Cinque spettacoli inediti animano il Piccolo Teatro Instabili

Cinque spettacoli inediti animano il Piccolo Teatro Instabili

Teatro porta in scena 80 attori nei laboratori 2025/26

I laboratori teatrali del Piccolo Teatro degli Instabili tornano a reclamare il palcoscenico con una stagione conclusiva di rara intensità. Cinque produzioni originali, oltre ottanta tra allievi e allieve, un ventaglio di linguaggi performativi che spazia dal teatro fisico al canto, dalla drammaturgia contemporanea alla narrazione per l’infanzia. Il programma si distribuisce tra marzo e aprile, in attesa dello spettacolo di chiusura della stagione ufficiale con Dalal Suleiman protagonista di Un dettaglio minore, fissato per giovedì 9 aprile alle ore 21:15.

La direttrice artistica Fulvia Angeletti inquadra il senso dell’operazione con parole nette: si tratta di esperimenti autenticamente originali, frutto di un percorso formativo che ha coinvolto, accanto ai conduttori principali, una costellazione di professionisti chiamati a introdurre gli allievi a linguaggi ulteriori. Francesco Bolo Rossini, attore e regista, Paolo Rosini, danzatore e performer, e Mariangela Berazzi, cantante e attrice, hanno tenuto lezioni specifiche nel ciclo dedicato agli adulti. Una formula che garantisce, secondo Angeletti, sia la qualità delle proposte sia il costante esaurimento delle iscrizioni.

Tre storie adulte, una radice comune

Il nucleo più corposo del programma appartiene ai tre gruppi adulti, tutti condotti dall’autore e regista Samuele Chiovoloni, che ha scelto di confrontare i propri allievi con testi esigenti, moralmente scomodi, lontani da ogni compiacenza. Il titolo collettivo del progetto, Gioia collettiva, suona quasi come una provocazione rispetto ai contenuti affrontati: commedie definite dallo stesso Chiovoloni «strane, atipiche, molto amare e scabrose», nelle quali affettività e aggressività risultano inscindibili.

Il primo appuntamento è martedì 24 marzo alle 21:15 con August, die she must, a cura del gruppo serale del lunedì. Lo spettacolo affronta la dissoluzione di un nucleo familiare segnato dall’abuso di alcol e psicofarmaci. La scomparsa della figura patriarcale innesca una catena di tensioni tra la madre e le figlie, fino all’esplosione di un segreto capace di scardinare ogni equilibrio residuo. In scena ventuno interpreti, da Gina Ambrosi a Elena Vignati, in un cast che riflette la varietà anagrafica e biografica tipica dei laboratori per adulti.

Giovedì 26 marzo alle 21:15 tocca al gruppo del martedì con Venus & Mars. Qui il conflitto si concentra su un triangolo amoroso destinato a ferire tutti i soggetti coinvolti. Al centro un giovane dall’identità sessuale ancora in definizione, conteso tra un legame storico con il proprio compagno di vita e un’attrazione improvvisa e travolgente per una donna. Sedici interpreti portano in scena una storia che non concede soluzioni rassicuranti, fedele alla poetica del regista.

Chiude il trittico venerdì 27 marzo alle 21:15 il gruppo pomeridiano del martedì con Love, Love, Love. Lo spettacolo abbraccia un arco temporale più ampio, seguendo la parabola di una coppia — e poi di una famiglia — attraverso tre generazioni. Due soggetti irriducibili che fanno del proprio amore conflittuale una ragione d’esistere, quasi una forma di resistenza. Quindici attori in scena per il lavoro forse più cinematografico del trittico, nel ritmo e nella struttura narrativa.

I bambini e il Piccolo Principe

Il respiro si distende mercoledì 1° aprile alle 18:30 con lo spettacolo dei più giovani. Il Laboratorio Bambini, condotto da Giulia Zeetti con la collaborazione di Andrea Volpi, porta sul palco Il piccolo principe, liberamente ispirato al celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Non una semplice messa in scena del testo originale, ma un lavoro di rielaborazione collettiva: i bambini e le bambine hanno costruito una drammaturgia propria, in cui ciascuno interpreta a turno il protagonista nel suo viaggio tra pianeti abitati da figure surreali e rivelatrici — il lampionaio, la donna d’affari, il re, la geografa.

Il processo creativo ha trasformato il materiale di partenza in qualcosa di più personale e diretto. Dal caos dei dialoghi immaginari emerge una riflessione sul mondo adulto vista dagli occhi di chi ancora non vi appartiene, con la citazione-manifesto del Piccolo Principe a fare da bussola: tutti gli adulti un tempo sono stati bambini, ma pochi lo ricordano. In scena nove giovanissimi interpreti, da Teresa Bernardini a Federico Vignati.

I ragazzi e la violenza del branco

L’ultimo appuntamento del ciclo, venerdì 10 aprile alle 19:00, è affidato al Laboratorio Ragazzi condotto da Massimiliano Burini, autore, attore e regista. Il lavoro finale si intitola DNA, tratto dal drammaturgo britannico Dennis Kelly, e affronta senza attenuanti le dinamiche del branco, il bullismo, la moralità fragile dell’adolescenza.

Burini descrive il testo come un thriller psicologico feroce e asciutto, paragonato dalla critica internazionale a Il signore delle mosche per la rappresentazione della crudeltà infantile. Nessuna figura adulta in scena, nessuna mediazione esterna: i personaggi si confrontano con la propria violenza latente, il proprio conformismo, la propria incapacità di empatia. Venti ragazzi e ragazze portano in scena una storia che, nelle parole del regista, svela «un lato del loro universo di possibilità, di una società che li abbandona privandoli di riferimenti positivi».

Ingresso a offerta libera

Tutti gli spettacoli sono aperti al pubblico con ingresso a offerta libera. Il calendario si distribuisce tra il 24 marzo e il 10 aprile, con gli spettacoli adulti ospitati nelle serate di marzo e le produzioni per bambini e ragazzi concentrate a inizio aprile. Un programma che, nella sua interezza, restituisce la misura di un lavoro formativo profondo, condotto da un team artistico che ogni anno rinnova la promessa di un teatro vivo, abitato e necessario.

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