Pincio Assisi, Mario Bellini su Parco Regina Margherita, cuore verde

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Pincio Assisi, Mario Bellini su Parco Regina Margherita, cuore verde

da Mario Bellini
Con riferimento all’articolo riguardante il parco Regina Margherita presentato da Maurizio Terzetti e Gianni Lippi, da assisano amante dell’arte e della natura desidero esprimere il mio compiacimento.  Ottimo inizio, specie dove si prevede il libero transito di persone che sono dirette verso la Rocchicciola o il monte Subasio. Desidero contribuire anch’io alla discussione con un’idea che spero susciti un dibattito sereno e costruttivo.

Voglio ricordare ai lettori che il sottoscritto

Voglio ricordare ai lettori che il sottoscritto ha presentato tempo addietro  delle proposte, che a me sembravano innovative, per Piazzale Trieste “il cosiddetto Pincetto” con tanto di grafici allegati, ma ignorate da chi di dovere; speriamo di avere più fortuna questa volta. Come ricordato il Pincio è un’eredità ottocentesca e così com’è ha svolto le sue funzioni egregiamente fino alla fine degli anni 80, poi lentamente ma inesorabilmente il suo appeal è venuto meno e di conseguenza è svanita anche la sua centralità nella vita cittadina. Il mio ragionamento parte da questo disinteresse per i due parchi (voglio includere nella riflessione anche piazzale Trieste) che se per il Pincetto le motivazioni, come detto nel mio articolo precedente, (se qualcuno ha interesse può rintracciarlo su questo blog) sono evidenti, per il Pincio la questione è senz’altro più articolata.

Senza entrare nel merito di ragionamenti escatologici

Senza entrare nel merito di ragionamenti escatologici che ci porterebbero chissà dove, dirò semplicemente che “il malato” necessita di cure energiche senza mezze misure. Qui l’idea. Arretrare l’ingresso effettivo del parco all’altezza della scalinata centrale, tanto per intenderci quella tra i due leoni, e fare dell’attuale piazzale di ingresso un luogo aperto al pubblico permanentemente con bar servizi e quant’altro possa attirare assisani e turisti di giorno e di notte.

Dare cioè un volto nuovo, adeguato e…vogliamo dire moderno? Al tutto.  Questo deve comportare l’abbattimento delle attuali mura con i tre ingressi e un progetto che preveda appunto un nuovo accesso al parco.

 

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5 Commenti

  1. Sono contento che si riparta, a proposito del Pincio, dai suoi accessi. L’idea di attraversare il Parco per raggiungere la Rocchicciola impone che si apra un varco a monte del Pincio. La stessa idea può esigere – e sono d’accordo con Bellini – un ripensamento dell’ingresso a valle, quello che conosciamo più che bene. L’ingresso e l’uscita dal Pincio, a valle e a monte, devono per forza di cose essere due, diciamo così, aree attrezzate, prevedere, cioè, un’offerta, come scrive giustamente Bellini, in grado di servire a un’utenza della più varia e “viaria” forma. Nel caso del varco a monte, è tutto da inventare. Nel caso del varco a valle, è tutto da suggerire e ipotizzare, compreso quello che ha proposto Bellini. Dal mio punto di vista, ho un solo dubbio “costruttivo” circa l’abbattimento delle attuali mura e il loro arretramento sotto il leoni comunali: che destinazione avrà il glorioso reperto della “pista” da ballo e da pattinaggio dell’ingresso? Anch’io lì prevedo un piano bar molto versatile e ospitale, specie senza sacrificare il rinomato dancing, bello anche perché sempre un po’ appartato.
    Infine, condivido in pieno l’idea di comprendere nel progetto per il Pincio di domani anche il Pincetto di Piazzale Trieste.

    Maurizio Terzetti

    • Pienamente d’accordo, anche se penso oggi non sia un problema la salvaguardia della “pista da ballo” si può tranquillamente lasciare li dov’è oppure spostarla a piacimento dove meglio si crede. Il problema, caro Terzetti, è trovare chi ci ascolta. Non trovi?

  2. Dubito che l’establishment si abbassi ad ascoltare la voce dei cittadini. Questo “miracolo” avviene solo in campagna elettorale.

    • Secondo me, la campagna elettorale, a quasi tre anni dalle elezioni del 2016, è già lanciata! Se il Pincio sarà a posto, secondo l’amministrazione, nell’estate del 2020, quanto pensi che mancherà, allora, al rinnovo del consiglio e del sindaco? Tempus fugit!

  3. Caro Bellini, certo, il problema è l’interlocutore pubblico! Continuiamo a parlarne e a scriverne, prima o poi…

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