chiede un piano nazionale per l’invecchiamento attivo che coinvolga tutte le generazioni e superi l’approccio centrato solo sulle cure sanitarie.
Pantaleo ha concluso affermando che Auser è una comunità viva, capace di pensare e agire con coraggio e innovazione. Il volontariato rappresenta un capitale sociale indispensabile per affrontare le sfide del presente e del futuro, un antidoto alla solitudine e all’individualismo. L’associazione intende continuare a costruire speranza attraverso l’impegno quotidiano dei suoi volontari, che ogni giorno, in tutta Italia, si prendono cura degli altri.
I lavori proseguono giovedì 12 giugno con l’intervento di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

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