Turismo selvaggio ad Assisi, il comitato dei residenti lancia l’allarme

Turismo selvaggio ad Assisi, il comitato dei residenti lancia l'allarme

Il centro storico trasformato in un imbuto per pellegrini, servono regole e più controlli

Il Comitato dei Residenti del Centro Storico alza la voce dopo un weekend da bollino nero per l’Ostensione delle reliquie di San Francesco. File interminabili, marciapiedi occupati da tavolini e una mobilità ridotta all’osso hanno spinto i cittadini a chiedere un cambio di passo immediato all’amministrazione comunale.

Emergenza flussi, la città sotto l’Ottocentenario

L’afflusso record di pellegrini legato all’Ottocentenario e all’esposizione dei resti del Santo ha messo in ginocchio la viabilità del basso centro storico. Il Comitato, pur riconoscendo l’importanza religiosa e culturale degli eventi, denuncia una gestione del traffico che penalizza pesantemente i residenti. “Non possiamo ridurci a fare da spartitraffico tra la Basilica Superiore e quella Inferiore”, attaccano i portavoce. Gli imbottigliamenti pedonali dello scorso fine settimana hanno rappresentato non solo un disagio, ma un concreto pericolo per la sicurezza. Se da un lato si apprezzano soluzioni tampone come i parcheggi sostitutivi attivati in Piazza del Vescovado, dall’altro emerge la necessità di coinvolgere maggiormente le realtà religiose nella pianificazione dei grandi eventi. La città non può trasformarsi in un mero corridoio di passaggio, pena l’accelerazione di quel fenomeno di spopolamento che già affligge il cuore monumentale.

Polizia Municipale, chiesta una presenza diversa sul territorio

L’incontro con il Comandante Antonio Gentili ha rappresentato un tentativo di ricucire lo strappo tra i cittadini e le forze dell’ordine. I residenti hanno lamentato una presenza sul campo che negli ultimi anni si è fatta sporadica, limitata spesso ai varchi di accesso o alle grandi rotatorie fuori le mura. La richiesta è chiara: servono controlli puntuali contro la sosta selvaggia, contro l’occupazione abusiva degli stalli riservati e contro l’espansione incontrollata dei dehors durante i picchi di affluenza. Non basta invocare la pazienza dei residenti quando questi si trovano impossibilitati a raggiungere la propria abitazione o a percorrere un marciapiede. Il territorio va presidiato con intelligenza, tutelando chi la città la abita tutto l’anno, specialmente in un periodo di iperturismo che durerà per mesi.

Servizi per le famiglie, la chiave per ripopolare il centro

Guardando oltre l’emergenza quotidiana, il Comitato ha portato al tavolo “Vivere il Centro” una proposta strutturale per invertire la tendenza allo spopolamento. L’attenzione si è concentrata sui servizi all’infanzia, fattore decisivo per trattenere le giovani coppie. Durante il confronto con l’Assessore Cavanna, è stata sollecitata l’attivazione della sezione “Primavera” presso la scuola materna e l’apertura di un asilo nido all’interno delle mura. Il calo delle iscrizioni nelle scuole del centro è un termometro preciso della fuga verso le frazioni, dove i percorsi educativi sono garantiti con continuità. Se si vuole evitare che il centro diventi un museo a cielo aperto, bisogna offrire ai genitori servizi moderni e accessibili, esattamente come accade fuori porta.

L’ascolto avviato dall’Assessora Casciarri rappresenta un’opportunità da non sprecare. Il gruppo dei promotori, che oggi conta 110 iscritti e si riunisce con cadenza bisettimanale alla Società Culturale Arnaldo Fortini in Via San Francesco, si dice pronto a collaborare fattivamente. Il dialogo con l’Amministrazione, le altre associazioni e il Comandante Gentili è solo il primo passo. Ora si tratta di passare ai fatti, con la speranza che anche gli istituti religiosi scendano in campo per una gestione condivisa e sostenibile del fenomeno turistico.

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