Appalti Comune di Assisi segnalati da Fasulo all’Anticorruzione

Appalti Comune di Assisi segnalati da Fasulo all'Anticorruzione

Appalti irregolari nel Comune di Assisi denunciati ad Anac

Il caso dei contratti pubblici finisce sotto la lente di Anac

Il panorama amministrativo umbro viene scosso da una formale denuncia indirizzata all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Il consigliere di opposizione Francesco Fasulo, alla guida del gruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Assisi, ha deciso di depositare un esposto dettagliato riguardante la gestione delle commesse pubbliche dell’ente. Al centro della contestazione si trova una serie di affidamenti diretti che, secondo l’esponente politico, avrebbero sistematicamente ignorato le normative vigenti in materia di trasparenza e concorrenza. La segnalazione giunge al termine di un lungo lavoro di analisi iniziato quasi un anno fa, durante il quale il consigliere ha tentato di ottenere chiarimenti attraverso i canali istituzionali ordinari, ricevendo però risposte giudicate evasive dalla giunta cittadina.

La violazione del principio di rotazione e i numeri del caso

Il fulcro della polemica risiede nel principio di rotazione, un pilastro del Codice dei Contratti Pubblici volto a impedire il consolidamento di monopoli di fatto tra i fornitori della pubblica amministrazione. Dalla documentazione faticosamente ottenuta tramite vari accessi agli atti, è emerso che tra il maggio 2023 e il maggio 2025 il Comune di Assisi avrebbe assegnato ben cinque incarichi consecutivi alla medesima impresa nello stesso settore merceologico. Il valore complessivo di tali operazioni supera la soglia dei 203.000 euro, una cifra che eccede persino il limite previsto dall’Accordo Quadro triennale stipulato dall’amministrazione. Nonostante le rassicurazioni della maggioranza, che giustifica l’operato richiamando proprio la natura dell’accordo del 2023, la giurisprudenza amministrativa sembra confermare che tale strumento non esenti l’ente dall’obbligo di alternare i soggetti economici per garantire pari opportunità a tutti gli operatori del mercato.

Digitalizzazione mancata e opacità sui preventivi cartacei

Un altro punto critico sollevato nell’esposto ad Anac riguarda il mancato rispetto degli obblighi di digitalizzazione entrati in vigore all’inizio del 2024. Secondo le verifiche effettuate da Fasulo, diverse procedure sarebbero state avviate sulla piattaforma MEPA ma concluse attraverso lo scambio di preventivi cartacei privi di protocollo informatico. Questa modalità operativa rende tecnicamente impossibile verificare la cronologia esatta delle offerte, minando la tracciabilità dell’intero processo decisionale. Il sindaco ha tentato di derubricare la questione parlando di acquisizioni avvenute “per vie brevi”, ma tale giustificazione si scontra frontalmente con le direttive nazionali che impongono l’uso esclusivo di canali digitali certificati per l’intero ciclo di vita dell’appalto, dalla pubblicazione all’aggiudicazione definitiva.

Verifiche assenti sui prezzi fuori listino e interventi urgenti

L’indagine condotta dall’opposizione ha inoltre evidenziato anomalie nei costi sostenuti dal Comune per prestazioni non catalogate nei listini ufficiali. Si parla di oltre 25.000 euro destinati a voci come progettazione e sistemi tecnologici, i cui prezzi sarebbero stati stabiliti direttamente dalla ditta fornitrice senza che l’ente effettuasse le necessarie analisi comparative di mercato. Alla richiesta di esibire i documenti comprovanti tali verifiche, l’amministrazione avrebbe risposto con generiche rassicurazioni sull’operato degli uffici tecnici. Per Fasulo, questa mancanza di rigore amministrativo non rappresenta solo un problema procedurale, ma un segnale politico allarmante che rischia di alimentare logiche clientelari e rendite di posizione dannose per l’efficienza della macchina pubblica e per l’equa distribuzione delle risorse della comunità.

Le richieste formali inviate all’autorità nazionale

L’esposto depositato il 16 aprile 2026 chiede formalmente un’ispezione amministrativa immediata presso la sede del Comune per acquisire tutti i documenti originali relativi agli affidamenti contestati. Fasulo ha sollecitato l’Anac a verificare non solo il rispetto della rotazione degli incarichi, ma anche la regolarità delle procedure digitali e la congruità economica dei pagamenti effettuati. L’obiettivo è ottenere un accertamento definitivo che possa ristabilire la piena legalità e fornire raccomandazioni vincolanti affinché simili situazioni non si ripetano in futuro. Nel frattempo, il clima politico ad Assisi resta teso, con l’opposizione determinata a proseguire la propria attività di controllo su altri settori della gestione comunale per garantire che ogni centesimo di denaro pubblico venga speso secondo criteri di imparzialità e rigore normativo.

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