Cordoglio profondo in Umbria per la scomparsa del fondatore
La presidente della Regione Stefania Proietti ha espresso un dolore composto ma profondo per la morte di Arnaldo Manini, figura centrale dell’imprenditoria umbra e fondatore della Manini Prefabbricati Spa, realtà industriale nata oltre sei decenni fa e oggi punto di riferimento nazionale nel settore. La notizia della scomparsa, diffusa il 22 gennaio 2026 da Perugia, ha attraversato l’Umbria con un’ondata di commozione che riflette l’impatto umano e professionale di un uomo capace di trasformare un’intuizione in un patrimonio collettivo.
Un’eredità industriale costruita con visione e coraggio
Manini aveva avviato la sua azienda 64 anni fa, radicandola ad Assisi e facendone crescere la reputazione fino a raggiungere collaborazioni con realtà di primo piano. La sua impronta imprenditoriale si è distinta per la capacità di anticipare i cambiamenti del settore, puntando su ricerca, tecnologia e valori sociali come elementi inscindibili del lavoro quotidiano.
Fin dai primi anni volle all’interno dell’azienda un centro di ricerca, convinto che l’innovazione non fosse un lusso ma una responsabilità verso il territorio e verso i lavoratori. In quello spazio trasferì la sua visione: un’impresa come comunità, un luogo dove la crescita economica dovesse procedere insieme alla crescita umana.
Il ricordo della presidente Proietti e un legame che attraversa il tempo
Il rapporto tra Proietti e Manini era profondo e risaliva a molti anni prima dell’attuale incarico istituzionale. Nel 2019, da sindaca di Assisi, la presidente gli consegnò lo Stemma d’Oro della Città, accompagnando il riconoscimento con parole che oggi risuonano ancora più dense di significato. In quell’occasione definì l’azienda da lui fondata “una grande impresa capace di superare le crisi e generare lavoro qualificato, una famiglia che lo considerava un padre”.
Oggi la presidente ha scelto di riprendere quelle stesse parole, sottolineando come la sua presenza fosse costante: vicino alle istituzioni, alle associazioni sportive e culturali, alle pro loco, sempre pronto a offrire consigli e sostegno. Un uomo che, come ha ricordato Proietti, “ha attraversato passato, presente e futuro con un grazie che nasce dal cuore”.
Una vita di riconoscimenti e un percorso sempre in ascesa
La carriera di Manini è stata costellata di premi che ne hanno riconosciuto la statura professionale. Nel 1973 ricevette il Mercurio d’Oro dalle mani di Giulio Andreotti; nel 2008 arrivò il premio “Una vita per la prefabbricazione”; dal 2017 la sua azienda è considerata la prima del settore per valore economico e di mercato. Nel 2018 Perugia gli conferì il premio “Il Perugino – Artista e Imprenditore”, mentre nel 2023 giunse il Cavalierato del Lavoro, sigillo definitivo di una vita dedicata all’impresa e alla comunità.
Un uomo che ha trasformato il lavoro in un atto d’amore
Nel suo messaggio di cordoglio, Proietti ha ricordato la lezione più preziosa ricevuta da Manini: chiamare i dipendenti “collaboratori”, perché “siamo noi a dipendere da loro”. Una filosofia che ha guidato la crescita del gruppo, oggi tra i più importanti d’Europa, e che ha reso l’azienda un luogo capace di attrarre competenze e generare opportunità.
La presidente ha descritto Manini come un uomo che ha amato profondamente la sua terra, che ha fatto del bene senza ostentazione, che ha vissuto con dignità fino all’ultimo. Un uomo capace di trasformare la sofferenza in un gesto di cura verso la comunità, verso Assisi e la sua Santa Maria degli Angeli, verso la famiglia e gli amici.
Il ricordo personale della presidente, che lo conosceva sin da bambina, restituisce l’immagine di una figura che ha lasciato un segno indelebile non solo nell’economia regionale, ma nella vita di chi ha avuto il privilegio di incontrarlo. I suoi valori, ha sottolineato Proietti, continueranno a vivere come una guida silenziosa ma potente per l’Umbria e per tutti coloro che hanno condiviso con lui un tratto di strada.

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