Marco Bartoli e don Sergio Massironi attesi alla Domus Pacis
L’appuntamento culturale e spirituale a Santa Maria degli Angeli
La rassegna dedicata alla figura del Poverello di Assisi raggiunge il suo quinto traguardo stagionale. Sabato 2 maggio 2026 il teatro della Domus Pacis ospita un confronto di alto profilo intellettuale incentrato sul rapporto tra Francesco e le periferie. L’evento si inserisce in un percorso che ha già raccolto ampi consensi di pubblico e critica, puntando a esplorare la modernità del messaggio francescano attraverso lenti multidisciplinari. La scelta della location, a pochi passi dalla Porziuncola, sottolinea il legame indissolubile tra la riflessione teorica e i luoghi fisici che hanno visto nascere il carisma dell’ordine.
Analisi storica e attualizzazione del concetto di margine
Il dibattito vede protagonisti due relatori di chiara fama, capaci di coniugare il rigore accademico con la sensibilità pastorale. Marco Bartoli, docente di Storia del Francescanesimo alla Pontificia Università Antonianum, offre la base documentale necessaria per comprendere come il Santo si muovesse negli spazi esterni della società medievale. A completare il quadro interviene don Sergio Massironi, teologo dell’Università Cattolica di Milano, con il compito di proiettare quelle antiche istanze nelle complessità dell’epoca contemporanea. Il coordinamento della serata è affidato a Francesca Di Maolo, figura di riferimento nel panorama del sociale e presidente del Serafico, realtà che quotidianamente vive il concetto di accoglienza e cura.
La periferia come categoria teologica e spazio di incontro
Nel pensiero francescano, il confine non rappresenta una linea di separazione ma un’opportunità di rivelazione divina. La discussione mette in luce come per Francesco l’incontro con i lebbrosi e gli emarginati non fosse un semplice atto di assistenza, ma una vera e propria trasformazione interiore. La periferia si sposta così dal piano puramente geografico a quello teologico, diventando il luogo prediletto in cui la fragilità umana manifesta la presenza del sacro. Francesco e le periferie indicano una strada precisa: abitare le zone d’ombra per costruire comunità che non conoscano scarti o esclusioni sistematiche.
Dalla teoria alla preghiera nel luogo del Transito
Il programma prevede un’evoluzione significativa al termine della fase seminariale. I partecipanti si trasferiranno all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli per un momento di raccoglimento unico nel suo genere. La Memoria del Transito, celebrata nel punto esatto in cui il Santo morì nel 1226, intende saldare la riflessione intellettuale alla dimensione liturgica. Questa novità trasforma l’evento in un rito mensile di preghiera, capace di connettere la storia e la spiritualità in un flusso continuo di partecipazione popolare.
Modalità di partecipazione e canali digitali
L’ingresso alla Domus Pacis è libero fino a esaurimento dei posti disponibili, garantendo la massima accessibilità alla cittadinanza e ai pellegrini presenti in zona. Per chi non potrà raggiungere fisicamente la città, l’organizzazione ha predisposto una copertura totale tramite i canali social dei Frati Minori e l’applicazione dedicata. Questo sforzo tecnologico permette di diffondere i contenuti del dialogo oltre i confini umbri, raggiungendo una platea globale interessata ai temi della fraternità e dell’innovazione sociale ispirata dal carisma di San Francesco.
Il quinto appuntamento della rassegna francescana esplora il legame profondo tra Francesco e le periferie intese come luoghi di rivelazione.
Sabato 2 maggio 2026 alle ore 16:00 il Teatro della Domus Pacis di Assisi ospiterà un dialogo tra storia e teologia contemporanea.
L’incontro vedrà la partecipazione del professor Marco Bartoli e di don Sergio Massironi coordinati dalla presidente Francesca Di Maolo.
Al centro del dibattito vi sarà la condizione degli ultimi e degli emarginati visti non come scarti ma come specchio del sacro.
La periferia viene analizzata come spazio teologico privilegiato dove la fragilità umana incontra la misericordia divina in modo diretto.
L’esperienza di San Francesco con i lebbrosi diventa il paradigma per una nuova inclusione sociale necessaria nel mondo attuale.
Il confronto mira a stimolare una riflessione collettiva sul superamento delle barriere tra centri di potere e aree marginali oggi.
Al termine della discussione i presenti si sposteranno nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per la Memoria del Transito.
Questo momento di preghiera rinnoverà il carisma del Poverello proprio nel luogo esatto dove egli rese l’ultimo respiro terreno.
L’evento rappresenta un’occasione unica per riscoprire una spiritualità attiva capace di generare comunità accoglienti e rinnovamento.

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