Vescovo Sorrentino presenta saggio su San Francesco ad Assisi

Vescovo Sorrentino presenta saggio su San Francesco ad Assisi

Opera Mondadori analizza Cantico partendo dalle strofe finale

Grande partecipazione nella Sala della Spogliazione per la presentazione dell’ultimo lavoro letterario di monsignor Domenico Sorrentino, prelato delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno. L’opera, pubblicata dalla casa editrice Mondadori con il titolo “Il cuore nascosto del Cantico, da sora Morte a Frate Sole, san Francesco e le strofe del vescovado”, ha catalizzato l’attenzione di autorità istituzionali, mondo accademico e cittadinanza.

L’evento del 25 settembre ha visto la presenza di Franco Cardini, rinomato medievalista, e Piero Damosso, responsabile del Comitato editoriale della Fabbrica di San Pietro, quali relatori d’eccezione. Il vescovo ha illustrato la sua particolare lettura interpretativa del celebre componimento francescano, proponendo una chiave di volta inedita.

“L’opera poetica del santo umbro abbraccia l’intero universo”, ha dichiarato monsignor Sorrentino durante l’incontro. “Francesco dimora nel Cantico stesso e attraverso esso ci svela la straordinaria articolazione della realtà cosmica“. Il presule ha sottolineato come il testo rappresenti un inno pasquale, permeato dal binomio morte-resurrezione che racchiude la totalità del creato.

Il volume introduce quello che l’autore definisce “fattore X”, un elemento storiografico che riporta l’attenzione sui momenti trascorsi dal Poverello nel palazzo episcopale assisano. “Questi episodi sono stati relegati in secondo piano da una certa tradizione francescana”, ha precisato Sorrentino, evidenziando come il libro contenga rivelazioni storiche significative.

Lo studioso Cardini ha apprezzato l’approccio metodologico del vescovo, definendolo un “canone inverso”. “L’autore ci conduce dalle prime strofe direttamente alla scena della morte di Francesco, momento in cui fu concepito il poema. Successivamente ci riporta alla pagina centrale del perdono, intrinsecamente collegata al concetto di morte”, ha spiegato il medievalista.

La Sala della Spogliazione, teatro della rinuncia franciscana ai beni materiali, ha evocato in Cardini riflessioni sulla povertà evangelica del santo. Il luogo simbolico ha amplificato la portata emotiva dell’iniziativa culturale.

Damosso ha enfatizzato la dimensione cristologica dell’opera di Sorrentino: “È come contemplare un dipinto raffigurante la natura in perfetta armonia. Il testo celebra l’ordine cosmico voluto dal Creatore, ma non dimentica il richiamo alla sofferenza terrena”. Il giornalista ha sottolineato l’attualità del messaggio francescano, rinvigorito dalla presenza di Carlo Acutis, che continua ad attrarre fedeli e giovani pellegrini.

L’evento ha coinciso con l’inaugurazione della mostra “Cantico delle Creature”, promossa dall’Associazione Umbria Pro-Attiva perugina e dall’Istituto “Dante Alighieri” di Nocera Umbra, in sinergia con la diocesi. L’esposizione presenta i lavori fotografici realizzati dagli studenti del Laboratorio di Fotografia e Immagine, guidati dai docenti Giuliano Tili e Oriella Galafate attraverso diversi anni accademici.

La ricerca del vescovo Sorrentino si distingue per l’approccio filologico innovativo, che parte dalle strofe conclusive per risalire alle origini compositional del Cantico. Questa metodologia permette di comprendere la genesi spirituale dell’opera in una prospettiva completamente rinnovata.

Il palazzo vescovile assisano, custode di memorie francescane spesso trascurate, emerge dal volume come luogo cruciale nella biografia del santo. L’analisi di Sorrentino riabilita episodi storici fondamentali per la comprensione completa della figura franciscana.

L’opera si inserisce nel panorama degli studi francescani contemporanei, offrendo una lettura teologica approfondita che coniuga rigore scientifico e sensibilità pastorale. Il contributo del vescovo umbro arricchisce il dibattito accademico internazionale sulla spiritualità medievale.

La serata culturale ha confermato l’interesse permanente per il patrimonio francescano, evidenziando come i valori del Poverello mantengano una straordinaria attualità nel panorama contemporaneo.

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