Oltre 350 partecipanti ad Assisi per confronto nazionale
Ha preso il via ad Assisi la seconda edizione del Festival dell’amministrazione condivisa dei beni comuni, appuntamento che richiama esperienze e competenze da tutta Italia. Oltre 350 partecipanti hanno raggiunto il Teatro Lyrick per un confronto diretto su modelli di collaborazione tra cittadini e istituzioni.
L’iniziativa, in programma fino al 28 marzo 2026, punta a rafforzare reti e sinergie tra enti locali, mondo accademico e terzo settore. Un laboratorio aperto che mette al centro la gestione condivisa dei beni pubblici come leva per innovazione e coesione sociale.
Un laboratorio nazionale ad Assisi
Promosso dal Comune di Assisi, da Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà e dal Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Perugia, il festival si conferma punto di riferimento nazionale.
Il sostegno arriva da Regione Umbria, Anci Umbria e Consulta delle Fondazioni umbre, con il supporto operativo di Fare Cooperativa sociale. Un sistema articolato che evidenzia la volontà di costruire percorsi condivisi e strutturati.
Ad aprire i lavori è stata la vicesindaca Veronica Cavallucci, che ha ribadito il ruolo della città come spazio di sperimentazione. Assisi si propone infatti come piattaforma di progettazione, capace di generare soluzioni innovative per la gestione dei beni comuni.
Esperienze e pratiche condivise
Nel corso degli anni, il territorio ha già sviluppato esperienze concrete. Dalla cura di aree verdi alla rigenerazione di spazi abbandonati, fino a progetti culturali e museali. Tra questi, anche nuovi patti di collaborazione destinati a creare luoghi di aggregazione, come un cineforum in fase di avvio.
Un percorso che dimostra come la partecipazione attiva possa tradursi in risultati tangibili. La condivisione di buone pratiche diventa così uno degli elementi centrali del festival.
Il contributo delle istituzioni
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha evidenziato il valore strategico della gestione condivisa. Secondo la governatrice, il coinvolgimento di più attori può rendere le amministrazioni più efficienti e capaci di rispondere ai bisogni reali.
L’approccio collaborativo viene indicato come strumento utile anche per rafforzare il partenariato pubblico-privato e promuovere innovazione sociale in diversi ambiti, compreso quello sanitario.
Partecipazione e democrazia
Il tema della partecipazione emerge con forza anche negli interventi degli esperti. Pasquale Bonasora, presidente di Labsus, ha sottolineato come la cura condivisa dei beni comuni contribuisca a rafforzare la qualità della democrazia.
Coinvolgere i cittadini nella gestione diretta degli spazi pubblici significa costruire politiche più efficaci e radicate nei territori. Un processo che va oltre il contributo economico e investe sulla responsabilità collettiva.
Confronto tra esperienze nazionali
Il primo panel ha messo a confronto esperienze diverse. Tra gli interventi, anche quello della sindaca di Genova Silvia Salis, collegata da remoto, che ha illustrato alcune pratiche di amministrazione condivisa attivate nella propria città.
Accanto a lei, contributi dal mondo del design per l’innovazione sociale e dai responsabili dei processi partecipativi di diverse regioni. Un dialogo multidisciplinare che arricchisce il dibattito e amplia le prospettive.
Il programma e gli sviluppi
Il festival prosegue con eventi diffusi nel centro storico di Assisi e dieci gruppi di lavoro tematici. L’obiettivo è costruire una comunità più coesa, capace di affrontare le sfide contemporanee attraverso strumenti condivisi.
La città si conferma così un punto di riferimento per l’innovazione amministrativa. Un luogo dove sperimentare modelli replicabili, mettendo al centro la collaborazione tra cittadini e istituzioni come motore di sviluppo.

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