Da Pacem, Domine, concerto di canto gregoriano ad Assisi

Da Pacem, Domine, concerto di canto gregoriano ad Assisi

Da Pacem, Domine, concerto di canto gregoriano ad Assisi

da Umberto Rinaldi

Da Pacem, Domine, a questa invocazione è stato dedicato il concerto di canto gregoriano, eseguito dagli allievi del Corso di studio e tenuto alle ore 21 di venerdì scorso nella Basilica di Santa Chiara in Assisi. VIII Edizione del Corso Estivo di canto gregoriano Cantemus Domino, articolato in quattro successivi corsi di specializzazione, che annualmente dall’8 al 13 luglio si tiene in Santa Maria degli Angeli, con il Patrocinio dell’Associazione Inter. A.I.S.C., dal Pontificio Istituto di Msica Sacra, dal Pontificio Ist. Liturgico Sant’Alselmo, dal Cantus Gregoriani Helvetici Cultores e da Vox Antiqua e l’A.Gi.Mus., nonché la direzione artistica di Padre Maurizio Verde e Padre Matteo Ferraldeschi.

Ancora una volta si è registrata una nutrita presenza, 70 iscritti, di voci femminili e maschili provenienti anche dal Messico, Brasile e Spagna.
Il concerto, un unicum poco più di un’ora di canto liturgico qual è appunto la destinazione di tale repertorio, era concepito con l’esecuzione per voci femminili, voci maschili e conclusione di programma a voci riunite, sotto la direzione dell’illustre maestro Johannes Berchmans Goschl, oggi, dopo gli studi al Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma e altri titoli accademici, professore all’Università della Musica di Monaco di Baviera.

Relazionare i vari titoli dei canti in realtà può non essere indispensabile, se non sottolineare i tre canti conclusivi Plaude Turba Paupercula – Salve Sponsa Dei – Salve Regina, attribuiti a Fra’ Giuliano da Spira, Inni in onore di San Francesco e Santa Chiara e alla Beata Vergine Maria.
Poiché soltanto il diretto ascolto partecipa quale possa essere il grado di emozione che “rapisce” e “cura” l’animo, sino ad elevarlo in uno stato di semi-estasi!

In particolare si deve concordare quanto il canto gregoriano sia la pura sorgente di tutti repertori musicali successivi, sino ai nostri giorni. Nessun musicista e compositore potrebbe esimersi dallo studio di tale repertorio e nello stesso tempo disconoscere che la voce, dono più alto che l’uomo abbia ricevuto, sia il mezzo perfetto per rivelare sentimenti perfettamente espressivi nell’intonazione e nella modulazione del canto.

Nel bis, richiesto dal folto pubblico in piedi plaudente, si è rivelata infatti ancor più questa eccellente proprietà: Ave Maria… per voci femminili. In particolare, per testimoniare la precedente affermazione, è evidente soltanto l’Ave, cioè il saluto iniziale espresso con sole due sillabe A-VE: il canto inizia modulando solo A con artistici e ardui melismi di voce… poi innalza la A come ali in volo e la volteggia nell’aria a lungo disegnando un sereno cielo paradisiaco, alfine il canto si abbassa e la A si unisce all’altra sillaba Ve.

Semplicemente un’Ave, cioè un salve.. un saluto… oggi diremmo buongiorno o ciao… Ma espresso quel saluto nel canto gregoriano va ben oltre la bellezza estetica del canto per divenire insegnamento religioso e morale.

Cioè: Tu Uomo, rivolgi il tuo saluto in sincerità espressa con il bel suono della tua voce e soprattutto con la dolcezza del tuo migliore sentimento.

 

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